Caro Babbo Natale,  

mi chiamo Gaia, ho 17 anni e abito vicino a Como. Ormai non te lo do più l’indirizzo giusto, tanto tutti gli anni ti chiedo umili doni, come la casa a Miami dell’anno scorso, il fidanzato di nome Leonardo Di Caprio di due anni fa, o il Brad Pitt a domicilio di tre anni fa, ma mi arrivano sempre le solite cose: gruppi intasati di “Buon Natale”, seguiti generalmente da emoji di otto pupazzi di neve, sette babbi natali, undici stelline e tanti, troppi cuori; risposte ai “Buon Natale” da parte dei membri più educati dei gruppi, con il famigerato “anche a te e famiglia”, sempre accompagnato da una buona dose di altre emoji inutili. E non dimentichiamoci dei soliti otto chili che puntualmente prendo, perché ovviamente da bravi meridionali quali siamo, io e la mia famiglia a Natale ci ritroviamo sempre sommersi di cibo, con sette primi, quattro secondi, dodici dolci… e i motivi sono sempre i soliti: “La nonna ci teneva a portare le cappesante”, “Zia Carmen voleva tanto farci assaggiare il panettone farcito”, “La vicina di nonno Pier voleva prepararci una crostata” e la lista sarebbe ancora lunga, ma mi fermerei qua siccome alle 18.00 c’è il bollettino della giornata e non voglio assolutamente che tu te lo perda.  

In ogni caso, se quest’anno ingrasserò non sarà per il cenone della Vigilia, ma piuttosto a causa dell’ammirevole diligenza con cui ho rispettato tutte le norme di sicurezza, dove la parola “diligenza” è traducibile con “mio padre mi ha legata a forza davanti alla scrivania”.  

Comunque quest’anno sono stata proprio brava, motivo per il quale mi merito di ricevere dei bei doni a Natale: 

Innanzitutto sono sempre stata rispettosa dei vecchietti affezionati all’Esselunga e non ho mai comprato più di 8 pacchi di penne rigate, né tanto meno ho mai svaligiato lo scaffale dell’Amuchina, così che potessero farlo loro. Inoltre, nonostante abbia augurato le peggiori disgrazie al mio vicino settantenne, che scatarra tutto il pomeriggio, e taglia il prato ogni domenica mattina, sono uscita a cantare fraternamente sul balcone con lui, e ogni qual volta ho incontrato qualche suo congiunto, non ho finto di non riconoscerlo a causa della mascherina, anzi, non ho esitato a gridare un sonoro “buongiorno!”. Per non parlare del fatto che sono sempre stata leale in didattica a distanza, e non ho mai fatto finta che la telecamera non funzionasse, e checché se ne dica, non ho assolutamente sfruttato la DaD per risollevare una situazione voti irrecuperabile e finire l’anno con 8,67 di media. 

Insomma, per quest’anno ti chiedo due cose in croce: 

In primis, ci terrei davvero tanto che fermassi il Covid per due settimane, come quest’estate, giusto il tempo di festeggiare con i parenti a Natale e sbocciare con gli amici a capodanno. In secundis, ti chiedo la maglia di Maradona, possibilmente firmata, che poi la porto di fronte allo stadio a Napoli, sperando di non incappare in rivolte con tanto di fumogeni,  come quelle di novembre, organizzate per convincere Conte a non metterci in quarantena (come ben saprai, questo tentativo non è andato a buon fine). 

E come ultima cosa ti chiederei il banco con le rotelle rosso Ferrari, così posso sfrecciare nei corridoi del Legnani come fa Leclerc, magari evitando di finire fuori pista come lui negli ultimi gran premi…  

Anno nuovo vita nuova (si spera): giuro che da gennaio, subito dopo la venuta dei magi, andrò a correre tutti i giorni, almeno due volte al giorno, così da smaltire le calorie dell’eventuale mojito di capodanno; mi auguro però, di potermi allontanare oltre i 200 m da casa previsti dal DPCM e soprattutto senza aver bisogno del cane come accompagnatore, anche perché ti assicuro che in quarantena, di tutta la famiglia è l’unico ad essere dimagrito. 

E poi proverò a far contenta Greta che quest’anno ne ha dovute sentire di tutti i colori, tra foreste che prendono fuoco, mascherine monouso e guanti usa e getta; ho quindi deciso che  provvederò a piantare un albero ogni qualvolta qualcuno si azzarderà a pronunciare la parola “Covid”, ti assicuro che in due settimane l’Amazzonia sarà come nuova. 

Caro Babbo, grazie dell’ascolto,  

buone vacanze a te e famiglia.  

Stay safe, 

la tua Gaia  

La Russa Camilla, 3BS 

Polci Cristian, 5AS 

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