Il carnevale è una festa mobile che si celebra nei paesi di tradizione cristiana, in particolare in quelli di rito cattolico: i festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi, dove specialmente l’elemento distintivo e caratterizzante consiste nell’uso del mascheramento, e proprio perché è un evento così significativo, abbiamo deciso di illustrarvi i carnevali più caratteristici dell’Italia. 

 IN LOMBARDIA 

Partiamo dalla nostra Lombardia, con le sue tradizionali maschere: Meneghino (che proprio come i milanesi è generoso, sbrigativo e non sa mai stare senza far nulla), Arlecchino, Brighella e Gioppino, le tre maschere di Bergamo. 

Uno dei carnevali più antichi d’Italia, che affonda le sue radici nel Medioevo, è quello di Schignano, caratterizzato dalle sue tipiche maschere lignee; la sfilata si basa sulla contrapposizione di due personaggi principali: i belli e i brutti. Se i primi indossano raffinati vestiti, molto colorati e ricoperti di pizzi e scialli, i brutti indossano vesti povere, sporche e trasportano oggetti di uso quotidiano come scope, valigie e ombrelli rotti. 

Ci spostiamo ora in Valtellina, a Grosio, per conoscere il Carneval Vecc, un fantoccio imbottito di paglia con un paio di corna sul capo, che simboleggia i tempi di miseria da dimenticare: infatti alla fine della festa viene bruciato, come auspicio per tempi migliori. Curiose sono le altre maschere che animano la festa, indossanti costumi tramandati da generazioni, come la “Magra Quaresima”, una donna scarna e miseramente vestita, “L’Orso”, il “Toni” e la “Bernarda”, un adulto travestito da poppante.  

Sulle Alpi bresciane, nel piccolo borgo di Bagolino, il Carnevale è un tripudio di musica e scherzi: l’elemento più caratteristico è il cappello che indossano i Ballari, ricoperto da nastri colorati da cui spiccano vari gioielli e un grosso fiocco; tutti indossano gli “sgalber”, ovvero degli zoccoli in legno. L’usanza più comune è il continuo scambio delle maschere, per non far capire l’autore di questo o quello scherzo. 

IN VENETO 

Carnevale di Venezia

Quando si parla di Carnevale, sembra (ed effettivamente è) impossibile non citare la regione del Veneto: il carnevale di Venezia si è trasformato nel tempo un grande evento turistico, che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo. I turisti si riversano in città per partecipare a questa festa, considerata unica per storia, maschere e atmosfere: ogni anno vengono premiate le migliori maschere e in Piazza San Marco ogni sera si svolgono grandiosi eventi. Il Carnevale finisce il Martedì Grasso con spettacolari fuochi d’artificio, e Venezia torna pian piano alla sua vita normale. Però, piuttosto di soffermarci sul Carnevale in sé, vogliamo farvi scoprire le antiche tradizioni culinarie tipiche di questa zona.  

La ricetta di Carnevale maggiormente conosciuta è la frittella. Le originali sono quelle di Venezia: soffici, delicate, prive di aggiunte superflue che ne altererebbero l’originale sapore. Durante l‘epoca della Repubblica di Venezia, le frittelle venivano prodotte esclusivamente dai fritoleri, i quali si unirono in un’associazione che garantiva loro la successione per i propri figli e l’esclusività per la produzione in una determinata area: si narra che i fritoleri fossero solessero impastare le frittelle, fatte con uova, farina, zucchero, uvetta e pinoli, su grandi tavoli di legno per poi friggerle in enormi padelle con olio, grasso di maiale o burro, ed infine cospargerle di zucchero.  

La ricetta dei Crostoli o Galani è ancora più antica di quella delle frittelle: la sua origine risale ai tempi dei Romani che, durante la Festa di Primavera, con lo stesso impasto usato per fare le lasagne, preparavano dei dolci molto simili ai galani, fritti nel grasso di maiale e inzuccherati.  

Tra le ricette di Carnevale venete spiccano le castagnole, dolcetti piccoli e compatti, che possono essere fritti o fatti al forno. 

IN EMILIA ROMAGNA 

Ci spostiamo in Emilia Romagna, ove troviamo la celebre maschera del dottor Balanzone, originaria di Bologna: Balanzone è un uomo di legge, il più chiacchierone e ciarliero nella Commedia dell’Arte, che apprezza molto la buona cucina romagnola.        

È tra l’altro proprio in questa regione che si tiene ogni anno il celebre Carnevale di Cento, gemellato dal 1990 con quello di Rio de Janeiro; per questo motivo le domeniche vengono animate dalla presenza di gruppi di ballerini di samba e da bravissimi percussionisti brasiliani. 

La presenza dell’evento in alcuni affreschi di Guercino testimonia l’antica storia della tradizione di Cento e ne conferisce maggiore valore. Tutto il resto sarebbe da vederlo di persona: le grandiose sfilate di carri di cartapesta alti più di 20 metri e larghi 6, nella cornice unica di piazza Guercino, un tripudio di maschere, colori, musica e balli.  

La tradizione di questa festività è il “Gettito“, vale a dire un generoso lancio di doni, come caramelle, cioccolatini, peluche, palloni e tanti altri regalini in grande quantità, al pubblico presente. 

Nell’ultima domenica di Carnevale si tiene il Gran Finale con la proclamazione e premiazione del carro vincitore e il suggestivo rito propiziatorio di Tasi, nella Rocca: la tradizione vuole che Tasi, il personaggio carnevalesco del paese che simboleggia la coscienza dei suoi cittadini, lasci i suoi averi alle persone più popolari del posto e che la sua maschera venga bruciata su un rogo, dopo aver letto il testamento che accusa i centesi dei loro vizi. 
 

IN SARDEGNA 

A Carnevale la Sardegna è in festa: ogni anno ricorrono eventi legati ai riti agropastorali e rurali, e feste con sfilate di carri e maschere; inoltre, il Carnevale sardo propone anche il Carnevale a cavallo con spericolate corse e giostre medievali. 

maschere folkloristiche sarde
maschere folkloristiche sarde

Ogni anno il 16 gennaio con i falò di Sant’Antonio Abate inizia la celebrazione. Il Carnevale assume aspetti peculiari ma la matrice agropastorale è comune a tutte le manifestazioni; i suoi riti ripropongono molto spesso la lotta dell’uomo contro la natura. 
Le maschere mostruose e grottesche, ricoperte di pelli e campanacci, si aggirano per i paesi con lo scopo di allontanare il male e proteggere le comunità dalle carestie; le maschere si muovono insieme nella loro sfilata solenne, e le loro danze somigliano ad una processione religiosa. 
Alle sfilate delle maschere tradizionali si aggiungono quelle allegoriche: infatti in tutta la Sardegna durante il periodo del Carnevale numerosi comuni organizzano delle parate. I carri allegorici e grandi gruppi mascherati sfilano per le città seguendo temi e motivi diversi anno dopo anno; fra i più importanti c’è quello di San Gavino Monreale che conta circa 70.000 persone tra partecipanti e pubblico. Anche durante il Carnevale prendono piede gare a cavallo con acrobazie. Abili cavalieri con maschere tipiche e cavalli bardati con molta cura corrono tra le strade di Santo Lussurgiu per Sa Carrela ‘e nanti. A Oristano i fantini mettono alla prova la loro abilità nel lanciare di corsa anelli e stelle nella Sartiglia, un evento di fama internazionale.  

IN SICILIA 

carro allegorico siciliano
carro allegorico siciliano

In Sicilia il carnevale si festeggia un Carnevale ricco di fascino, in particolar modo ad Acireale. Questo evento viene definito come il Carnevale più bello di tutta la Sicilia e il terzo in Italia fin dalle sue origini, che risalgono al XVI secolo: inizialmente era tradizione ritrovarsi in strada e sfidarsi a colpi di limoni e arance; poi questa lotta di agrumi subì un divieto, e oggi si tratta semplicemente di una splendida festa per le strade del centro della città, dove sfilano carri e maschere di cartapesta. I carri sono grandi costruzioni in cartapesta che trattano argomenti di satira costume sociale. Sono caratterizzati oltre che dal soggetto, anche dal colore, ma soprattutto dagli effetti combinati di luci e movimenti di alcune parti che generalmente si attivano appena giunti nelle piazze. 

A VIAREGGIO 

Anche a Viareggio, non manca il divertimento a Carnevale: il punto forte di questo Carnevale sta nella dimensione “mastodontica” dei carri che sfilano per le strade e che spesso richiedono mesi e mesi di progettazione. Esistono tre tipi di carri diversi che sfilano partendo da piazza Duomo: quelli in cartapesta, i carri infiorati e quelli in miniatura; il più fantasioso di tutti viene poi proclamato vincitore durante la giornata di chiusura. Il carnevale di Viareggio ha più di 140 anni di storia. I suoi carri carichi di satira pungente lo rendono unico; esistono  carri che rappresentano politici, personaggi dello sport e dello spettacolo e anche tanti altri, in base alla fantasia dei partecipanti.  

 Giorgia Lorenzin, Giorgia Quarticelli – 1CE 

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