Ci sono libri che, pur essendo stati scritti cent’anni fa, riescono ancora a parlare ai nostri pensieri più profondi. “Le notti bianche” è uno di questi.
L’autore, Fëdor Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori della letteratura russa, è conosciuto per la sua capacità di entrare nell’animo umano e raccontarne i conflitti interiori.
In questa breve opera riesce a portarci nella mente di un sognatore solitario, toccando temi come la solitudine, il desiderio, l’amore e l’illusione: tutte emozioni che ancora oggi ci riguardano
Breve biografia
Fëdor Dostoevskij nasce a Mosca nel 1821. È uno dei più importanti scrittori russi.
Dopo una formazione militare imposta dal padre, abbandona l’esercito per dedicarsi alla letteratura. Esordisce con “Povera gente”, in seguito scrive “Le notti bianche” e altre opere.
Viene condannato a morte per aver partecipato, come semplice uditore, a un circolo rivoluzionario. Successivamente è graziato ma viene mandato in Siberia ai lavori forzati. Quest’esperienza lo segna profondamente e influenzerà la sua scrittura.
Il periodo in cui vive è segnato da un clima politico oppressivo sotto il regno dello zar: sono in vigore la censura, il controllo e le persecuzioni a chi si oppone al regime. Questi elementi si riflettono nei temi dei suoi romanzi.
Dopo la liberazione, compone molti dei suoi capolavori più celebri, come “Delitto e castigo”, “L’idiota” e “I fratelli Karamazov”. Muore nel 1881 a Pietroburgo.
Le notti bianche
“Le notti bianche” racconta la storia di un giovane sognatore solitario che vive a San Pietroburgo.
Una notte, durante una passeggiata lungo le strade illuminate dalla luna, il giovane incontra Nasten’ka, una ragazza in lacrime. Iniziano a parlare e decidono di rivedersi le quattro notti successive
Il giovane si innamora di lei e le racconta la sua vita, piena di sogni, vergogna e solitudine. Anche lei si confida con lui, raccontandogli che stava aspettando il ritorno di una persona importante.
In quelle notti nasce un legame profondo, ma la realtà ha altri piani.
Commento personale e consiglio di lettura
Penso che questo libro racchiuda messaggi fondamentali per noi giovani lettori.
Anche se apparteniamo a un’epoca totalmente diversa, “Le notti bianche” riesce comunque a parlarci, perché tratta emozioni universali come la solitudine, il desiderio di essere capiti e la fragilità dei sentimenti.
Trovo incredibile come Dostoevskij, attraverso una storia tanto breve, riesca a trasmettere un pensiero così profondo.
Questo racconto ci mostra quanto, nei momenti di solitudine, basti anche una sola persona per farci sentire meglio. Ci parla della difficoltà nel condividere i propri sentimenti, ma anche di quanto diventi naturale fare ciò con la persona giusta.
Il legame che nasce tra i protagonisti riflette il bisogno umano di stare insieme e di ascoltarsi nei momenti di solitudine e dolore.
Perciò consiglio questo libro per avvicinarsi alla letteratura russa, che spesso viene considerata come distante e complessa: è breve, più semplice rispetto ad altri romanzi, ma lascia qualcosa dentro.
E ci fa sentire un po’ meno soli.
Ylenia Parrotta
Classe 1°AC