Disastro a 41° 46 N, 50° 14 W

Se vi parlassi di uno dei più grandi e dei più raccontati disastri navali sono abbastanza sicuro che assocereste le mie parole alla vicenda del famigerato Titanic. In questo articolo, infatti, voglio raccontarvi ciò che non tutti sanno su uno dei più grandi transatlantici di sempre, anche perché come forse avrete sentito al telegiornale, sono da poco passati centodieci anni esatti da quel fatidico 15 aprile del 1912.

Premetto che quest’articolo sarà forse un po’ tecnico, per quanto le mie nozioni lo permettano, quindi preparatevi ad affrontare un testo su curiosità e realtà riguardo la storia di questa titanica imbarcazione.

Iniziamo facendo qualche precisazione: il Titanic era un mastodontico transatlantico di lusso voluto dalla britannica White Star Line e varato il 31 maggio del 1911. Era senza dubbio la massima espressione dello sviluppo ingegneristico degli inizi del ventesimo secolo.

Ciò che non tutti sanno è che questa nave era sorella di altre due di eguali dimensioni e sfarzosità, ovvero la RMS Olympic e HMHS Britannic; Il Titanic e la Britannic tuttavia non sono accomunate solo dalle caratteristiche tecniche, ma anche dal loro destino: entrambe affondarono causando la morte di migliaia di persone. L’Olympic fu invece l’unica delle tre a sopravvivere fino alla sua demolizione.

Tornando a parlare della protagonista di questo articolo, come molti sapranno, nonostante il suo appellativo “l’inaffondabile”, naufragò proprio durante il suo viaggio inaugurale.

Sono sicuro che sappiate che la colpa fu di un iceberg, tuttavia probabilmente quell’ammasso ghiacciato si sarebbe potuto avvistare prima; ciò sfortunatamente fu reso impossibile a causa di un fatto abbastanza sciocco: l’equipaggio non poteva usufruire dei binocoli in quanto essi erano custoditi in un armadietto con serratura, la cui chiave era rimasta a terra insieme al secondo ufficiale David Blair, il quale aveva il compito di conservarla.

Diversi marinai dissero che in quel determinato contesto sarebbe comunque stata più conveniente una visione aperta invece che ingrandita e focalizzata, ma chissà forse un binocolo avrebbe consentito di individuare prima un imminente pericolo.

Il disastro però non fu causato solo da questa mancanza, ma anche da una serie di disattenzioni e azioni sconsiderate. Bisogna dire infatti che la nave, munita di sala radio, aveva ricevuto dal piroscafo Baltic una serie di segnalazioni riguardo la presenza di ghiacciai e iceberg, ma queste furono ignorate e si decise di aumentare la velocità. Successivamente, quando l’enorme blocco di ghiaccio fu avvistato a circa 500 metri dalla prua, il comandante ordinò di virare verso sinistra sperando di evitare l’inevitabile, quando in realtà una collisione dritta per dritta avrebbe quasi sicuramente causato meno danni e consentito alla nave di proseguire la navigazione.

Proseguendo con la storia, tutti sanno che la morte di moltissimi passeggeri fu causata da uno scarso numero di scialuppe di salvataggio. A quei tempi questo era normale perché bastava avere scialuppe per un terzo del numero di persone imbarcate, ma ciò che lascia indignazione e amarezza è il fatto che a bordo ci fossero ancora meno lance di salvataggio per un semplice fattore estetico; La White Star Line infatti aveva provveduto a rimuovere prima del viaggio alcune scialuppe in quanto riteneva presuntuosamente che non sarebbero mai servite.

Essendo vicini alla conclusione vi cito l’aneddoto più strano e forse inquietante legato alla leggendaria nave. Esso riguarda una novella, pubblicata 14 anni prima del fatale incidente da Morgan Robertson. In questo racconto si parla del più grande transatlantico dei tempi, chiamato dallo scrittore “Titan”, il quale sprovvisto di scialuppe naufragò in seguito alla collisione con un iceberg nel Nord Atlantico durante il mese di aprile.

Riccardo Nivini 4CL

Molti dettagli, come il nome della nave, la rotta e le dinamiche appaiono spaventosamente simili alla realtà, e questo creò ovviamente molto sgomento subito dopo il tragico avvenimento.

Per concludere, dopo aver tratto le nostre conclusioni, si può benissimo dire che questo disastro fu sicuramente frutto di una serie di disattenzioni ed errori di valutazione che causarono uno dei più grandi e tristi cimiteri marittimi, il quale conserverà il Titanic fino alla sua totale corrosione insieme alle vite che perirono affondando insieme ad esso.

Riccardo Nivini 4cl

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