Sarà capitato più o meno a tutti di ascoltare una canzone, e di essere stati completamente rapiti da essa. Ascoltare solo le prime tre note e sentirsi a casa, o magari con un nodo alla gola.
Ma perché alcune canzoni scaturiscono in noi questo effetto? La risposta è contenuta sia nella scienza, ma soprattutto nella nostra storia personale.
Diversi studi affermano che quando troviamo una canzone che ci piace, il nostro cervello rilascia dopamina, sostanza che gioca un ruolo fondamentale quando si parla di piacere e motivazione.
Inoltre la musica attiva svariate aree cerebrali, quali per esempio l’amigdala, coinvolta nelle emozioni; l’ippocampo, che invece gestisce i ricordi; la corteccia motoria, che come suggerisce il nome ci induce a muoverci a ritmo della musica. E ovviamente anche la corteccia uditiva, senza la quale non potremmo analizzare i suoni.
Ed è grazie al connubio di questi elementi che quando ascoltiamo una canzone ci viene la pelle d’oca, ci rilassiamo o al contrario ci riempiamo di energia.
Ma la musica non è solo scienza. È ben più di una sola questione di note che mettono in moto il nostro cervello, a contare più di tutto sono infatti le nostre storie, il nostro vissuto.
E questo lo possiamo vedere quando una canzone smuove in noi ricordi, genera emozioni, mentre invece ad un’altra no.
Tendiamo tutti ad ascoltare brani nei quali possiamo immedesimarci, che ci riportano a momenti passati, belli o brutti che siano, o talvolta che ci ricordano anche persone che fanno o che hanno fatto parte della nostra vita.
Recentemente mi è capitato di parlare con una persona, le cui parole mi hanno toccata molto, e mi hanno spinta a parlare di musica nel mio articolo:
“nel periodo peggiore della mia vita, l’unica cosa che sentivo veramente vicina era la musica, era il mio posto sicuro, dove mi rifugiavo per sfuggire da una realtà in cui non volevo più stare… se oggi sono ancora qui, è perché lei mi ha salvato” .
Eh sì, perché la musica è anche questo. Una medicina non prodotta in laboratorio, che in determinate situazioni riesce ad essere più forte dei farmaci stessi.
Occorre anche considerare i generi musicali, perché anche loro non sono così soggettivi come potremmo pensare. Certo ognuno ha i propri gusti, ma alcuni elementi riescono a metterci tutti d’accordo. E questo succede quando in un brano le melodie sono semplici, i ritornelli studiati, ritmi regolari (ecc…). Ed è per questo motivo che magari alcune canzoni, dalle quali non ci sentiamo rappresentati, o che non parlano di argomenti o temi che condividiamo, inspiegabilmente ci piacciono lo stesso.
La musica, le canzoni, sono proprio come dei ponti, ponti tra ciò che siamo e ciò che viviamo. Sono la rappresentazione di emozioni che spesso non riusciamo neanche a descrivere.
Ma forse è proprio questo il segreto della musica: riuscire a trasformare un pensiero, un sentimento, che altrimenti non sapremmo come esporre a parole.
Sofia Abdullaev 4cl