Nella società odierna dove qualsiasi cosa è a portata di mano e nessuno si stupisce più di nulla poiché ha tutte le risposte in tasca, creare stupore e meraviglia, specialmente tra gli individui più giovani, è sempre più complicato.

Che questo sia un bene? Dipende dai punti di vista.

L’idea che qualsiasi domanda o mito possano essere sfatati semplicemente informandosi sui vari motori di ricerca messi a disposizione dal web effettivamente crea un certo senso di sicurezza, poiché permette al mondo di non sprofondare, o almeno non del tutto, nel baratro dell’ignoranza, essendo le informazioni di dominio pubblico sono più oggettive e raggiungibili.

Guardando i fatti sotto un altro punto di vista, il problema che emerge è che anni fa, prima di queste tecnologie, la sete di conoscenza, informazione e ricerca era alta, mentre nell’era moderna la consapevolezza di avere tutto annoia le persone, annulla i loro stimoli e la loro curiosità, portandoli ad usare in modo errato questi mezzi; certamente però, seppur in maniera sbagliata, vengono utilizzati molto.

Le persone sono abituate ad avere tutto, subito e facilmente. Un chiaro esempio che potremmo porre è il fatto che molti individui invece di lottare contro la timidezza per sperimentare emozioni e sensazioni nuove, preferiscono interagire con schermi in vetro, dove nessuno mai potrà cogliere le loro fragilità, nessuno mai potrà vederli arrossire o sorridere. È molto meno imbarazzante e più rassicurante, è vero, ma una faccina, “un’emoji”, varrà mai quanto un abbraccio, delle parole sussurrate all’orecchio o una semplice una carezza?

Oltre ai rapporti tra esseri umani è importante soffermarsi anche su un altro problema di queste nuove tecnologie: il rapporto che l’uomo ha con le altre forme di vita.

Da che mondo è mondo l’uomo prova torpore ed incredulità nei confronti delle maestose manifestazioni della natura.

È certamente vero ed inconfutabile che da uno schermo non si possa sentire il profumo di una rosa, non si possa toccare l’acqua limpida del mare o respirare la fresca aria di montagna, ma a quanto pare, per paura o per pigrizia, l’uomo dei nostri giorni si accontenta di scorgere seduto su un divano un millesimo di quello che il creato ha da offrirci. D’altro canto però questo non sarebbe poi così importante, se l’accidia dell’essere umano non danneggiasse effettivamente l’ambiente circostante.

Se le nuove scoperte venissero usate coscientemente e giudiziosamente, il mondo sarebbe migliore, più colto, e la vita delle persone migliore, ma la sete di potere, l’egoismo, l’egocentrismo e la stupidità umana non hanno confine.

Il che rende gli uomini con la tecnologia tra le mani, uno strumento per distruggere se stessi e l’ambiente circostante ed al tempo stesso li rende capaci di arricchirsi culturalmente e non e di giungere a scoperte incredibili. È tutta questione di buonsenso.

Sofia Zambotto 4BS

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