Siamo spesso immersi nelle nostre vite frenetiche e nella sensazione di essere solo una voce tra tante. È normale che con il passare degli anni si cerchi un momento per fermarsi, per prendere fiato di fronte a un meccanismo sociale che aspira a schiacciarci. Uno dei modi più semplici ed efficaci per farlo, anche se un po’ snobbato, è la lettura.
Già da bambini il libro non è solo un gioco: è uno strumento con cui impariamo a conoscerci e a conoscere il mondo. La sua particolarità è che il lettore non è mai un soggetto passivo. Diversamente da ciò che avviene davanti a un film o a un video, dove tutto è già confezionato, leggere ci mette nei panni di un immaginatore, un creatore, un interprete. È un processo che si nutre di ciò che siamo, di ciò che portiamo dentro, di tutto ciò che abbiamo vissuto, provato, sognato. Ed è così che un testo prende vita ed è sempre un testo diverso.
Per tanti ragazzi la lettura è anche una forma di evasione, ma non nel senso peggiorativo del termine. È un modo per farsi da parte di fronte al peso della quotidianità e per ritrovare un proprio
equilibrio. È quello che faceva anche Leopardi, che di fronte alle delusioni e alla chiusura del mondo si rifugiava nell’immaginazione e nella lettura: non una fuga ma uno spazio in cui riordinare il pensiero e dare voce ai propri disagi.
Allo stesso tempo la società in cui viviamo genera meccanismi che conducono, invece, troppo spesso a un senso di estraneità. I mass media lanciano notizie a una tale velocità da non lasciare il tempo per comprenderle; il pensiero, soprattutto in rete, tende in ogni caso a omologarsi. Subiamo un eccesso continuo di stimoli che si consumano in maniera veloce e sempre meno meditata. In questo scenario leggere diventa quasi un atto di disobbedienza: un gesto di libertà. Marx chiamava la religione “l’oppio dei popoli” per indicare tutto ciò che distoglie dalla realtà, ma è curioso come oggi siano diventati proprio i media e non la lettura a ricoprire, spesso, questo ruolo. Leggere non addormenta: sveglia. Permette di recuperare lucidità nel frastuono.
L’adolescenza è un momento delicato in cui si cerca di trovare una propria identità pur avendo attorno pressioni, aspettative e modelli a cui spesso è difficile corrispondere. Leggere aiuta a mettere ordine nelle proprie emozioni, ad allargare il proprio modo di pensare, a rintracciarsi nelle storie altrui. Allena alla critica, che è una delle capacità fondamentali in un mondo in cui è facile scambiare informazione per manipolazione.
Ma non solo, leggere apre anche le porte della conoscenza: consente di viaggiare tra epoche, culture e idee, di confrontarsi con mondi lontani dal proprio. Ogni romanzo, saggio o poesia ci rende capaci di vivere mille vite in una, di ampliare il nostro punto di vista e di crescere senza accorgercene.
Leggere, in fondo, significa crescere: significa costruire un proprio pensiero, imparare a leggere ciò che ci circonda e dare forma interiorità. In un’epoca che corre veloce e in cui tutto vuole essere immediato la lettura è ancora una delle poche esperienze capaci di arricchirci, di renderci più consapevoli e di accompagnarci nel nostro viaggio di crescita.
Vergani Alice e Magnani Riccardo