La giornalista Emanuela Di Pinto riporta la sua opinione sull’istruzione in America. L’articolo del 10 gennaio 2023 pubblicato sul giornale Il Mattino, presenta le scuole americane come strutture idilliache. Aule spaziose, collegate tra loro da lunghi corridoi, racchiusi dai tipici armadietti con lucchetto che gli studenti italiani tanto invidiano. Per non parlare delle attività extra-scolastiche, delle giornate all’insegna dello sport o delle lezioni meno teoriche per un approccio più pratico alla vita. La scuola americana mira ad insegnare discipline come economia domestica, dibattito, scrittura creativa al fine di preparare i propri liceali alle questioni basilari della vita. Inoltre l’istruzione americana prevede, a eccezione delle materie obbligatorie, la scelta autonoma dei corsi da seguire durante l’anno e ad ogni cambio dell’ora si deve lasciare 

l’aula per recarsi in quella destinata alla lezione successiva. Questo regolamento rende i ragazzi più autonomi e responsabili. Anche il rapporto con i professori è molto diverso con lezioni meno frontali e più dinamiche. L’assenza di verifiche, oltre i test periodici, e di interrogazioni crea un legame più “amichevole” tra alunni e insegnanti, i quali hanno il compito di sostenere e aiutare i ragazzi nella scelta del loro futuro. Completamente differenti sono i rapporti nelle scuole italiane, dove la rivalità e lo scontro tra professori e studenti sono all’ordine del giorno e ciò potrebbe avere riscontri negativi sul rendimento della classe. Nelle aule in America viene insegnato a sviluppare il senso critico, dando spazio alle opinioni di ogni alunno, mentre in Italia lo studio risulta molto mnemonico e macchinoso. Per concludere, l’istruzione negli Stati Uniti pone al centro della stessa lo sport e la sua rilevante importanza, minimamente paragonabile alle due ore scarse di ginnastica nelle scuole italiane. Dunque, la  giornalista Emanuela Di Pinto dichiara di preferire il sistema scolastico americano a quello italiano poiché si distingue per una maggiore flessibilità e varietà di percorsi educativi. Inoltre, garantisce la formazione di giovani preparati al mondo del lavoro e alla vita in sé, ma senza la grande pressione come accade in Italia per cui giovani ragazzi si recano da psicologi per disturbi causati da stress e ansia. 

Mettendo a confronto le scuole americane e italiane sicuramente, in termini di arredamento, avrebbero la meglio le prime. Le nostre scuole sono per la maggior parte vecchie, alcune addirittura risalgono al dopoguerra, e non dispongono di palestre vere e proprie o di ampi spazi per la ricreazione e lo sport. Dal punto di vista più pratico, però, vincerebbero le scuole italiane, le quali, essendo storiche, offrono a noi ragazzi una preparazione più solida e approfondita. Ho avuto la fortuna di potermi confrontare con una ragazza spagnola. Mi ha spiegato che il loro sistema scolastico non prevede l’assegnazione di compiti da svolgere a casa. Al contrario, in Italia le scuole sono molto più serie e caricano gli studenti di esercizi e studio, talvolta in modo spropositato, soprattutto alle scuole medie. Questo atteggiamento penso sia poco utile, per il semplice fatto che essere studenti e lavoratori non deve diventare sinonimo di angoscia. Per tutto l’anno scolastico, costituito da 9 mesi, ogni giorno gli studenti italiani trascorrono 6 ore, se non 8, tra i banchi di scuola e altre 5 sui libri, a casa. Praticamente poco più della metà delle ore che ci sono in un giorno. Lo stesso vale per il discorso lavorativo, ma tralasciamo questa questione. Oltre ad essere esagerato e sbagliato, il sistema scolastico italiano ha ottenuto risultati molto bassi rispetto ad altri paesi europei, soprattutto nella comprensione del testo. Le competenze degli studenti italiani coincidono con quelle degli altri ragazzi europei solo nelle materie scientifiche, per il resto siamo molto indietro. Dunque, si può affermare che la grande quantità di studio non per forza aumenta il sapere, serve anche lo svago e il tempo libero da dedicare ad hobby e passioni. La crescita personale arriva anche da ciò e, invece, troppo spesso si rinuncia per dare spazio a scuola e lavoro, a differenza del sistema americano dove lo sport e i sogni sono considerati prioritari. 

                     Peracchi Luna 5AS

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