Recentemente tutti i giornali, nazionali e mondiali, hanno riportato una notizia aberrante: nelle prime ore del 28 febbraio 2026, l’Iran è stato attaccato a sorpresa in un’ operazione senza precedenti, denominata dal DoW (Department of War, EX Department of Defence, il ministero della difesa statunitense) “Epic Fury” e “Ruggito del Leone” da parte dell’IDF (Israeli Defence Forces, le forze armate israeliane).

In poche ore sono state lanciate centinaia di bombe contro lo stato iraniano, aventi come obiettivi principali le strutture missilistiche iraniane, strutture contraeree, la capitale Teheran, concentrandosi, in particolar modo, sulle strutture del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e del Basij, la polizia religiosa islamica.

In questi attacchi sono rimasti uccisi circa una cinquantina di Leader iraniani, tra cui anche l’Ayatollah, massima carica religiosa sciita, Ali Khamenei, ciononostante, tristemente, sono rimasti uccisi anche numerosissimi civili. Particolarmente tragico fu l’attacco alla scuola di Minab dove, a seguito di un attacco missilistico, sono rimasti uccisi, secondo fonti iraniane, 180 individui, principalmente bambini.

L’Iran, in quest’ultimo periodo, risultava già indebolito da numerose rivolte interne causate da una gravissima crisi economica nazionale, e queste, nella maggior parte dei casi, sono state represse nel sangue, diminuendo ulteriormente la stabilità interna del paese.

Dopo l’attacco, l’Iran ha reagito con attacchi balistici contro Israele, Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita, la maggior parte dei quali sono stati intercettati, ma i danni sono comunque stati numerosi , specialmente in paesi normalmente esclusi da conflitti come gli UAE e l’Arabia.

Una delle più recenti mosse dell’Iran è stata la chiusura dello stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio petrolifero globale, con conseguenti aumenti del prezzo generale dell’oro nero.

Nonostante gli attacchi balistici non siano terminati, gli Stati Uniti hanno affermato che non hanno interesse a proseguire con un attacco via terra, lasciando ancora aperta la speranza per una risoluzione diplomatica,possibile anche grazie alla spinta di paesi europei come Francia e Spagna, come accaduto nel Conflitto dei 12 giorni del 2025.

Giacomo Paragliola, 3AC

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