In merito alla settimana dell’educazione civica, mi piacerebbe parlare del bullismo e del cyberbullismo.
Quando si parla di bullismo si parla di una forma di violenza ripetuta nel tempo, esercitata da una persona o un intero gruppo nei confronti di qualcuno che può essere visto come un “debole”. Questo si può manifestare attraverso: insulti, prese in giro, minacce o aggressioni, che hanno l’obiettivo di umiliare e far sentire l’altra persona inferiore. Negli ultimi anni, accanto al bullismo, si è affiancato il cyberbullismo. Questa forma di violenze avviene attraverso il mondo di internet: social media o chat. Il cyberbullismo comprende commenti offensivi, diffusione di immagini, o video senza consenso, messaggi intimidatori e di creazione di profili falsi.
Bullismo e cyberbullismo non sono solo problemi individuali, ma sono dei fenomeni sociali, che coinvolgono chi subisce, chi agisce e chi osserva senza intervenire. Il silenzio e l’indifferenza contribuiscono a rendere queste forme di violenza più forti e più difficili da fermare. Oggi se ne parla molto, non solo nell’ambito scolastico, bensì anche in quello politico, perché riguardano i diritti e la dignità delle persone. Le parole e i comportamenti hanno un peso e possono fare la differenza tra l’inclusione e l’esclusione.