Quante promesse non sono state rispettate nel 2024? Quante parole sono uscite dalla bocca di politici e uomini potenti in conferenze, dibattiti e assemblee, per cercare accordi che, alla fine, poche volte sono stati davvero rispettati? Tante, tantissime.
Ecco alcuni esempi: nella Striscia di Gaza, una zona costiera tra Israele ed Egitto ospitante più di due milioni di cittadini Palestinesi, i civili sono costretti a vivere in condizioni di vita pessime. Emergency dichiara: “Il cibo arriva in modo irregolare e le persone hanno accesso solo a un terzo dell’acqua pulita rispetto al fabbisogno minimo.” Le strutture sanitarie, come anche le strade, le case e l’elettricità, sono state portate via dai bombardamenti, che non distinguono gli obiettivi militari da quelli civili. Un genocidio a cui la maggior parte della popolazione Europea assiste comodamente, dai divani di casa. Ma ancora peggiore è il modo di agire dei politici coinvolti nei confronti dei propri cittadini: tregue e aiuti umanitari sono costantemente messi alla prova da un sistema opprimente che vieta sia ai civili sia alle organizzazioni internazionali di entrare in contatto e salvare il salvabile.
Sì, direi che “Rispetto” in questo caso è stata davvero la parola dell’anno. Di fatto, invece, nessun rispetto per i civili e nemmeno per chi cerca di essere d’aiuto.
Per non parlare delle decine di accordi rifiutati dai presidenti dell’Ucraina e della Russia. Ancora una volta, nessun rispetto per i civili. Eppure, nelle interviste risuona sempre la stessa frase: “Vogliamo il meglio per i nostri cittadini”.
“Rispetto” è anche una parola molto legata al tema ambientale. Una delle catastrofi peggiori avvenute in Europa durante il 2024 è stata l’alluvione che ha devastato la Spagna, in particolare la città di Valencia. E’ vero, i cambiamenti climatici non hanno esclusivamente cause artificiali, anzi, le variazioni del clima sono perlopiù naturali. Tuttavia, bisogna riconoscere che questi cambiamenti sono portati alla massima potenza dal fattore umano. Sebbene non si possa rinunciare al progresso, non vuol dire che non esistano soluzioni. O meglio, soluzioni rispettose e sostenibili sia per la natura sia per le persone. Ma, come al solito, si fa fatica a “Respicere”… a guardare più attentamente, guardare un po’ più in là dei propri piedi. L’Unione Europea continua a spingere sull’acquisto di auto elettriche, senza però chiedersi davvero quale possa essere la scelta più sostenibile dai cittadini. Infatti, nonostante le convenzioni attuate, le famiglie del ceto medio-basso non sono ancora pronte a comprare l’elettrico. Risultato? In Italia la maggioranza dei cittadini preferisce l’acquisto di mezzi ibridi e l’inquinamento influisce ancora in modo eccessivo sulla salute dell’essere umano e dell’ambiente, animali compresi. Forse sarebbe più utile riformare la rete dei mezzi pubblici o migliorare l’accessibilità alle aree pedonali e ciclabili, considerati i frequenti scioperi…
Le incongruenze che si verificano ogni giorno non finiscono certo qui, ma questi sono gli esempi più conosciuti dato l’impatto mediatico maggiore.
Una cosa però è certa: “Rispetto” è definitivamente la parola dell’anno 2024.
Rebecca Guzzetti, 5BS