Viaggiare, conoscere nuove culture, mettersi in gioco e migliorare le proprie competenze linguistiche sono solo alcune delle opportunità offerte dal progetto Erasmus Plus, il programma europeo che permette a moltissimi studenti e studentesse di vivere delle esperienze formative in un Paese estero. Partecipare ad un programma Erasmus significa uscire dalla propria comfort zone per vivere a pieno un’esperienza di mobilità internazionale, che oltre ad arricchire culturalmente i ragazzi, consente loro di allargare i propri orizzonti e adattarsi a stili di vita differenti.

Anche nella nostra scuola alcuni studenti hanno avuto la possibilità di partecipare al progetto tramite un Bando promosso dalla stessa a cui ci si può candidare; viene poi stilata una graduatoria. 

Ho avuto modo di intervistare Veronica Vantellini della classe 3DL e Caterina D’Ascoli della 4BL che di recente hanno avuto l’opportunità di partecipare a due progetti Erasmus Plus e hanno condiviso la loro esperienza. 

Veronica, insieme ad altre ragazze della scuola, è andata a Werther, in Germania, città che aderisce spesso a programmi di scambio culturale, dove ha partecipato ad un progetto legato al tema della sostenibilità svoltosi nell’arco di una settimana. 

L’obiettivo era quello di creare un podcast in cui emergessero le differenze tra le due città, Saronno e Werther, in merito alla tutela e responsabilità ambientale, insieme ad un approfondimento sulla moda sostenibile. 

Lì ha avuto quindi modo di lavorare con altri studenti tedeschi ed avere un approccio diretto con la lingua, immergendosi anche nella cultura locale: oltre a svolgere le lezioni in una scuola tedesca, infatti, non sono mancate le visite alla scoperta della città e dei musei. 

Vivere una settimana con una persona del posto, inoltre, non solo è un’occasione di miglioramento linguistico, ma anche una maniera per scoprire nuove usanze e, in un certo senso, sviluppare uno “spirito di adattamento” che permetta di immedesimarsi in una routine differente dalla propria. 

La parola con cui Veronica mi ha riassunto questa esperienza è stata “Full Immersion”, proprio perché è stata in grado di travolgerla in qualcosa di nuovo da cui ne è tornata arricchita a livello culturale e personale. 

Dalla Germania ci spostiamo in Spagna, dove Caterina ha vissuto per un mese grazie un programma Erasmus Plus. Nello specifico, è andata a Siviglia, in Andalusia, ed è stata ospite di una famiglia spagnola che l’ha accolta come una figlia e con la quale si mantiene ancora in contatto. 

Lì ha avuto modo di frequentare una scuola e, dopo aver trascorso la prima settimana con dei ragazzi del secondo anno, ha passato il resto del mese in una classe nuova con un percorso scientifico, in cui ha trovato professori e compagni da subito disponibili e accoglienti. 

Ciò le ha permesso di mettere alla prova le competenze linguistiche acquisite in questi 4 anni in modo pratico e diretto, affermando di non aver riscontrato difficoltà nella comunicazione. 

Nel contesto scolastico spagnolo, dice, non ha riscontrato particolari differenze con l’Italia, nonostante la diversità di alcuni argomenti, ed è stata proprio la scuola il luogo che più le ha dato l’opportunità di conoscere nuove abitudini e realtà, oltre ad essere stato l’ambiente in cui ha potuto fare nuove amicizie e conoscenze. 

Insomma, nonostante le differenze tra le due esperienze, entrambe le ragazze  hanno dimostrato quanto Erasmus Plus possa rappresentare un’occasione di crescita personale, culturale e linguistica. Esperienze brevi, ma capaci di lasciare ricordi e insegnamenti destinati a durare nel tempo. 

Articolo di Flavia Vella 4DL

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