Tutti quanti, per motivi scolastici o personali, si ritrovano spesso a comporre testi ed elaborati di varia natura. L’argomento è ampio. La scrittura è un’arte da coltivare nel tempo – non c’è una vera fine a ciò che si può imparare per migliorarsi. In questo e nei prossimi articoli cercherò di fornire accorgimenti e linee guida generali a cui prestare attenzione durante i prossimi esami scritti e non solo.
Dividerò i consigli a seconda del tipo di prova: se a, b, c, creativa e, a volte, aggiungerò brevi sezioni riguardo semplici tattiche per scritture in lingua.
Brainstorming
Il brainstorming, letteralmente “cervello in tempesta”, è una tecnica molto comune per cominciare un qualsiasi lavoro che contenga parti creative.
In partenza, si sceglie l’argomento principale: può essere una parola, un titolo, un concetto, un disegno. Si procede poi per associazione di idee. Ad esempio, applichiamo il metodo allo scenario ipotetico in cui un professore richieda un trattato sull’ambiente. Cominciamo, appunto, dal termine, “Ambiente”, e scriviamo di seguito tutto ciò che richiama alla nostra mente (natura, inquinamento, territorio, settore primario, eccetera). Questa è la base per sviluppare qualunque tema.
Non è, però, l’unico modello: è il più funzionale nell’ambito scolastico poiché veloce. Alcuni preferiscono procedere a ruota libera, avviandosi alla prima stesura, per correggerla successivamente. Altri ricevono spunti più interessanti osservando immagini o l’ambiente circostante.
Tipologia A
È data una poesia o una prosa da analizzare: nel primo caso, si inizia con una parafrasi, nel secondo, con un riassunto. Vorrei però soffermarmi sull’analisi.
Come anticipato dal titolo, per il momento mi concentrerò soltanto sulla ricerca di idee. Prima del brainstorming, bisognerebbe segnare – a mente o su carta- più dettagli possibili riguardo lo stile di scrittura, gli altri componimenti dello scrittore, autori e scritti simili con i quali confrontare quello assegnato e, se affrontato, le informazioni studiate sul testo della consegna e a partire dalle quali si svilupperà il brainstorming. Domande da porsi potrebbero essere: “Qual è il tema centrale?”, “C’è un significato metaforico oltre a quello esplicito?”, “Sono presenti dettagli che riconducono alla vita dell’autore?”, “Quali sono gli elementi di stile presenti anche in altre opere?”, “Quali sono altri testi che trattano questo tema?”, “Cos’ha portato lo scrittore a scrivere il brano?”.
Tipologia B
Dato un tema, è richiesta la stesura di un articolo o breve saggio. In questo caso si può procedere direttamente al brainstorming, nel modo illustrato sopra. Qui la difficoltà rientra più che altro nella struttura e nelle caratteristiche proprie di giornali e saggi.
Tipologia C
Dopo aver scelto una delle due tracce di attualità, è importante, prima di tutto, fare mente locale sulle conoscenze generali dell’argomento. Riguardo il brainstorming, alcuni esempi esempi di quesiti da porsi sono: “Quali sono le ultime notizie che ho sentito sulla materia e a quando risalgono?”, “Quanto è discussa?”, “Qual è la sua valenza a livello nazionale e mondiale”, “Perché le persone dovrebbero interessarsene?”.
Scrittura creativa
Questo è il caso più complesso, soprattutto se l’obiettivo è portare avanti un progetto lungo, come un romanzo. Non esiste un metodo valido per tutti. Molti sostengono che alcuni siano più validi di altri, ma ciò dipende principalmente dalla persona e dal modo in cui li attua.
Consiglio di partire da ciò che trovate più semplice immaginare, senza un contesto prestabilito, tra i seguenti: messaggio o metafora, personaggi, ambientazione, trama. In generale, tutte queste aree dovranno essere sviluppate, ma cominciare da quella che risulta a primo acchito più facile può suggerire maggiori spunti per le altre
Il primo caso è il principio perfetto per chi vorrebbe insegnare qualcosa o portare alla luce un argomento per il quale nutre una grande passione. A mio avviso, non è necessario che ogni pezzo artistico nasca dall’intenzione dell’autore di fare una denuncia sociale o il manifesto di un suo ideale. Tutte le storie contengono un messaggio intrinseco, sia in caso questo fosse voluto e progettato, sia in caso questo fosse sorto spontaneamente. Perciò è bene misurare con coscienza le proprie parole, anche quando questa non è la strada scelta, per evitare di inserire metafore che non si allineano al proprio pensiero. Una volta scelto il concetto, si può pensare a: “Quali personaggi esprimono meglio gli opposti della mia tesi?” (prendendo, ad esempio, il concetto di amare sé stessi, i protagonisti del racconto potrebbero essere un anziano insoddisfatto della sua vita, una ragazzina che non riesce a trovare degli amici, eccetera), “Quali sono gli avvenimenti che li hanno portati alla posizione in cui sono all’inizio del racconto?”, “Cosa può far cambiare loro idea durante la trama?”, “Se non cambieranno idea, qual è il motivo? Quali saranno le conseguenze, positive o negative che siano?”, “Quali sono i simboli che rappresentano maggiormente il tema principale?”.
I personaggi, invece, sono la parte più viva di una storia. Se le loro motivazioni non sono forti abbastanza – ciò non significa che debbano sempre rischiare la loro vita, o quella di altri, ma che bisogna mostrare quanto sia importante per il protagonista raggiungere l’obiettivo, cosa succederebbe se non fosse possibile e perché si stia impegnando tanto – la narrazione non regge. Online sono molte le schede e domande per creare nella mente un’immagine più possibilmente vivida e realistica del personaggio. Qui di seguito riporto quelle che ritengo più utili: “Qual è, o quali sono, gli archetipi a cui voglio fare riferimento?”, “Cosa pensa di voler ottenere più di tutto? Cosa, invece, lo renderebbe davvero felice e realizzato?” (a seconda della storia che si ha in mente, le risposte potrebbero coincidere), “Quali sono gli ostacoli che dovrebbe affrontare?”, “Qual’ è il suo conflitto interno?” (ovvero, le due forze, emotive e psicologiche, che lo spingono in due direzioni opposte), “Quali sono i suoi pregi e difetti, e come influenzeranno le sue decisioni?”, “Quali sono le sue passioni, al di fuori dal conflitto generale della trama?”, “Come percepisce il mondo?”, “Qual è una convinzione errata che ha? Come influirà sulla storia? Cosa dovrebbe succedere perché scopra la verità”, “Qual è il suo più grande segreto? Che succederebbe se venisse rivelato?”.
L’ambientazione può incidere molto sulla narrazione, specialmente nel genere fantasy. Può essere una scuola, una città o un intero mondo da definire. Non serve perdersi troppo nei dettagli, piuttosto creare un posto credibile ed omogeneo. Nel caso il setting sia reale, la ricerca è essenziale. Bisogna comprendere come la maggior parte delle persone svolgono la loro vita quotidiana, quali sono le risorse principali e la cultura: a seconda del periodo storico, queste possono trasformarsi radicalmente. Luoghi immaginari non sono meno complessi. In generale, uno dei sistemi migliori che ho imparato, è creare diversi livelli di spiegazioni. Per esempio, si decide che i mostri sotto al letto esistono. Quindi, perché i letti sono ancora utilizzati, o non sono state assunte persone per esorcizzarli? Perché gli adulti non li possono vedere, e non credono ai figli. Come mai i bambini non sono attaccati e uccisi se è così? Perché i mostri in realtà li proteggono dalle fate, che li vorrebbero rapire per avere degli schiavi. Di solito bastano tre livelli, come appena mostrato, per saziare la sete di precisione e credibilità dei lettori. Volendo entrare più nel dettaglio, ci sono molte schede online con quesiti minuziosi per sviluppare un mondo : consiglio caldamente quelle di Masterclass.
Infine, una trama può nascere sia da poche scene, sia da pianificazioni dettagliate di tutti i risvolti principali. Di solito, io mi soffermo sull’introduzione e la fine, e mi lascio guidare dalla logica e dall’istinto per lo sviluppo. Questioni da chiedersi sarebbero: “Qual è il genere a cui voglio riferirmi?”, “Quali sono le trope più cliché? Quali di queste vorrei scartare e quali altre vorrei sviluppare?”, “Quale punto della linea temporale è meglio per introdurre la narrazione?” (si può cominciare con un flashback, un flashforward, nel mezzo dell’azione, poco prima del momento che ha cambiato tutto; durante la prima stesura non bisogna preoccuparsene troppo, è molto più semplice fare una scelta sensata quando l’intera storia sarà scritta e sarà più concreta), “Qual è l’elemento che darà svolta alla trama, mostrando le vere intenzioni dei personaggi e rovesciando le convinzioni che avevano precedentemente?”, “Quali sarebbero i finali più credibili? Quali avvenimenti dovrebbero accadere per raggiungere quel punto?”.
La scrittura creativa è una materia alla quale, in Italia, non è riconosciuto il giusto valore. Per chiunque abbia un buon livello di inglese e voglia approfondirla, suggerisco di leggere gli articoli di Masterclass, che propongono degli esercizi interessanti per sviluppare diverse capacità, e il canale youtube di Brandon Sanderson, uno scrittore che insegna nelle università e pubblica le registrazioni delle sue lezioni online. Chi preferisce leggere dei manuali, anche in italiano, può cercare “Save the cat”, pensato per il componimento di copioni per il cinema, ma estremamente utile per regole generali di scrittura.