“Dressing for the Carnival” è un dipinto dell’artista americano Winslow Homer, realizzato nel 1877. Il soggetto principale dell’opera consiste in un gruppo di persone afroamericane, ritratte nei momenti precedenti ai festeggiamenti, dediti alla preparazione e alla sistemazione dei costumi: al centro, troviamo un uomo vestito con abiti dai colori sgargianti e intensi, che vengono cuciti sul momento da due donne. Attorno a queste figure sono dipinti dei bambini, la cui presenza sta a significare che questa festività veniva celebrata da molte persone di età diverse. In quel periodo (anni ‘70 e ‘80 dell’800) le persone afroamericane festeggiavano il Carnevale in modo bizzarro, divertendosi e sfogandosi: si vestivano, così come noi italiani, ma i loro costumi rappresentavano una satira della figura politica del tempo. I vestiti, pur essendo realizzati con materiali umili, sono molto significativi. Ciò si nota dai colori, brillanti e lucenti, che saltano subito all’occhio, ma anche dai comportamenti delle due donne: appaiono concentrate e totalmente immerse nel loro compito, tant’è che quella posizionata a destra stende il braccio in un gesto serio e quasi solenne. La festività per cui si stanno preparando è una ricorrenza caratterizzante parte della cultura afroamericana, nota al Sud come Jonkonnu e al Nord come Pinkster; innumerevoli le immagini che rappresentano uomini senza cervello, allegri e indelebili. Il Dressing for the Carnival veniva vissuto in modo diverso da quello italiano, e anche tutt’ora gli afroamericani lo celebrano sempre mediante abiti sgargianti, strani e bizzarri: il Carnevale in sé è basato sulla danza, sul divertimento e sui canti popolari; tuttavia (molte volte) questi eventi hanno portato a degli incidenti, soprattutto nel passato, perché il popolo risulta spesso scontento dei governi tiranni e approfitta del periodo per sfogare il proprio disprezzo e risentimento contro i propri governatori, e così, spinti anche dall’alcool e dai propri desideri di vendetta, i partecipanti diventano irascibili e commettono furti e altri atti di vandalismo. 

Tra il 1870 e il 1880 sono state prodotte innumerevoli immagini rappresentanti delle persone afroamericane durante il periodo carnevalesco, nelle quali gli individui appaiono allegri, ma quasi privi di intelletto e non cancellabili. L’opera che abbiamo davanti, però, si distanzia completamente da queste rappresentazioni: è infatti un dipinto dalle moltissime sfumature, che cattura la calma della preparazione prima dell’allegria, della musica e dei balli della festa. Tuttavia, tra le varie sfumature di significato se ne può trovare una leggermente tragica e tristemente attuale: uno dei bambini sulla destra tiene in mano una bandiera a stelle e strisce, dato che nell’era della Ricostruzione americana le festività del 4 di luglio erano state sovrapposte a quelle dello Jonkonnu, pre-esistenti; Homer, in questo modo, ci dona il senso di come le speranze di una piena emancipazione fossero (e purtroppo rimangono) lontane dalla realtà per gli afroamericani, soprattutto nel Sud degli USA. 

Irene Peloia 4as e Lorenzo Mannino 1ce 

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