Quando pensiamo agli animali marini, immaginiamo creature veloci, pesci guizzanti o grandi predatori. Eppure, sul fondo degli oceani vive un organismo apparentemente semplice ed insignificante che nasconde caratteristiche straordinarie: la stella marina.

La stella marina non è un pesce. Appartiene al gruppo degli echinodermi, parenti di ricci e cetrioli di mare. La sua struttura è unica: un corpo centrale da cui partono generalmente cinque braccia (anche se alcune specie ne hanno molte di più), organizzate secondo una simmetria radiale. Una delle caratteristiche più affascinanti della stella marina è la sua incredibile capacità di rigenerazione. Se perde un braccio, può farlo ricrescere nel tempo. In alcune specie, addirittura, un singolo braccio può rigenerare un intero organismo. Questa abilità ha attirato l’interesse degli scienziati, che studiano i suoi meccanismi per possibili applicazioni nella medicina rigenerativa. Ma non è solo la rigenerazione a rendere speciale questo animale. La stella marina si muove grazie a centinaia di minuscoli tubicini chiamati pedicelli ambulacrali, che funzionano con un sistema idraulico interno. Questo le permette di aderire alle superfici e avanzare lentamente sul fondale.

Si nutre spesso di molluschi come cozze e vongole, riuscendo ad aprire i gusci con una forza costante e paziente. Dal punto di vista ecologico, le stelle marine svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi marini. Alcune specie sono considerate “predatori chiave”, cioè regolano la popolazione di altri organismi e contribuiscono a mantenere l’equilibrio dell’ambiente. Tuttavia, anche queste creature resistenti sono minacciate. Cambiamenti climatici, inquinamento e malattie stanno causando morie di massa in diverse aree del mondo. Studiare e proteggere la stella marina significa quindi anche preservare la salute degli oceani.

Ma ora qualche curiosità:

  1. Non hanno cervello: Nonostante riescano a muoversi e reagire all’ambiente, non possiedono un cervello vero e proprio. Hanno invece una rete nervosa diffusa che coordina i movimenti.
  2. Vedono… con le braccia: Alla punta di ogni braccio hanno piccoli occhi rudimentali capaci di percepire luce e ombre. Non vedono immagini dettagliate, ma riescono a orientarsi.
  3. Il loro sangue non è rosso: Non hanno sangue come il nostro: usano un fluido interno chiamato “sistema acquifero” per trasportare nutrienti e ossigeno.
  4. Mangiano in modo “inquietante”: Possono espellere lo stomaco fuori dal corpo per digerire le prede direttamente all’esterno.
  5. Possono “clonarsi”: Come accennato prima alcune specie si riproducono anche per frammentazione: un pezzo del corpo può diventare un nuovo individuo.

Quindi, dietro la sua forma semplice e quasi decorativa, la stella marina nasconde una complessità sorprendente. È la dimostrazione che, negli oceani, anche le creature più silenziose possono raccontare le storie più straordinarie.

Con questo articolo si chiude l’anno e spero che con questi articoli vi abbia avvicinato a un mondo che sembra così lontano… ma che in realtà è molto più vicino e che vi siano piaciuti.

Un saluto e buone vacanze estive… ci vediamo l’anno prossimo!

Antonio Marino 1AC 

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