Quante volte abbiamo sentito la frase: “Cinese, giapponese o coreano, non importa. Sono tutte uguali queste lingue!” e iniziato a prendere in considerazione la violenza fisica? Scherzi a parte, da studentessa di cinese e amante delle culture giapponesi e coreane, posso confermare di averlo sentito tante volte, spesso da persone che non hanno mai visto le scritture o ascoltato le varie pronunce. Ciò mi ha dato l’idea per questo articolo: una breve introduzione delle scritture e dei sistemi fonetici di queste lingue in realtà così diverse tra loro (se volete potete mostrarlo ai vostri familiari, forse la smetteranno di tartassarvi).
Cinese
Il cinese è una lingua il cui sistema fonetico si basa su sillabe formate da una consonante iniziale, una o più vocali ed eventuali consonanti finali. Oltre a ciò, alle sillabe si aggiunge un tono, scritto con un tratto grafico sopra la vocale della sillaba, ossia l’inflessione che deve avere la voce pronunciando quella sillaba. Esistono quattro toni, più il tono neutro, che consiste nel non dare una particolare intonazione alla sillaba. Il cinese utilizza come forma di scrittura ideogrammi chiamati hanzi, a noi più comunemente noti semplicemente come caratteri: ad ogni carattere corrisponde il suono di una sillaba, anche se a volte uno stesso carattere si può leggere in più modi. Le parole cinesi sono tutto sommato brevi, infatti sono composte da una fino a quattro sillabe.
Giapponese
Il giapponese utilizza suoni più brevi, sillabe formate da una consonante e una vocale; le parole sono formate dall’insieme di più sillabe, infatti sono anche più lunghe rispetto al cinese. La scrittura giapponese, però, è la più complicata: per scrivere si combinano tre scritture differenti, hiragana, katakana e kanji. La scrittura hiragana e quella katakana sono scritture sillabiche, ad ogni carattere corrisponde una sillaba; gli hiragana servono soprattutto per scrivere i suffissi delle parole, i katakana servono a trascrivere parole da altre lingue. I kanji, invece, ricordano i caratteri cinesi, infatti derivano da essi, ma presentano qualche differenza; inoltre, i kanji a volte non si limitano ad essere pronunciati con una sola sillaba, ma anche con due o più, il che rende la lettura piuttosto difficile. Le parole giapponesi, inoltre, non possono essere formate solo da kanji, serve che gli hiragana le completino.
Coreano
Il coreano, come il cinese, utilizza dei suoni che comprendono consonanti iniziali, una vocale centrale ed eventuali consonanti finali, ma la scrittura è completamente differente rispetto a quelle cinesi e giapponesi; si potrebbe dire che è addirittura più simile alla nostra: ogni vocale e consonante ha infatti il proprio segno di scrittura e, combinandoli, si formano le sillabe. Le vocali hanno la forma di linee verticali o orizzontali e per rendere il suono della vocale singola bisogna aggiungere davanti il simbolo della h muta, ossia un cerchio. Anche le consonanti hanno forme semplici e molte di loro hanno forme spigolose come le vocali, mentre alcune, come la h muta, la h sonora e il suono ng usato solo nelle finali, presentano dei cerchi.
Spero che questa guida sia stata utile!
再见!
さようなら!
안녕!
Giorgia Rossi 2CL