Cosa succederebbe se A Christmas Carol, celebre racconto di Charles Dickens, fosse ambientato nelle nostre vite? Penso che ognuno di noi, in cuor suo, custodisca uno Spirito del Natale Presente, uno del Passato e uno del Futuro, che proprio in questo periodo dell’anno riaffiorano sotto forma di ricordi, luci e sogni. Il mio Spirito del Natale Passato, per esempio, aspetta questo momento da mesi: il camino acceso, l’albero, la cioccolata calda e la neve che, pochi giorni fa, ha imbiancato anche le cime del Legnani. I suoi occhi luccicano, come se fossero pieni di stelle, al solo profumo di legno e mandarino che pervade la casa della nonna. Insieme ritagliano pezzi di stoffa e cartone per preparare addobbi e piccoli doni da regalare ai propri cari. Lo Spirito del Natale Passato illumina i freddi pomeriggi invernali e, sbirciando dalla finestra, è convinto di essere osservato da qualche elfo o angioletto che veglia sul suo comportamento. Ancora non sa che quei vigilanti là fuori non sono altro che il riflesso della sua stessa luce sul vetro, o forse mamma e papà che tirano un sospiro di sollievo quando la cameretta è ordinata e il piatto è pulito. Il mio Spirito del Natale Presente, invece, è un po’ più scarno e persino freddoloso a volte: accende ancora il camino e si rallegra sorseggiando una bella tazza di tè caldo. È chino sul tavolo, ma in mano ha soltanto una biro, che corre ininterrottamente su pagine fitte e ordinate. Non ci sono addobbi, né cartoncini colorati: colla e forbici giacciono da anni in un cassetto, e la sedia accanto è vuota. “Prima o poi troverò il tempo”, pensa fra sé e sé, ma i giorni passano inesorabilmente e ancora non c’è alcuna lettera fuori dalla porta, né si sente il fruscio dell’acqua del presepe. In casa nessuno è ancora tornato. Eppure sorride, ascoltando Mariah Carey su Spotify e specchiandosi nelle vetrine tra muschi finti e abiti rossi: sa che tra poco sarà finalmente in vacanza e potrà togliersi dalle spalle quello zaino così pesante, che ancora non ha avuto il coraggio di aprire e svuotare.Il mio Spirito del Natale Futuro ha tratti evanescenti, eppure dona un immenso calore a chiunque gli si avvicini. Ma chi si nasconde tra le sue gambe? Una bimba sbuca con fare timido: ha il nasino rosso e le labbra sporche di Nutella. La casa è colma di ghirlande e disegni, imperfetti ma capaci di restituire tutta la bellezza dell’attesa. Ci sono pupazzi di neve, renne volanti e un uomo grande e grosso vestito di rosso, con una barba lunga e bianca e un cappello un po’ fuori misura per la testa, sproporzionato rispetto al corpo ma soprattutto rispetto al sorriso che contiene. I suoi occhi luccicano, come se fossero pieni di stelle, e tra le mani tiene una busta che, questa sera, qualche elfo verrà a prendere.
Rebecca Guzzetti, 5^BS