Ciao a tutti, io sono Speranza.

Innanzitutto…buon anno nuovo! Buon 2026!

Oh, sono così contenta di potervi scrivere questa lettera proprio ora, a gennaio, con l’inizio di una nuova storia tutta da raccontare. Ho pensato che fosse il momento giusto per farlo, visto che Capodanno porta sempre gioia, allegria e… speranza che il nuovo anno sia migliore del precedente.

Come tutte le altre emozioni, sono qui seduta alla mia scrivania per “spiegarvi” chi sono, per far sì che voi sappiate sempre come poter stare con me. So che spesso mi cercate quando tutto, dentro di voi, sembra crollare; quando ciò che credevate potesse essere eterno a un certo punto finisce, quando ogni cosa sembra andare storta, quando non riuscite a trovare una soluzione. Nel vostro dolore, io ci sono e ci sarò sempre. Penso lo sappiate meglio di me che non esiste il male senza la speranza che, in futuro, tutto possa migliorare. Ecco, io vi do la forza di andare avanti. Anche se il mondo è in frantumi, anche se il vostro cuore è a pezzi. Io ci sono. Io sono lì, per ricordarvi che c’è sempre, e dico proprio sempre, una luce in fondo al tunnel. Ma a volte… a volte mi sento così inutile. Vi rassicuro, vi dico che andrà tutto bene, ma poi non succede assolutamente nulla. Nulla. E così, cadete ancora di più nell’abisso, in un luogo così profondo da cui sembra impossibile uscire.

In quel momento, capite che forse avete sperato troppo. Forse avete atteso qualcosa che da solo non poteva arrivare, qualcosa che il destino non era ancora pronto a donarvi. Ogni volta che succede, crollo anche io, insieme a voi. Provo a non mollare, ma capisco che non riuscite più a fidarmi di me, che non mi credete più. A tutti quelli che lo hanno provato chiedo umilmente scusa. Mi dispiace di non essere una spronatrice come Rabbia, una sicurezza come Paura, un conforto come Nostalgia. Ma io sono fatta così. Sono invisibile, non posso agire. Creo sogni, ma non posso realizzarli. Costruisco sicurezze, ma non posso mantenerle. Sono un salvagente, una via poco sicura da scegliere. Sono fragile, perché potrei improvvisamente affondare appena la realtà viene a galla. Eppure, spesso sono l’unica a cui riuscite ad aggrapparvi. Durante un naufragio, sono la piccola scialuppa rovinata che preghi ti porti in salvo sulla terraferma. A volte succede, altre no. Non sono una certezza, ma posso aiutarvi ad andare avanti, almeno per un po’.

Potete fidarvi di me, ve lo giuro, ma vi supplico di cercare sempre una via d’uscita. Non creo porte verso una vita migliore, ma vi sorreggo quando le scale per arrivarci si fanno troppo ripide e dolorose.

Ricordate: c’è sempre un modo, e lo troveremo insieme.

Vi voglio bene,

Speranza

Lidia Scarsini 2BC

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