La IX legislatura del Parlamento europeo e il mandato degli attuali vertici di Bruxelles sono ormai agli sgoccioli: dopo cinque anni, nei 27 Paesi membri, i cittadini dell’Unione saranno nuovamente chiamati alle Urne, in due giornate comprese tra il 6 e il 9 giugno 2024, per eleggere i propri rappresentanti presso l’Eurocamera.

In ottemperanza alle disposizioni comunitarie, in Italia i seggi rimarranno aperti dalle 15 alle 23 di sabato 8 e dalle 7 alle 23 di domenica 9 del prossimo mese, garantendo in tal modo il termine delle operazioni di voto entro la mezzanotte dell’ultimo giorno utile stabilito dall’UE.

Lo scrutinio incomincerà al termine della chiusura delle sezioni elettorali e si protrarrà per il tempo necessario allo spoglio delle schede e alla compilazione dei registri elettorali da parte dei Presidenti di seggio. 

Hanno diritto di voto tutti i cittadini maggiorenni dei Paesi membri dell’Unione, anche se residenti in uno Stato differente da quello di origine. Gli elettori stranieri che intendano esercitare il diritto di voto per eleggere i propri rappresentanti presso il Parlamento europeo sono tenuti a presentare al Sindaco del Comune italiano di residenza (o all’Ufficiale d’Anagrafe responsabile dell’Ufficio Elettorale) la domanda per l’iscrizione nell’apposita lista elettorale aggiunta.

Prima di ricevere la scheda, ogni elettore dovrà essere identificato mediante presentazione della carta d’identità o altro titolo considerato equipollente, anche scaduto, purché munito di fotografia (patente di guida o passaporto), congiuntamente alla tessera elettorale, sulla quale sono indicati, oltre alle generalità del titolare, indirizzo e numero del proprio seggio. Qualora conosciuto da uno degli scrutatori o dal Presidente di seggio, al cittadino potrebbe non essere richiesta l’esibizione del documento di riconoscimento; chi ne fosse sprovvisto e non fosse noto all’ufficio elettorale di sezione, potrà esercitare il diritto di voto solo se accompagnato da due testimoni che ne attestino l’identità.

La tessera è rilasciata dall’Ufficio Elettorale comunale e viene inviata presso il domicilio di coloro i quali abbiano raggiunto la maggiore età o che abbiano trasferito la residenza in un differente Comune, previo annullamento della precedente. Per i duplicati (a causa di smarrimento o esaurimento dei 18 spazi disponibili per il timbro del Presidente) occorre recarsi presso il proprio Municipio nei relativi orari di apertura e, in via straordinaria, anche nei giorni delle votazioni.

Gli europarlamentari da eleggere il prossimo giugno in tutta l’Unione saranno 720 (di cui 76 italiani) e rappresenteranno a livello comunitario ben 450 milioni di cittadini.

Il prossimo giugno si voterà con il sistema proporzionale con preferenze: ciascun partito otterrà un numero di seggi pari alla percentuale di consensi registrati allo scrutinio, purché sia maggiore o uguale al 4% (soglia di sbarramento). 

Sulla scheda si potranno esprimere fino a tre preferenze differenti, a patto che il secondo candidato indicato sia di genere diverso rispetto al primo (uomo-donna-uomo oppure donna-uomo-donna). Tale disposizione è applicata anche a coloro i quali decidano di indicarne due; nessuna restrizione, invece, per chi opterà per un solo soggetto.

In occasione delle imminenti elezioni, l’Italia sarà suddivisa in cinque “macro circoscrizioni”: Nord-Ovest; Nord-Est; Centro; Sud e Isole (Sicilia e Sardegna).

L’attuale Europarlamento si compone di differenti gruppi politici e le “famiglie europee” in corsa alle elezioni sono sostanzialmente le medesime delle elezioni del 2019.

La maggioranza dei parlamentari dell’Unione appartiene al Partito Popolare Europeo, di orientamento centro-destra. Il PPE è favorevole a una maggiore integrazione europea, auspicando progressi moderati in materia di Governo ed Eurocamera, ma discostandosi dalla formazione di una possibile “confederazione” dei Paesi membri. Antonio Tajani, nostro Ministro per gli Affari Esteri, ne è vicepresidente dal 2002 e alle prossime elezioni sarà capolista di Forza Italia in tutte le circoscrizioni, isole escluse.

Il secondo gruppo politico per influenza negli attuali equilibri comunitari è rappresentato dai Socialisti e Democratici europei (S&D), famiglia politica favorevole all’accrescimento dei poteri dell’Eurocamera (a scapito del diritto di veto dei singoli esecutivi nazionali), in quanto costituita dai rappresentanti dei cittadini europei da loro direttamente eletti, e della Commissione. Al fine di costruire un’Unione ancora più inclusiva, i Socialisti e Democratici propongono la stesura di una Costituzione vincolante a livello comunitario e sono attualmente sostenuti in Italia dal Partito Democratico e dalla segretaria Elly Schlein, candidata all’Eurocamera.

Terza per rilevanza numerica è Renew Europe, una famiglia politica sostenuta da diversi leader europei, tra cui il Presidente francese Emmanuel Macron e il suo partito Renaissance. Il gruppo si presenta aperto a progressi decisivi e significativi, grazie al rafforzamento dei poteri della Commissione: ciascun cambiamento proposto, a loro avviso, dovrebbe essere piuttosto rapido e vincolante a livello comunitario, evitando di temporeggiare. Renew Europe si dichiara contraria ad accrescere i poteri dei singoli capi di Stato e governo.

I partiti regionali e nazionalisti (Identità e Democrazia – ID) orientano invece la propria strategia politica a favore dell’aumento dei poteri dell’Europarlamento, ferma restando una tangibile riduzione delle relative materie di competenza. È necessario, a parere dei leader di ID, restituire ai singoli Stati la possibilità di legiferare in ambiti ad ora controllati dall’UE, in quanto percepiti come più vicini a cittadini e realtà locali, favorendo un’Europa di popoli e regioni. Nel nostro Paese, il gruppo politico è appoggiato dalla Lega per Salvini Premier, che ha formalizzato la candidatura del generale Roberto Vannacci in tutte le circoscrizioni (come capolista per l’Italia centrale).

Leggermente differente è la posizione dei Conservatori (ECR), favorevoli al mantenimento dello status quo, nonché ad accrescere i poteri dei singoli leader dei Paesi membri, senza aumentare competenze di Parlamento o Commissione. In Italia il maggior partito facentene parte è Fratelli d’Italia, capeggiato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che, sciolta la riserva, concorrerà in prima persona per Bruxelles.

Sono opposte invece le posizioni dei Verdi, i quali propongono un taglio di poteri a capi di stato e Commissione, in favore di un ruolo determinante per il Parlamento, nell’ottica di una transizione e rivoluzione “green” in tutti gli ambiti politici, al fine di rendere l’Europa un continente interamente ecosostenibile. Alleanza Verdi-Sinistra ha recentemente candidato Ilaria Salis, la docente milanese detenuta presso le carceri ungheresi dal febbraio ’23 con l’accusa di lesioni a due neonazisti, avvenute durante una manifestazione antifascista. In caso di elezione, le sarebbe riconosciuta l’immunità parlamentare, con la conseguente scarcerazione e la possibilità di affrontare, secondo quanto dichiarato dai leader politici, un processo dignitoso come donna libera.

Infine, degni di nota risultano essere i Gruppi Misti, tra cui il Movimento Cinque Stelle, favorevole all’aumento delle competenze dell’Europarlamento e a una serrata lotta alle lobbies economiche.

Sono dunque numerose le principali famiglie politiche scese in campo in occasione delle consultazioni europee di giugno, senza contare le liste minori costituitesi di recente. Come illustrato sui canali dell’Europarlamento, una maggiore adesione alla tornata elettorale permetterà un ulteriore rafforzamento della democrazia a livello comunitario, illustrando un quadro politico più vicino alle posizioni dei cittadini.

Per favorire una cospicua affluenza alle Urne, le Istituzioni comunitarie hanno predisposto, attraverso la pagina insieme-per.eu, la possibilità per gli elettori di impostare un promemoria per le imminenti elezioni, nonché uno spazio virtuale utile al confronto con altri cittadini dell’Unione su tematiche di interesse comune, nell’ottica di un arricchimento collettivo.

Christian Monti, III^BE

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