Cos’è?

L’Esperanto è una lingua pianificata, ovvero completamente sviluppata da una o più persone. È stata inventata dal linguista (ma anche medico) polacco Ludwik Lejzer Zamenhof. 

Questo studioso conosceva varie lingue: russo, polacco, francese, inglese, yiddish, ebraico, italiano, e infine il greco e il latino. Intento a trovare una lingua universale, considerò ingiusto scegliere una lingua nazionale e ritenne che le lingue classiche fossero troppo complesse. Nel 1887 pubblicò un manuale della sua nuova lingua sotto lo pseudonimo di Doktoro Esperanto (che diede origine al nome della lingua stessa), che significa “colui che spera”.

L’Esperanto viene inventato per essere una lingua semplice e accessibile, per garantire comprensione e pace tra i popoli. Il suo lessico deriva prevalentemente dalle lingue neolatine e germaniche. 

Com’è strutturato?

Prima di tutto, bisogna specificare che è una lingua agglutinante, ovvero è caratterizzata dall’agglutinazione  (cioè unione di morfemi, ciascuno dei quali è portatore di un significato specifico e invariato). Infatti, tutti i nomi terminano in -O, gli aggettivi in -A e gli avverbi in -E. Quindi, per avere un esempio concreto, prendiamo la parola allegria: per indicare il sostantivo usiamo gojo, per l‘aggettivo goja e per l’avverbio goje. In Esperanto troviamo circa cinquecento radici, con cui possiamo creare duemila parole differenti.

Questa lingua, a differenza di molte, utilizza un alfabeto fonetico, in cui ogni lettera ha sempre lo stesso suono e ogni suono viene scritto in un solo modo (come in italiano).

Chi lo parla ora?

Nel 1908, a Rotterdam, fu fondata l’Associazione Mondiale dell’Esperanto (UEA), alla quale aderiscono molte associazioni nazionali (Italia compresa), e che rappresenta la comunità esperantista presso le organizzazioni internazionali come l’UNESCO e le Nazioni Unite.

In Italia, oggi, gli esperantisti iscritti alla FEI (Federazione esperantisti italiani) sono circa duemila, mentre pare che al mondo siano circa 2-3 milioni le persone che più o meno fluentemente parlano questa lingua.

Anche se è stato provato che, dopo solo due/tre settimane, le persone iniziano già a praticare la lingua e che, dopo sei mesi/un anno di studio, sia già possibile insegnarla, questa lingua non viene utilizzata. Uno dei motivi principali è la mancanza di supporto politico e istituzionale. D’altra parte, molti studiosi sostengono che, per struttura lessico, sia una lingua eurocentrica, non attirando così i paesi non europei.

Curiosità

Un fatto curioso e divertente è che Duolingo (un’applicazione molto usata per l’apprendimento delle lingue) insegna l’Esperanto dal 2015. Ovviamente non è l’unica piattaforma che insegna questa lingua, ma troviamo anche Kursaro e Lernu!

Ecco un’altra curiosità: un madrelingua italiano, per parlare l’Esperanto, basta circa un quarto del tempo necessario per imparare l’inglese. Già dopo dieci lezioni sarebbe possibile avere conversazioni molto semplici, e dopo sei mesi si otterrebbe un livello ottimo. 

Ambra Carminati 2AC

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