L’hotel con un passato famigerato è teatro di un altro caso bizzarro”.

Il Cecil Hotel sembra un normale palazzo d’epoca con 14 piani in mattoni rossi con 700 stanze, ma se si conoscesse almeno una parte del suo lato oscuro, un brivido scorrerebbe lungo la vostra schiena.

Per capire questa sua sinistra reputazione dobbiamo tornare indietro nel tempo, fino agli anni ’20, precisamente nella Los Angeles del 1924.

La città è in piena espansione grazie al boom economico e nello stesso anno, a Downtown Los Angeles, viene inaugurato il Cecil Hotel: un luogo di lusso e ritrovo di uomini d’affari e turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Almeno, questa era l’idea originale: un  edificio che avrebbe dovuto cambiare Los Angeles, ma non nel modo sperato.

William Banks Hanner, Charles L. Dix e Robert H. Schops investono quasi 1.500.000 dollari per costruire un albergo in stile Beaux-Arts capace di competere con qualsiasi altro hotel nel mondo.

Purtroppo, il sogno di gloria del Cecil dura ben poco.

Dopo la grande depressione degli anni ’30, l’hotel inizia un lento degrado dove criminalità e attività illegali aumentano sempre di più.

Da albergo rinomato diventa un luogo per viaggiatori di passaggio dove le stanze di lusso  vengono affittate a prezzi stracciati.

E proprio durante questi anni di declino il Cecil inizia a guadagnarsi la fama e reputazione che oggi tutti noi conosciamo.

Il primo incidente documentato avviene solo tre anni dopo l’apertura dell’hotel: il 22 gennaio 1927.

Un uomo di nome Percy Hormont Cook si spara alla testa nella sua stanza.

Questo è il primo suicidio ufficiale registrato all’interno dell’albergo, ma purtroppo non sarà l’ultimo.

Tra gli anni ’30 e ’40 il Cecil diventa tristemente famoso per suicidi e morti misteriose.

Il numero dei casi aumenta così tanto che già al tempo l’hotel viene soprannominato “The Suicide Hotel”. 

Nel 1944 avviene il primo omicidio documentato.

Dorothy Jean Purcell, una giovane di 19 anni, si trova all’hotel con il fidanzato. 

Nel cuore della notte la ragazza si sveglia sentendo forti dolori allo stomaco, inconsapevole di essere incinta.

Sola, nel bagno comune del suo piano, partorisce un bambino. Presa dal panico e convinta che il neonato sia nato morto, compie un atroce gesto: apre la finestra e lo getta fuori. Il corpicino del bambino viene ritrovato poco dopo sul tetto di un edificio adiacente.  

Quando la polizia ricostruisce l’evento, Dorothy viene accusata di omicidio, ma durante il processo non verrà dichiarata colpevole per infermità mentale. 

Solo tre anni dopo, nel 1947, Los Angeles è scossa da uno dei delitti più famosi e inspiegabili di sempre, il celebre caso di Elizabeth Short, meglio noto come “Black Dahlia”.

Elisabeth era una giovane aspirante attrice che viene trovata assassinata e mutilata in un terreno poco distante. 

Non è mai stato confermato, ma molti credono che l’aspirante attrice abbia trascorso le sue ultime ore proprio al Cecil hotel. Non ci sono prove che confermano questo, ma pensare che un omicidio così misterioso e inspiegabile sia avvenuto in quelle zone e che sia addirittura collegato all’albergo, inquieta tutt’ora tutti. 

E anche dopo questo triste evento, le tragedie non si interrompono e gli omicidi e le morti continuano. 

– 1954 Helen Gurney, una donna di 55 anni, si lancia dal settimo piano e finisce sul tendone dell’insegna all’ingresso dell’hotel. 

-1962 un’altra ospite, Julia Moore, si getta dall’ottavo piano e atterra su un lucernario interno dell’albergo. 

Sempre nel 1962, Pauline Hotton dopo un litigio col marito da cui si stava separando, si lancia dal nono piano nell’edificio. 

Proprio in quell’istante, passa un uomo di 65 anni, George Giannini, il quale viene travolto dal corpo della donna e entrambi perdono la vita. 

-Nel 1964 avviene un altro tragico omicidio  tra le mura dell’albergo maledetto. 

Pigeon Goldie Osgood, una signora di 65 anni residente dell’hotel da tempo e figura amata da tutti. Veniva soprannominata Pigeon Goldie perché ogni giorno dava da mangiare ai piccioni e proprio per il suo cuore d’oro era conosciuta e benvoluta da tutti. Ma il 4 giugno 1964, la donna fu trovata dal fattorino all’interno della sua stanza in un bagno di sangue 

Solo un’ora prima Goldie aveva dato la buonanotte ai suoi inquilini, e adesso invece era immersa nel suo stesso sangue.

Purtroppo Goldie non riceverà mai giustizia e il suo caso sarà per sempre un mistero 

A questo punto è naturale chiedersi: chi mai continuerebbe a soggiornare in un luogo del genere?

Eppure, per qualche ragione quasi inquietante, il Cecil continua a operare per decenni.

Tra gli anni ’80 e ’90 arrivano due ospiti che lasceranno un’impronta indelebile.

In questi anni Los Angeles è in panico a causa del night stalker che poi si scoprirà essere Richard Ramirez, uno dei più spaventosi e famigerati assassini negli stati uniti. 

Dopo aver tolto la vita alle proprie vittime, il night stalker saliva le scale ancora ricoperto di sangue, gettava i suoi vestiti in un cassonetto per poi sparire nella sua stanza come niente. 

L’hotel degli orrori aveva infatti accolto il serial killer come se fosse stata casa sua.

Jack Unterweger è l’altro personaggio oscuro che arriva al Cecil nei primi anni del ‘90. 

Negli anni ‘70 Unterweger era stato condannato per omicidio in Austria e stranamente all’interno del carcere diventa una sorta di celebrity. 

Il suo comportamento positivo dà l’impressione di essere cambiato e nel 1990 decidono di farlo uscire e lavorare come giornalista per true crime. 

Ormai tutti credevano che fosse un uomo nuovo, ma si sbagliavano di grosso. 

Una volta libero il serial killer torna a fare stragi. 

Verso la fine del 91 si trasferisce a Los Angeles come reporter e per ironia della sorte finisce anche lui nel Cecil hotel. 

Nel giro di poco tempo viene scoperta la doppia vita di Unterweger che verrà poi processato per 11 omicidi e condannato all’ergastolo. 

Forse il Cecil hotel attirava veramente le anime più oscure, forse si trattava di una maledizione che non poteva mai essere spezzata. 

Ma nonostante questo si cerca comunque di cancellare la nomea dell’hotel maledetto. 

È così nel 2011 nasce lo Stay on Main, un ostello per giovani viaggiatori low cost mentre visitano la California. 

Il luogo viene rimodernato ma il Cecil hotel non potrà mai liberarsi dei suoi fantasmi. 

All’inizio del 2013, precisamente il 26 gennaio, tra i diversi turisti, arriva Elisa Lam, una ragazza canadese in viaggio da sola.

Inizialmente si trova in una stanza condivisa con altre persone ma dopo alcuni comportamenti strani segnalati dai compagni di stanza, viene trasferita in una camera singola il 31 gennaio.

Quello è l’ultimo giorno in cui viene vista, Elisa scompare e passano due settimane senza novità. 

Il caso si sarebbe potuto chiudere nel nulla, ma la vicenda prende una piega inaspettata. 

A portare un cambiamento è proprio il famigerato filmato dell’ascensore che ormai tutti hanno almeno visto o di cui hanno sentito parlare. 

La qualità è granulosa, ma si vede chiaramente Elisa comportarsi in modo inquieto: preme freneticamente i pulsanti, sbircia fuori come se stesse scappando da qualcuno. 

Anche se le immagini non sono chiare, si può notare immediatamente che c’è qualcosa di anomalo. 

Elisa si nasconde nell’angolo come se stesse interagendo con qualcuno che però noi non riusciamo a vedere.

Successivamente esce all’ascensore e comincia a fare strani gesti con le mani

Guardando il filmato è come se insieme a lei ci fosse qualcun altro che però noi non riusciamo a vedere.

Ma chi c’era con lei, se c’era veramente qualcuno? 

Le ultime immagini di Elisa Lam che abbiamo sono quando lei se ne va via allontanandosi nel corridoio e dopo poco le porte dell’ascensore si chiudono e riprende a funzionare normalmente.

Il 19 febbraio del 2013, dopo le lamentele degli ospiti dell’hotel a causa del sapore e odore strano dell’acqua, un manutentore decide di dare una controllata alle cisterne d’acqua sul tetto. 

Una volta aperte le cisterne, all’interno di una viene ritrovato il corpo senza abiti e senza vita di Elisa Lam. 

Il serbatoio che conteneva il corpo della giovane vittima era alto più di 2 m e sarebbe stato impossibile per lei rimettere il portellone in quel modo. 

L’autopsia sul corpo di elisa non rivelerà alcun trauma, segni di aggressione o sostanze stupefacenti. 

Nel suo corpo si troveranno solo i rimasugli dei suo farmaci per il disturbo bipolare. 

Proprio per questo molte persone chiuderanno il caso e anche le immagini dicendo che l’incidente era stato causato dal disturbo bipolare della ragazza. 

Ma le domande irrisolte alimentano ancora oggi teorie e inquietudine.

Pur avendo provato a cambiare il nome del Cecil hotel, le tragedie non sono finite e quello che è successo non potrà mai essere cancellato. 

Alshayeb Layan 3BC 

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