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| Autore | Messaggio |
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PDG Lunedì Star


Numero di messaggi: 9394 Data d'iscrizione: 09.01.08
 | Oggetto: Oggi 04/03/10, 12:48 am | |
| 29 settembre Dunque ragazzo, mi chiedi della persona che hai conosciuto su di una chat. Che potrei dirti? Che è incosciente il tuo ansimare? Che vive di assurdo il vedere come un sms abbia modo di sconvolgerti? Vivi ragazzo, c’è un solo modo per sentirti vivo, vivi. Se avrai un inciampo di cuore risolleva le tue membra, pulisci la terra dai tuoi ginocchi e riprendi a camminare. Solo una vita ci è stata donata ed è troppo stretta per contenere tutto l’amore possibile. Vuoi che ti racconti come la tua storia non è meravigliosamente solita? Eccoti servito. Un ciao scritto per caso, una risposta che sapeva di domani e un tutto da creare. Era magia, perché la magia esiste, e il resto si conosceva col nome di forse. Ho abbastanza tempo per viverlo da svagato e tanta esperienza che, se tu la imbottigliassi, sarebbe un buon rosso corposo da arieggiare tanto quanto la sbornia prima di un pensiero sensato. Ma dimmi ragazzo, quanto è sensato l’amore .Non quello che si dice giusto per accomodare l’anima di turno, visto il contatto che viene a crearsi nella confusione del reale, ma quello che ti fa correre solo perché credi che la via del cuore abbia il senso del tuo essere nato. Una stazione: un posto dove si parte , un posto dove si arriva. Nessuno la vede come la via del ritorno a casa dell’essere giunto , finalmente, alla fine di un viaggio. [Casa, se fossi rondine vorrei conoscere il nido che accoglie la mia primavera…] Ma torniamo a noi ragazzo,e alla nostra storia. Quanto mi addolora fingere che tutto sia inventiva,c’è un inizio che potrebbe sapere di banale. “Ciao , ti ricordi di me?” E come non potresti , visto che lei vive il tuo stesso amore per lo scrivere? Il tempo confonde perché è beffardo come il libretto d’ un’opera che s’appropria della disperata malinconica. Se vivi di poesia , quella maledetta nata dall’assenza,ti trovi vittima e carnefice di te stesso, troppo impegnato a creare inverno per renderti conto che può esistere un’alternativa. Una stazione nell’autunno, uno qualunque, le foglie che sanno crocchiare sotto le suole e l’attesa. Maledetta attesa, s’insinua in te e ti convince che sei fuori luogo, oltre ogni tempo. Nasce così, in silenzio una paura nuova: La paura di non essere abbastanza , di non avere armi per piacere all’altro. Il treno è arrivato, lo vedi scorrere davanti a te e cerchi, tra quei finestrini che scorrono veloci, un volto, un gesto , un nulla che abbia voglia di essere qualcosa, allora ti affretti verso le scale che portano ai binari ma ti fermi; maledetta paura ,sempre lei.Scegli il vigliacco vantaggio della sorpresa. Le scale del sottopasso che portano verso l’uscita hanno l’odore dell’ ansia. Lo conosci, ragazzo ,l’odore dell’ansia?Sa di pane che pare mai cotto, e quanto lo vorresti mangiare nell’urlo di pensieri confusi, si mollica in bocca riempiendoti d’acerbo . Ma torniamo a quel momento, qullo dell’incontro. Ti metti di lato. Non è bello essere frontale ai passanti, ti saprebbero guardare con aria assente. Di lei hai una fotografia mandata sul cellulare, è il suo biglietto da visita. Eccola,la riconosci pur non vedendola. Cammina passi leggeri che sanno di te, ha il capo chino, guarda le scale come fossero l’unico appiglio per la realta’, poi si gira. La testa pare muoversi lungo una traiettoria innaturale, quella creata dall’anima più che dall’anatomia. I suoi occhi t’ incrociano e danzano per una frazione di secondo. Rimani immobile, mille domande cercano e si strusciano oltre ogni risposta. Il suo sorriso pare eloquente nel momento in cui abbassa nuovamente lo sguardo, come ad interpretare il sollievo per quel peggio non accaduto mentre finisce la rampa di scale. Ti avvicini e abbozzi un bacio,bacio che cade di lato, sull’angolo delle labbra. Continui a dire , in modo confuso “Oh mamma mia, sei bellissima” La litania pare infinita .Ti riprendi. Riesci a scimmiottare la frase: “C’è un bar, beviamo un caffè?” Lei accetta felice, si dipinge nei suoi occhi il momento, una fotografia che porterai con te, per sempre Inizia, come d’incanto, la tua logorrea e cominci a raccontarti a tal punto che la cameriera guardandovi sorride e sceglie di prendere più tardi la vostra comanda. Adesso non sbagli .Le labbra,le sue, vengono rubate per bisogno, per sentire vero quel momento. Le bocche si parlano, le lingue si baciano ma non si chiudono gli occhi, perché siano anche loro a baciarsi nel primo vero contatto. Il tempo pare essere stato creato perché ci fosse il vostro incontro. E’ come se il volo di un aquilone potesse essere l’eterno cammino nel domani di vetro. E quel volarvi addosso, parlando il silenzioso linguaggio dell’amore percorre in poco tempo una giornata. E’ ora che tu torni all’essere oggi,che tutto quel divenire divenga presente. L’ accompagni al suo treno, che diventa il tuo allontanarti. La vedi salire e sali anche tu, ma è altro il viaggio. Il finestrino diventa la lente d’ un amarsi miope. E’di ghiaccio il vetro. Le mani a toccarsi su due diverse dimensioni cercano di sciogliere quell’addio sospirato ma non detto,così perso senz’alibi alcuno. Non c’è disperazione, solo perché è ancora sogno il futuro. Vedi ragazzo,potrebbe sembrare favola o incubo se non fosse solo puro racconto di fantasia . Ma se il vero conosce la sapienza del reale ,ecco come un addio trova la via dell’amore non consumato che diventa eterno. Rimane lì ,lui, tra le pieghe del ricordo, di quel 29 Settembre. Una stazione e un treno , un’attesa e un arrivo, un bacio e un addio. Il resto, è viversi addosso. Ogni 29 settembre La tua assenza Scava la sua dimora Nel ricordo Come un salice Piagato dal tempo.
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|  | | Daniela Micheli Admin


Numero di messaggi: 16251 Data d'iscrizione: 04.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 12:54 am | |
| PDG, la password è attivata... _________________ Da usarmi con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
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|  | | lele0103 Ospite
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:01 am | |
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|  | | PDG Lunedì Star


Numero di messaggi: 9394 Data d'iscrizione: 09.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:08 am | |
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|  | | Daniela Micheli Admin


Numero di messaggi: 16251 Data d'iscrizione: 04.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:09 am | |
| PDG, benvenuto  A te... _________________ Da usarmi con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
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|  | | PDG Lunedì Star


Numero di messaggi: 9394 Data d'iscrizione: 09.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:09 am | |
| grazie boss e buonanotte a tutti |
|  | | Daniela Micheli Admin


Numero di messaggi: 16251 Data d'iscrizione: 04.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:10 am | |
| Prego, PDG ma non chiamarmi Boss che mi viene in mente Bossi  _________________ Da usarmi con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
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|  | | PDG Lunedì Star


Numero di messaggi: 9394 Data d'iscrizione: 09.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 07:28 am | |
| buongiorno a tutti e ,per i meno fortunati, buon lavoro.A più tardi.Spero di aver risolto il problema con la connessione... |
|  | | Rita Paleari Top


Numero di messaggi: 1200 Data d'iscrizione: 21.09.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 09:59 am | |
| Questa non è prosa. E' poesia.
Non posso dire di più. Anzi lo dico. Questo testo mi trova molto coinvolta, perchè per anni io e il mio uomo ci siamo incontrati a metà strada, in qualche stazione, esattamente come in questa storia. La prossima volta era sempre un domani sconosciuto. Le sensazioni le hai descritte ottimamente Pdg. Ogni volta il lasciarsi era la lama del coltello.
Ultima modifica di Rita Paleari il 04/03/10, 10:44 am, modificato 1 volta |
|  | | turirubino Top


Numero di messaggi: 513 Età: 55 Data d'iscrizione: 03.02.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 10:24 am | |
| Ciao PdG ciao a tutti. Ecco, quello che utilizzi in questo racconto, è uno stile che mi risulta faticoso. Come ha detto Rita, si avvicina molto alla poesia ed è notorio, per chi bazzica questo forum, che io e la poesia andiamo poco d'accordo. Mi si "incrocchiano" i neuroni, proprio “grippano” nel tentativo di capire cosa vuol dire questo e cosa vuol dire quello, perché è detto così e non cosà... e inevitabilmente mi perdo la possibilità di entrare in contatto adeguato col testo. Ti faccio degli esempi, così mi spiego meglio... "Che vive di assurdo il vedere come un sms abbia modo di sconvolgerti?" "Vuoi che ti racconti come la tua storia non è meravigliosamente solita?" Ciò nondimeno, voglio anche dirti che in qualche modo sono certo di essere riuscito a cogliere la bellezza di alcuni tuoi passaggi e la capacità apprezzabilissima di rendere la precarietà e l'intensità delle tante emozioni e dei tanti pensieri appena abbozzati che si agitano nell'animo dei tuoi protagonisti. Li ho trovati molto credibili, molto “veri”. Complimenti per tutto questo e perdona i miei limiti...  _________________ Turi
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|  | | Luca Curatoli Star


Numero di messaggi: 2065 Data d'iscrizione: 04.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 12:05 pm | |
| Chi parla? o chi scrive a questo punto. chi parla o chi scrive ha abbastanza tempo - beato egli (d'ora in poi definirò in questi termini la voce o la penna scrivente) -, evoca una stazione, dove c'è una lei... poi divaga, ma forse al ragazzo piace sentire parlare o scrivere così. la lei evocata condivide col ragazzo - il destinatario di questo racconto - amore per lo scrivere. come potrebbe essere finzione, seppure colui che ha tempo ed sperienza, l'egli, si addolora a "fingere che tutto sia inventiva". sempre egli, evoca la poesia... l'assenza... la confusione del reale e l'apparizione di lei - che il ragazzo riconosce senza averla mai vista (o addirittura, come suggerisce egli: senza bisogno di vederla). poi la scrittura diventa un po' fumosa, salvo accompagnare i due al momento del distacco. ma si tratta veramente di distacco? o piuttosto di un ritorno all'oggi? da dove viene quella lei? e dove è diretta? questo non ce lo dice nessuno. sempre egli, butta una frase sibillina "Non c’è disperazione, solo perché è ancora sogno il futuro." e di nuovo, rivolgendosi al ragazzo, filosofeggia sulla sapienza del reale (oltre quello che sembrerebbe "favola o incubo se non fosse solo puro racconto di fantasia"... ).
il resto è viversi addosso, ci dice e mi suggerisce quasi un fare l'amore con la propria immaginazione. ma si tratta di una mia ipotesi. c'è pure la poesia finale e magari al ragazzo piacerà come ciliegina finale.
che tipo questo egli. ma a me non incanta.
mi ricorda un aitante prof di filosofia al quale rivolgevo la domanda sul perchè si ha fede. lui dopo tanti sofismi mi diceva che ci sarebbe voluto del tempo perchè capissi. sono ancora qui a pormi domande. così come il racconto lascia insoluti molti punti. e non basta evocare la poesia... |
|  | | Rita Paleari Top


Numero di messaggi: 1200 Data d'iscrizione: 21.09.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 12:28 pm | |
| Credo che si tratti comunque dell'aspettativa dell'amore, si crede in ciò che ci si aspetta. L'amore o la sua ombra nasce comunque da qualcosa che l'ha veicolato: un libro, una passione comune, la scrittura o un paesaggio...che differenza fa. Il problema casomai è far durare quel tramite, allargarlo e consolidarlo.  In questo testo vi sono espressioni davvero poetiche, secondo me l'autore è un uomo, di una certa età, che ha vissuto abbastanza per essere "sopra le parti". |
|  | | Luca Curatoli Star


Numero di messaggi: 2065 Data d'iscrizione: 04.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 12:46 pm | |
| Rita il fatto è che questo racconto davvero potrebbe essere di tutto, anche se il titolo suggerisce una pagina di un diario: reale o immaginario che sia è questo a non fare differenza per chi legge. chi è impeganto a vivere può darsi che sia ugualmente sprofondato in questa commistione. è possibile |
|  | | Mario Malgieri Star


Numero di messaggi: 1836 Età: 65 Data d'iscrizione: 12.05.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 12:50 pm | |
| Mi associo al commento di Turi, caposcuola di noi Brontoloni. Ci sono momenti di bel lirismo, passaggi con profondità di pensiero e di sentimenti, immagini mai banali, il tutto però immerso in questa prosa di raffinata scrittura ma di difficike decrittazione per la mente di un povero orso, uso alla semplicità magari superficiale. Una nota di costume: il proliferare di storie inventate o vere (io conosco alcune coppie che sono tali grazie a internet) su amori virtuali che si trasformano in reale felicità o sofferenza, indica senz'altro un mutamento di costumi e abitudini che lascia un po' spiazzati noi della terza età. Personalmente ritengo sia un cambiamento positivo, con l'apertura di mille possibilità a persone che per tanti motivi hanno difficoltà a costruirsi una vita sociale e affettiva con i mezzi tradizionali. A patto di accettare tutti i rischi connessi, incluse dosi supplementari di sofferenza. _________________ Ci sono più cose, Orazio, in cielo e in terra, che in tutte le vostre filosofie (W. Shakespeare)
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|  | | PDG Lunedì Star


Numero di messaggi: 9394 Data d'iscrizione: 09.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:39 pm | |
| ciao a tutti. il mio problema è che comincio con un tasto e poi il resto arriva a valanga.grazie per tutti i commenti che approvo e condivido.c'è troppa enfasi nel testo che devia decisamente verso la poesia. la prosa la sperimento da poco e spero di migliorare .grazie soprattutto a luca.a più tardi... |
|  | | Oroserio Sergio Top


Numero di messaggi: 299 Data d'iscrizione: 12.09.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 01:47 pm | |
| Pagina costruita poeticamente, dal tratto celebrativo, poche descrizioni, poche informazioni, e appunto, ripeto, tanta poesia. Il "punto di vista" mi rende interessato, curioso a saperne di più. Mi piace lo stile non mi convince la tecnica |
|  | | Marghe Cri Top


Numero di messaggi: 62 Data d'iscrizione: 05.02.10
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 03:21 pm | |
| Ciao PdG. Ho letto e poi riletto e poi riletto… Amo la poesia e non rifuggo la fatica di leggere dentro ed intorno alle parole. Anche per me però non è stato facile mettere in ordine i concetti per ricostruire una storia. Perché di prosa si tratta, non è vero? non di poesia scritta al di fuori delle regole! Quindi la prosa, seppure poetica e ricca di immagini (come la tua) dovrebbe avere il merito di consentire la comprensione a chiunque del messaggio che fai transitare. Ho un po’ di confusione in testa, invece, sul fatto che il racconto in sé sia ipotesi di futuro per il giovane cui l’io narrante parla o sua propria rimembranza di vita (o di sogno). Propendo per la seconda ipotesi, diversamente da Luca, che appoggia la prima. I sentimenti, le speranze, i timori, i tremiti si sentono tutti, arrivano a valanga sul lettore e credo che ciascuno li possa riconoscere nelle proprie esperienze. Il testo sotto questo aspetto è coinvolgente e “bello”. Qualche passaggio che mi è particolarmente piaciuto? Una stazione: un posto dove si parte , un posto dove si arriva. Nessuno la vede come la via del ritorno a casa dell’essere giunto , finalmente, alla fine di un viaggio.La stazione come dimora definitiva di un sogno d'amore vissuto poche ore? Se vivi di poesia , quella maledetta nata dall’assenza,ti trovi vittima e carnefice di te stesso, troppo impegnato a creare inverno per renderti conto che può esistere un’alternativa.Vero, quanto vero... e bellissimo! E diversamente da Luca che legge come sibillina questa frase, io la trovo bellissima e assolutamente condivisibile: Non c’è disperazione, solo perché è ancora sogno il futuro.Insomma, concludendo? Mi è piaciuta la tua pagina per i sentimenti e le immagini che contiene e che sa trasmettere. Mi associo però a Mario e a Turi, nella speranza di rileggerti senza la necessità di utilizzare il Codice Enigma... Ciao PdG, sei in gamba! |
|  | | Annamaria Giannini Top


Numero di messaggi: 948 Età: 44 Data d'iscrizione: 03.11.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 03:35 pm | |
| Ciao Pdg. Una bella penna senz'altro. Una penna abituata a scrivere poesia ed anche bene secondo me. Questo può essere un impedimento, quando si affronta la prosa. Nel senso che si rischia di perdersi nelle immagini senza costruire la storia, o meglio senza che chi legge se ne trovi coinvolto.Poteva essere una pagina superba se le frasi bellissime che vi ho trovato fossero state poste come piccoli camei qua e là, ad imprenziosire un racconto che invece non c'è, una storia che non si definisce e si capisce poco. Mi piace come scrivi e se mi sono permessa di farti questo appunto è perchè sono gli stessi ostacoli che sto affrontando io, abituate a parlare per immagini poetiche o ad esprimermi ermeticamente con componimenti palindromi, quando scrivo un racconto che vorrei coinvolgesse il lettore e delineasse bene i protagonisti. Ciao PDG, si sente che ami le parole e che le sai usare benissimo. |
|  | | Claudio Esposito Top


Numero di messaggi: 235 Data d'iscrizione: 04.11.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 03:41 pm | |
| Ciao Penna, buongiorno a tutti voi. Questo racconto, poetico e struggente, mi ricorda i vecchi amori tra pendolari narrati in quei film in bianco e nero degli anni 30-40, romantici, semplici e ingenui. Certo ora i tempi sono molto cambiati: tra chat, sms, forum web ed altre diavolerie del genere, contorte, cervellotiche e spoetizzanti.. Comunque, credo che tutto sommato i sentimenti che condiscono i rapporti amorosi tra due esseri umani non siano poi così cambiati, rispetto al passato. Nonostante le novità tecnologiche e la freneticità della vita moderna, le sensazioni, le ansie, le gioie e i dolori in questo campo sono in fondo gli stessi che provavano i nostri nonni. Mi ritorna in mente di quando per me, ventenne, " il sogno dell'amore era anche più bello dell'amore stesso, e l'attesa di quel sogno più bella ancora. Questo meccanismo moltiplicatore funzionava egregiamente, sicchè vivevo ininterrotte sensazioni di beatitudine, e le occasioni di amore reale, ben più rare di quelle oniriche, diventavano eternità.."E' un passo di un mio vecchio racconto, nel quale descrivevo un amore giovanile con una ragazzina conosciuta d'estate al mare, amore fatto di telefonate, qualche lettera e un paio di incontri fugaci, appunto, nelle stazioni ferroviarie. Questo tuo racconto, PDG, rende molto bene questi turbamenti e pene d'amore, raccontandoli in una forma di prosa "poetica", davvero efficace ed azzeccata. Complimenti! Mi è piaciuta la chiusa: "La tua assenza scava la sua dimora nel ricordo come un salice piagato dal tempo". Di nuovo lodi, e un abbraccio  |
|  | | Rita Paleari Top


Numero di messaggi: 1200 Data d'iscrizione: 21.09.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 04:01 pm | |
| azzardo un'ipotesi sull'autore: michael? |
|  | | Giampiero Pieri Star


Numero di messaggi: 2603 Età: 54 Data d'iscrizione: 20.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 04:21 pm | |
| Buongiorno PDG. Mi spiace, avevo scritto un commento questa mattina, ma poi al momento di postarlo mi è caduta la connessione. Trovo adesso che molti dei commenti lasciati esprimono già quello che avrei voluto lasciarti. A Parte l'aspetto tecnico, la lettura non è di facilissimo impatto la prima volta che la si affronta, a me piace molto l'idea in generale che hai cercato di sviluppare. Nuovi tipi di rapporti tra le persone, che possono nascere virtualmente ma coinvolgerle comunque realmente. Nel mezzo, e attorno, tra un primo contatto virtuale ed un successivo incontro, nella tua storia si trovano anche altri temi di forte sensibilità. L’aspettativa, il dubbio, la soddisfazione o delusione al momento di un confronto senza la barriera dello schermo, sono tutti aspetti che si intrecciano in tante diverse combinazioni. Mi piace quando esprimi tu stesso: Nasce così, in silenzio una paura nuova: La paura di non essere abbastanza, di non avere armi per piacere all’altro. E’ una sensazione capace di rendere momenti altrimenti banali pieni di trepidazione. Chissà, forse nuove generazioni troveranno più naturale incontrarsi sul web, e lo preferiranno decisamente alla “fatica” del vivere fuori di casa, un po’come quando si fa la spesa che ti consegnano a domicilio. Per noi, generazioni ormai “consolidate”, invece una cosa del genere può sempre rappresentare un forte momento emozionale. _________________ ... mi ritrovai per una selva oscura... Ed ancor oggi son qui che brancolo nel buio!
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|  | | Giampiero Pieri Star


Numero di messaggi: 2603 Età: 54 Data d'iscrizione: 20.01.08
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 04:22 pm | |
| | Rita Paleari ha scritto: | | azzardo un'ipotesi sull'autore: michael? |
Naaa!!!  _________________ ... mi ritrovai per una selva oscura... Ed ancor oggi son qui che brancolo nel buio!
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|  | | Rita Paleari Top


Numero di messaggi: 1200 Data d'iscrizione: 21.09.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 04:42 pm | |
| naaaa? come fai a saperlo? allora sei tu?  |
|  | | Martino Giusti Top


Numero di messaggi: 91 Età: 55 Data d'iscrizione: 11.02.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 05:12 pm | |
| BELLOBELLOBELLO! Conosco perfettamente le sensazioni descritte "col cuore (e la penna) in mano". Sensazioni che molti hanno vissuto e vivono con l'ansia dei passi perduti ad aspettare in una stazione di gente anonima che aspettano anche loro qualcosa o qualcuno. Tanti "egli" accomunati dall'attesa e dal dubbio. Lettura non facile? A me non è parso. _________________ mi sono perso e non so tornare
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|  | | Rita Paleari Top


Numero di messaggi: 1200 Data d'iscrizione: 21.09.09
 | Oggetto: Re: Oggi 04/03/10, 05:34 pm | |
| Hai ragione Martino, queste attese ( chat) non sono altro che un messaggio lanciato in una bottiglia in attesa che qualcuno si accorga di noi. Sono messaggi che vestono la solitudine. |
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