Nasce a Parigi il 3 dicembre del 1930 in una ricca famiglia borghese di origine svizzera. Il padre faceva il medico e la madre era discendente di una famiglia di banchieri. Godard studia presso un collegio svizzero, dopo il liceo frequenta la Sorbona, dove successivamente nel 1949 ottiene un diploma in Etnologia.

Jean Luc Godard è un regista, scrittore, sceneggiatore e attore francese, il quale aderisce al movimento cinematografico della” Nouvelle vague”, diffuso negli anni ’50. Lo scopo di tale stile era “la cattura dello splendore vero”, come disse il regista durante il suo periodo di critico di cinema. Veniva eliminato ogni sorta di artificio che potesse compromettere la realtà: niente proiettori, nessuna costosa attrezzatura, niente scenografie complesse. I film vengono girati alla luce naturale del sole, per strada, nei café o negli appartamenti degli stessi registi. Gli attori sono spesso poco noti o addirittura amici del regista, e le riprese vengono effettuate con una camera a mano.

I registi tentano di avvicinarsi il più possibile alla realtà e rompono la convenzione della continuità.

È così che in “À bout de soufflé “(Fino all’ultimo sospiro) Godard taglia i silenzi da un dialogo, presentando una sorta di diaporama: una successione d’immagini statiche, con un narratore unico e un lieve sottofondo sonoro. Si tratta di trasmettere allo spettatore qualcosa di nuovo, o di rappresentare un aspetto della realtà: i ricordi che ognuno di noi ha dei vari momenti della propria vita sono parziali, che ricordiamo in modo disordinato, confuso. Il  costo di queste pellicole era molto basso, per cui ogni regista era capace di auto-finanziare la sua opera, di conseguenza gli artisti si affidavano a se stessi, ai conoscenti o amici.

 I temi ricorrenti erano quelli politico-sociali: la guerra d’Algeria in “Le petit soldat”(1963), la condizione della donna e dei giovani come in“Vivre sa vie” (1962), o “Masculin, femminin”(1966), la commedia di”Une Femme est une femme” (1961), ma anche la variazione sui generi classici, quali la fantascienza in “Alphaville”.

“Il cinema deve andare ovunque. Bisogna fare la lista dei luoghi dove non c’è ancora e farcelo arrivare. Se nelle fabbriche non c’è, deve andare nelle fabbriche. Se nelle università non c’è, bisogna portarcelo. Se nei bordelli non c’è, deve andare nei bordelli.”

                                                                                                          Jean Luc Godard

Aurora Timiș

3CE

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