è bastato un giorno di pioggia, una felpa tirata fuori dall’armadio e il primo pomeriggio buio, per farci accorgere: l’estate è finita.
Nonostante il caldo asfissiante e le zanzare, ora che è tutto concluso ci manca. Si chiama malinconia estiva, quella sensazione che appare ogni autunno. Lasciare andare gli ultimi tre mesi, caratterizzati da un immenso senso di libertà e ricordi speciali, non è facile per nessuno. Ma perchè succede? Forse perché siamo consapevoli che un’estate non ritorna più, per quanto bella possa essere stata, sarà irripetibile. Adesso siamo sottoposti allo sguardo severo dei professori durante una verifica, quando prima il nostro problema più grande era ottenere un’abbronzatura perfetta. Di tutto questo ci resta il solo ricordo, scandito dal ticchettio dell’orologio che ci fa tornare in mente che il tempo corre, e anche in fretta. Ma ci sono estati che finiscono anche quando non
siamo pronti a lasciarle andare. Forse dobbiamo solo abituarci all’idea che il tempo passa per tutti, ma che abbiamo il dovere di
sfruttarlo in ogni istante, compreso il grigio e uggioso inverno. La malinconia che proviamo in pieno autunno è la nostalgia di un tempo
vissuto, un sentimento dolce-amaro che ci fa vivere in funzione di un passato che ci appare nel presente come meraviglioso.
Ma quindi, come si sopravvive alle stagioni fredde quando l’unico sentimento che si prova è la nostalgia? Beh il primo passo è quello di accettare l’arrivo dell’autunno e di conseguenza i nuovi inizi. Forse questi ultimi spaventano più di tutto. Nuovo primo giorno di
scuola, nuovi professori e nuove persone, ma non è forse la fine delle cose a dare inizio a un’altra ancora più bella? E poi diciamolo, niente è confortante quanto l’abbraccio di una coperta calda in una notte fredda e buia. La malinconia fa parte del viaggio, ma possiamo comunque sfruttare questo periodo per migliorarci, essere più produttivi e prepararci per la prossima bellissima e irripetibile estate. Eugenio Montale la definiva “un vuoto d’oro”, sarà forse l’inverno costellato invece da cristalli argentati? Il duro lavoro svolto in questi mesi ci ricompenserà e lo farà sempre. Quindi godiamoci i maglioni caldi, il suono della pioggia e la terra costellata da foglie arancioni, dando così il bentornato all’autunno. Pronti a viverlo dentro le mura del Liceo Legnani?
Sofia Ierardi 1BC