Immaginate di passeggiare per i vicoli di Caltagirone, in Sicilia, il paese dei miei genitori, e di osservare i balconi, espressione dello stile barocco, adornati da pigne giganti di ceramica dai colori più vivaci: non sono solo decorazioni, ma simboli di abbondanza e fertilità, modellati a mano con maestria artigiana. La leggenda vuole che queste pigne, ispirate al frutto della pianta del pino, portino prosperità alle case. Un aneddoto divertente racconta di una vecchietta che, dopo averne appesa una nuova, vinse alla lotteria e, da allora, i vicini si sfidano a chi possiede le più grandi!
L’Italia è un Paese dove la superstizione si mescola alla storia con un tocco di ironia quotidiana e ogni città o regione custodisce i suoi talismani portafortuna, spesso nati da leggende buffe o antichi riti pagani. In Puglia, i pomi o “pumi”, boccioli di ceramica colorati, fanno bella mostra sui balconi, proprio come le pigne calatine, pronti a regalare fortuna, e a simboleggiare rinascita e protezione. Posizionati agli ingressi delle masserie, un tempo scacciavano il malocchio. Si dice che un contadino, dopo averne regalato un pomo alla futura sposa, vide il suo uliveto triplicare i frutti. “Meglio di un supereroe, il mio pumo!”, esclamò soddisfatto.
Napoli non rinuncerebbe mai al suo cornicello, il corno rosso portafortuna contro il malocchio, nato dal mito di Priapo e diffusissimo a partire da Pompei. Deve essere regalato, mai comprato, e più è curvo meglio è.
A Firenze, il Porcellino bronzeo nella Loggia del Mercato Nuovo è il re dei rituali: strofinate il naso, infilate una moneta nella grata della bocca, e tornerete presto in Toscana. Copia di un’antica scultura greca, ispirò persino Andersen.
Da anni il mosaico del toro in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano richiama un altissimo numero di persone da ogni angolo del mondo per compiere il rito scaramantico: tre giri sugli “attributi” del toro col tallone del piede destro e a occhi chiusi. Un rito che porterebbe fertilità alle donne, garantirebbe una seconda visita alla città meneghina o sarebbe di buon auspicio per il nuovo anno. Qualunque sia il motivo del rito ciò che è certo è che moltissimi sono disposti a mettersi in coda per compierlo.
Sotto i portici di Piazza Castello, a Torino, da un medaglione di Cristoforo Colombo sporge il mignolo bronzeo: bisogna toccarlo per garantirsi una personale “America” di fortuna. La leggenda narra che l’esploratore, con quel ditino, scoprì tesori preziosi.
E voi avete un simbolo portafortuna o un rito scaramantico nella vostra città di origine?