DEI MEDIA

In quest’ultimo periodo si è aperto un dibattito sulla libertà di espressione in seguito al “Caso Scurati” nato con l’esclusione da parte della Rai dello scrittore Antonio Scurati dalla trasmissione “Che Sarà” di Rai 3.

Lo scrittore avrebbe dovuto leggere un monologo sulla festa del 25 aprile, letto poi dalla conduttrice del programma Serena Bortone, in cui esponeva una sua personale riflessione sulla giornata della liberazione  e sottolineava come la premier Meloni ancora non si dichiarasse antifascista. Questo episodio ha sollevato una serie di domande importanti sulla libertà di espressione soprattutto all’interno della radiotelevisione italiana. Da una parte, ci sono coloro che sostengono che tutti hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni, anche se possono essere controverse o scomode e quindi che la Rai non avrebbe dovuto censurare lo scrittore.  Dall’altra parte, ci sono coloro che credono che ci debba essere un limite alle opinioni che possono essere espresse, specialmente se possono causare disagio o offesa agli altri.

Scurati ha immediatamente sollevato l’ipotesi che la sua esclusione potesse essere dovuta a motivi politici o ideologici, mentre la Rai ha sostenuto che la scelta degli ospiti del programma è basata su criteri editoriali e che non c’è stata alcuna interferenza politica, ma solo un problema relativo al compenso.

Questa polemica ha sollevato importanti questioni riguardo la libertà di espressione e la neutralità dei media del servizio pubblico, principio fondamentale dell’imparzialità, dell’equilibrio e dell’obiettività nell’informazione e nella presentazione delle notizie, quindi concetto centrale nell’etica giornalistica e, nella pratica, del giornalismo.

Un media neutrale si impegna a fornire informazioni verificate e soprattutto a presentare le varie prospettive su una questione senza favorire o discriminare alcuna parte coinvolta. Questo significa, però, che anche i giornalisti dovrebbero poter esprimere le proprie tesi senza subire influenze o censure, purché si mantengano nei limiti del rispetto e consentano un contraddittorio.

La neutralità e la libertà dei media è fondamentale per garantire un’informazione equilibrata e completa e per consentire al pubblico di sviluppare una propria opinione. Quando i media sono neutrali e liberi  promuovono la trasparenza, la responsabilità e il dibattito pubblico  fungendo così da custodi della democrazia, in quanto la libertà d’espressione è uno dei principali pilastri di uno Stato democratico. Tuttavia, mantenere la neutralità non è sempre facile e, specialmente in contesti in cui le notizie sono sempre più politicizzate, i media devono affrontare sfide come pressioni economiche,  influenze politiche e minacce alla libertà di stampa che possono mettere a rischio la loro indipendenza e la loro capacità di essere neutrali e liberi da condizionamenti.

In conclusione, é essenziale che i media rimangano spazi aperti e inclusivi in cui tutte le voci possano essere ascoltate e discusse senza timore di censura o discriminazione, perché solo in questo modo si potrà parlare di una società libera e democratica in cui la diversità di opinioni è valorizzata e rispettata.

Art.21 Costituzione Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…”

Ferrini Gaia Elisa, 4AC

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