La situazione nell’Europa dell’est sta facendo discutere molto e gli Stati dell’Unione Europea iniziano a preoccuparsi e a introdurre le prime azioni per contrastare la Bielorussia.

Il presidente bielorusso Lukashenko è accusato dall’UE di spostare i migranti sul confine polacco per facilitargli l’accesso nei paesi membri.

Coloro che sono riusciti a superare le barriere polacche hanno raccontato di essere stati aiutati all’inizio dal governo bielorusso che gli ha offerto visti, voli e alloggi, e successivamente dai militari che hanno distribuito attrezzi per tagliare le recinzioni al confine.

Esistono molteplici ragioni per cui Lukashenko farebbe tutto ciò: il suo obbiettivo, infatti, è destabilizzare l’UE attraverso questa crisi politica, e non migratoria come potrebbe apparire, per far sì che gli siano tolte le sanzioni precedentemente imposte.

La Bielorussia era stata sanzionata per via delle ultime elezioni, che hanno visto la vittoria di Lukashenko -ormai presidente dal 1994-, per le numerose denunce di brogli e per gli impedimenti politici agli avversari del regime.

La Polonia, già ostile riguardo alle tematiche di immigrazione, ha dichiarato lo stato d’emergenza e a settembre ha iniziato la costruzione di un muro sul confine insieme a Lettonia e Lituania.

L’Unione Europea per il momento supporta la Polonia ed è favorevole al respingimento dei migranti. Questo violerebbe le sue stesse leggi, in quanto gli articoli 18 e 19 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea garantiscono il diritto d’asilo e il divieto di respingimento collettivo.

L’UE però ha trovato una zona grigia, infatti la Carta dei Diritti è valida solo sul territorio dell’unione e nulla vieta di impedire l’ingresso.

I giornalisti non hanno accesso al confine polacco e le informazioni che abbiamo arrivano da coloro che sono riusciti a superare il confine. Si stima che nelle foreste bielorusse ci siano 17 mila migranti.

Le condizioni umanitarie sono terribili; un bambino è morto e i migranti sono in mezzo alla neve senza riscaldamento e con poco cibo, il confine polacco è chiuso e per ora non permette a nessuno di passare neanche per portare generi alimentari o medicinali. Dall’altra parte si trovano i militari bielorussi che continuano a tenere i migranti fermi sul confine senza aiutarli.

Il premier polacco Morawiecki accusa la Bielorussia: “Terrorismo di Stato, difenderemo i confine UE”.

Lukashenko nega tutto e dichiara che reagirà alle nuove sanzioni europee.

-Emanuele Zibra 3CE

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