Premessa: mentre scriviamo questo articolo stiamo ascoltando una canzone di Bad Bunny, questo fa capire la nostra ossessione.

Di questi ultimi tempi si è diffuso il genere “reggaeton” spagnolo in tutto il mondo ed ha riscontrato particolare attenzione, soprattutto da parte dei giovani. I cantanti più ascoltati sono Ozuna, Maluma, Anuel AA e il più conosciuto è Bad Bunny;  proprio su di lui si verte questa pubblicazione. 

B.B. (Benito Antonio Martinez Ocasio) nasce a Porto Rico nel 1994 e comincia la sua carriera da lavoratore come impacchettatore del supermercato. Solo nel 2016 rivoluzionerà la sua vita e la cultura musicale latina, parlandoci di amore, tema prevalente nelle sue canzoni, ma anche delle sue origini, della sua cultura, della sua patria. Infatti in molte canzoni ritroviamo sempre un messaggio unico: “amo la mia terra e questo è un pezzo della sua storia”. 

Giungendo addirittura sul palco dei GRAMMY nel febbraio del 2026, dove vincerà per il miglior album dell’anno con “Debì Tirar Mas Fotos”, il quale ha proprio come tema centrale l’amore che l’artista ha per la sua patria e per la vita, incoraggiandoci a “Disfrutar cada segundo que la vida te da” (Cogliere ogni secondo che la vita ti dà), perché “Mientras uno esté vivo, uno debe amar lo más que pueda” (Mentre qualcuno è vivo, deve amare il più possibile).

Tutti questi temi profondi Bad Bunny ce li presenta con un tono musicale allegro e dinamico, per marcare ancora una volta il fatto che dobbiamo sorridere sempre. Penso infatti che sia così che si debbano vivere i momenti di difficoltà: con un sorriso, nonostante tutto. 

MA QUINDI, IL GENERE REGGAETON, IN COSA CONSISTE?

Questa tipologia di musica nasce negli anni ‘90, nelle zone sud americane come Puerto Rico e Panama, con il suo tipico beat elettronico sincopato, più noto come “dembow”, spesso abbinato al rapping spagnolo, è un incrocio tra reggae spagnolo e hip hop.

Eh già, “reggae” non è l’abbreviazione di “reggaeton”, bensì è uno stile nato in Giamaica negli anni ‘60, con ritmo caratterizzato da bassi, andamenti lenti e tematiche sociali o di protesta. Bob Marley è il simbolo di questo genere. 

I testi del genere reggaeton sono amore, feste ma anche su argomenti piuttosto espliciti (infatti non è consigliato l’ascolto delle sue canzoni in presenza di genitori, parlo per esperienza). In ogni caso i suoi testi parlano, come abbiamo già anticipato, della storia della sua terra natale, e presenta il tema principalmente nel suo ultimo album. Come per esempio in “Lo que le pasò a Hawaii”, in cui dice che non vuole che Porto Rico passi ciò che hanno dovuto affrontare le Hawaii: dal 1959, infatti sono diventate il cinquantesimo stato degli Stati Uniti, dopo l’annessione come territorio formale statunitense nel 1898, non potendo più ovviamente mantenere la propria autonomia e identità. Oppure di nuovo nella canzone “Nuevayol”, nella quale Bad Bunny parla della diaspora portoricana a New York e di come si viveva dopo, specialmente nel ventesimo secolo. 

Un elemento fondamentale che lo ha portato così in alto è certamente l’utilizzo della lingua spagnola, mista a modi di parlare del Sud America e pochissime frasi di spanglish, come ad esempio “gracias a Dios que ese dìa no estaba busy”, oppure “vamo’ a tirarno’ un selfie, say cheese”, per la quasi totalità, però, preferisce mantenere le sue radici latine. 

MA ALLORA PERCHÉ SI CHIAMA “BAD BUNNY” E NON “CONEJO MALO”? 

Effettivamente è una domanda che mi sono posta diverse volte (eh sì, ne ho di tempo libero eh…), ma non sono mai riuscita a darmi una risposta da sola, così, cercando su internet, ho scoperto che la scelta di tradurre il suo nome in inglese è stata presa solo per motivi commerciali e sociali. Infatti ha pensato che il nome in inglese fosse più accattivante e melodico, rispetto a quello in spagnolo, e che si memorizzasse più semplicemente, anche in paesi al di fuori del Sud America. Nonostante ciò, però, Bad utilizza spesso il suo nome in spagnolo, sui social media e in alcune sue canzoni. 

Ma l’aspetto più interessante è perché abbia scelto questo nome; infatti l’ispirazione è nata da una sua foto, che lo ritraeva con un costume di carnevale da coniglio, indossato per una recita scolastica, mentre era apparentemente arrabbiato nonostante l’abbigliamento buffo. Dice infatti che quest’immagine rappresenta la sua personalità, poiché non si sentiva totalmente buono, ma nemmeno totalmente cattivo e gli piaceva il contrasto che un coniglio che sembra buono fuori, possa essere cattivo dentro.

Ecco una piccola infarinatura di chi è Bad Bunny, però per conoscerlo veramente, bisogna ascoltare le sue canzoni, e capire cosa dicono.  

Alice Grillo, Peracchi Tecla

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