LA VITA:

Nato nel 1895 in un villaggio presso la città di Fulda, partecipò, in seguito, alla prima guerra mondiale del 1914; nella quale ottenne la Croce di ferro di seconda classe per il suo valore.         Successivamente, nel 1935, si iscrisse al partito nazista e, nel 1939, entrò nella Wehrmacht, per la quale divenne capitano di un contingente dislocato in Polonia, dove vi prestò servizio per tutta la durata della guerra.                                                         
Alla fine si arrese ai Sovietici nel 1945 e passò i suoi ultimi 25 anni ai lavori forzati, fino a che morì nel 1952 presso Stalingrado 

I RAPPORTI COI POLACCHI:

Col tempo si disilluse dal partito e dalle sue politiche, specialmente vedendo le condizioni disumane in cui versavano i Polacchi. Così, assieme a ad altri suoi coetanei, si impegnò ad aiutarli in segreto. Infatti divenne amico di molti Polacchi e cercò persino di imparare la loro lingua. Assisteva alle messe, riceveva la comunione e si confessava in chiese polacche, benché gli fosse proibito. Inoltre riuscì a ricongiungere dei prigionieri di guerra con le loro famiglie, a fornire documenti falsi, postazioni di lavoro coperte e, soprattutto, a nascondere Ebrei, profughi e dissidenti politici.                                                                                                                   Una delle maggiori azioni per le quali viene ricordato è l’aiuto che prestò al noto musicista e compositore Ebreo-Polacco Wladyslaw Szpilman, il quale nella sua autobiografia il pianista, dalla quale poi si trasse anche un film, lo descrive come un uomo di grande umanità.

Per le sue gesta ricevette nel 2007 la croce di commendatore dell’ordine della Polonia restituta.

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