Domenica 22 e Lunedì 23 Marzo, oltre 45 milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne per esprimersi sul testo della legge di revisione costituzionale di iniziativa governativa in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione dell’Alta Corte disciplinare, più comunemente ed impropriamente nota, a livello mediatico, come Riforma della Giustizia.

Alla chiusura dei seggi, alle ore 15 del 23 Marzo, l’affluenza definitiva rilevata dal Ministero dell’Interno tramite gli uffici elettorali comunali, si è attestata al 58,93% per quanto riguarda i votanti residenti in Italia, mentre non ha superato il 55,69% considerando complessivamente anche i cittadini residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), che hanno deciso di avvalersi del voto per corrispondenza, modalità resa operativa dal 2001 in attuazione dell’art. 48 Cost. In precedenza, si rendeva per loro necessario fare ritorno fisicamente presso la sezione elettorale del Comune italiano nelle cui liste erano iscritti, nel caso in cui avessero voluto esercitare il proprio diritto di voto.

Dal momento che l’art. 138 Cost. non prevede che la validità del referendum confermativo costituzionale sia soggetta al raggiungimento di un quorum strutturale, la propaganda elettorale si era notevolmente intensificata nelle settimane precedenti la votazione: qualunque fosse stata l’affluenza, infatti, il risultato delle urne avrebbe dispiegato i propri effetti. Diversamente, per quanto riguarda i referendum abrogativi, totali o parziali, richiesti su una legge o su un atto avente forza di legge (purché non di natura contabile o finanziaria, di ratifica di trattati internazionali o elettorale, nel caso in cui la normativa di risulta, non abrogata, non fosse in grado di garantire la rielezione dell’organo legislativo), la validità della consultazione popolare è condizionata all’espressione del voto da parte di non meno del 50% +1 degli aventi diritto, come stabilito dall’art. 75 Cost.

Terminate le operazioni di scrutinio, dalle 61.533 sezioni italiane e dalle 2.207 riservate alla circoscrizione estero, sono risultati favorevoli alla riforma 13.250.709 elettori, a fronte di 15.085.410 contrari. Con il 53,24% dei No ed il 46,76% dei Sì, con uno scarto di circa due milioni di preferenze, la Riforma Meloni-Nordio è stata respinta dagli elettori.

Analizzando la distribuzione geografica delle preferenze, i voti affermativi sono prevalsi in Veneto (58,40% Sì), Friuli-Venezia Giulia (54,47% Sì) e Lombardia (53,56% Sì, con l’eccezione di Milano, dove il No ha registrato un 58,33%). Tra le 17 Regioni contrarie alla revisione costituzionale, invece, spiccano la Campania (65,23% No, dove a Napoli hanno prevalso con oltre il 75%), la Basilicata (60,03% No) e la Calabria (57,26% No).

A livello locale, il Comune di Saronno ha registrato una predominanza di voti contrari: i Sì, con 9.510 preferenze, non hanno superato il 48%, mentre i No, con 10.340 schede, si sono attestati al 52%. Nella Provincia di Varese, il sostegno alla riforma si è registrato in 132 Comuni su 136: a guidare la classifica dei favorevoli Clivio (68,60% Sì), Ranco Valcuvia (66,48% Sì) e Cuvio (65,07% Sì). Tra i contrari, oltre a Saronno, figurano Curiglia con Monteviasco (70,76% No), Castello Cabiaglio (56,42 No) e Caronno Pertusella (50,13% No). 

Nei Comuni confinanti con Saronno, il Sì ha prevalso a Gerenzano (53,87% Sì), Origgio (53,94% Sì), Uboldo (58,68% Sì), Rovello Porro (56,74% Sì) e Ceriano Laghetto (50,87% Sì). Contrari, invece, Caronno Pertusella, come riportato, e Solaro (50,14% No), facente tuttavia parte della Città Metropolitana di Milano.

I risultati del Referendum Costituzionale hanno alimentato un lungo dibattito politico, con la difesa dell’impegno del Governo e dei contenuti della Riforma da parte dei partiti di maggioranza e il rapido attacco delle opposizioni, che hanno percepito nella vittoria del No un indebolimento del consenso popolare nei confronti dell’Esecutivo Meloni, per quanto il voto espresso a Marzo non fosse di natura politica, bensì limitato ai contenuti della legge di revisione costituzionale, purtroppo impropriamente politicizzati da ambedue gli schieramenti parlamentari.

In particolare, in un videomessaggio diffuso in rete, la premier Giorgia Meloni ha espresso il proprio rammarico per la bocciatura della Riforma sulla Magistratura, affermando di rispettare il risultato emerso dalle urne e ribadendo la correttezza del principio di sovranità popolare, enunciato all’art. 1 Cost.

Tra gli effetti direttamente o indirettamente connessi all’esito del Referendum, figurano le dimissioni presentate dal Sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, dal Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia Giuseppa Lara Bartolozzi (detta “Giusi”) e dalla Ministra del Turismo Daniela Garnero Santanchè, tutte pervenute a Giorgia Meloni tra il 24 e il 26 Marzo scorsi.

Il Referendum Costituzionale, il quinto della storia dell’Italia repubblicana, ha rappresentato l’ultima occasione di consultazione popolare nazionale prima delle prossime elezioni politiche, che, presumibilmente, si terranno nella primavera 2027, dal momento che, pur considerando la scadenza naturale della XIX Legislatura a Ottobre 2027, nessuna forza politica intende condurre una campagna elettorale estiva.

Ciononostante, Domenica 24 e Lunedì 25 Maggio saranno chiamati alle urne i cittadini di 882 Comuni per l’elezione diretta del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale: in particolare, tra essi figurano venti capoluoghi di Provincia, di cui uno di Regione (Venezia). L’eventuale turno di ballottaggio, previsto solamente per i Comuni con più di 15.000 abitanti nei quali il candidato più votato non dovesse inizialmente raggiungere almeno il 50% +1 delle preferenze, si svolgerà Domenica 7 e Lunedì 8 Giugno.

Nel Varesotto, saranno dieci i Comuni chiamati ad eleggere il primo cittadino ed i propri consiglieri, in carica dal secondo semestre del 2020: Somma Lombardo (unico con più di 15.000 residenti), Casorate Sempione, Gemonio, Golasecca, Gorla Maggiore, Laveno Mombello, Lonate Ceppino, Luino, Masciago Primo e Origgio.

Christian Monti, 5^BE

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