Ciao a tutti i sopravvissuti dopo i primi mesi di scuola! Come sta la vostra salute mentale (sempre sia ancora con voi)? 

Spero abbiate qualche minuto da dedicare alla lettura di questo articolo dove cercherò di riassumere, in poche decine di righe, uno dei migliori libri che io abbia mai letto. 

Parlo de “La canzone di Achille”, scritto da Madeline Miller, un bellissimo romanzo storico che narra l’intensa storia d’amore tra Patroclo e il principe Achille. A narrare è lo stesso Patroclo, un ingenuo ragazzo, figlio di re Menezio, che, dopo aver accidentalmente ucciso un suo coetaneo, viene mandato in esilio nella corte di Peleo dove, oltre a molti altri giovani, vive anche Achille; quest’ultimo, semidio, figlio della ninfa Teti e del re Peleo, è considerato il miglior guerriero della sua generazione.  

Dopo un incontro avvenuto all’insaputa di tutti, il rapporto tra Patroclo e Achille cambia tanto che con il tempo Patroclo si trasferisce nelle stanze di Achille e i due iniziano a passare insieme tutte le loro giornate.  

All’età di circa dodici anni si trasferiscono entrambi sul monte dove Chirone, un centauro, li avrebbe cresciuti e gli avrebbe dato numerosi insegnamenti che nessun’altro avrebbe potuto offrirgli e, durante i lunghi mesi passati lì, la relazione tra il fragile Patroclo e il principe Achille diventa sempre più intensa e passionale. 

Dopo diverso tempo trascorso insieme al centauro, Achille viene posto davanti ad una dura decisione: deve scegliere tra una vita lunga ma oscura oppure una vita breve ma colma di fama. Sceglie la fama. 

I due partono a seguito dell’esercito che combatterà contro la città di Troia, dove risiede Paride, accusato di aver rapito Elena, moglie del re greco Menelao. Durante la guerra, secondo una profezia, Achille sarebbe morto, ma solo in seguito alla morte di Ettore. 

Gli scontri iniziano, Achille passa le sue giornate a battersi contro il nemico, mentre Patroclo, che non ha domestichezza con le armi di guerra, rimane al campo per aiutare tutti i feriti greci sfruttando ciò che Chirone gli aveva insegnato negli anni precedenti.  

Arriva il nono anno di guerra e i soldati greci sono ormai esausti, vogliono tornare dalle loro famiglie. Achille ha un contrasto con il re Agamennone, generale dell’esercito greco, e decide che fino a quando non avrebbe ottenuto delle scuse da parte sua, non avrebbe più partecipato agli scontri. I greci iniziano allora a perdere e a regredire fino a quando, un giorno, i troiani arrivano alle navi greche con l’intento di bruciarle. L’unico modo per respingere i nemici verso la loro città è di intimorirli con l’arrivo di Achille; Patroclo prova più volte a convincerlo a tornare tra l’esercito, ma il principe rifiuta continuamente e non lascia altra scelta all’amato che decide di indossare le vesti di Achille e di fingersi quest’ultimo davanti ai troiani. Dopo innumerevoli raccomandazioni esce dalla tenda e in poco tempo i nemici spaventati iniziano la ritirata. Patroclo dal suo carro inizia a scagliare frecce velocemente, le quali uccidono molti uomini ma, dopo attimi di gloria, Patroclo stesso viene ferito e una volta a terra viene ucciso da Ettore. 

Achille decide di vendicarsi, va da Ettore, lo uccide e, per non permettere alla sua anima di riposare in pace, per svariate mattine gira intorno alle mura della città di Troia con il corpo senza vita del guerriero nemico attaccato al carro. Alla fine della storia, Achille viene colpito da una freccia scagliata da Paride con l’aiuto del dio Apollo e muore come detto nella profezia. 

Se vi piace essere coinvolti durante la lettura e immedesimarvi nei protagonisti delle vostre storie, questo è il libro adatto a voi: guerra, mito e soprattutto amore, sono i principali temi di questa narrazione che, fidatevi di me che ho versato lacrime per le ultime trenta pagine, vi lascerà sorpresi ed entusiasti. 

Questo è tutto per oggi! Al prossimo articolo! 

Elisa Caimi 2CE 

Copertina a cura di Beatrice Civelli 2CL

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