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 Le storie d'amore

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PDG Lunedì
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Data d'iscrizione: 09.01.08

MessaggioOggetto: Le storie d'amore   08/03/10, 11:40 pm

Primi impulsi d’amore


Ebbi una strana sensazione quando dormii per la prima volta in quella piccola stanza, e nonostante fosse priva di finestre, mi sembrò grande e accogliente. Ebbi una strana sensazione quando entrai per la prima volta nella mia nuova aula, e nonostante ci fossero tante finestre verniciate a nuovo, c’era qualcosa di vecchio, di stantio: era la mia maestra, niente di nuovo. In classe ritrovai quasi tutti i miei compagni e qualche ripetente, tuttavia, era nell’aria che sentivamo qualcosa di nuovo! In poche settimane ci rendemmo conto che quel “qualcosa” non era esterno a noi, ma dentro di noi. Diventammo svogliati e nervosi e ci comportavamo in modo assurdo. La ginnastica era la mia grande passione. Riuscivo ad arrampicarmi sulla pertica con sicurezza, e raggiungevo l’altezza massima in pochissimo tempo. Nessuno sapeva fare meglio! Improvvisamente non riuscivo più a terminare gli esercizi, ero sempre distratto, avevo perso la mia concentrazione. Afferrai con le mani l’attrezzo, lo serrai con le gambe per evitare di scivolare. Iniziai la salita, quando inaspettatamente, a metà altezza, una sensazione di piacere misteriosa si sviluppò in mezzo le mie gambe e non mi permise di andare avanti. Cominciai a scivolare inesorabilmente giù. Che figuraccia! Durante la pausa della merenda, prendevamo le penne a sfera delle bambine e le strofinavamo sui nostri genitali, per poi rimetterle a loro posto e aspettavamo. Ognuno di noi aveva l’abitudine di portare sempre la penna in bocca! Le compagne non mi piacevano, ma Angela si. Lei frequentava un’altra quinta. La incontrai per la prima volta sul lungo corridoio che dal cortile esterno portava alle aule del piano terra. Aveva boccoli biondi che le sfioravano appena le spalle. Due gocce blu, incastonate tra chiare sopracciglia e gote rosse, fissarono per un breve attimo i miei occhi curiosi. Lei somigliava così tanto alla grande bambola che mamma teneva in mezzo al letto matrimoniale. Provai tanta tenerezza, lei riprese il suo cammino, mentre il mio sguardo non smisi di seguirla. Ritornai a casa di corsa per vedere se la bambola era al suo posto. Tutte le mattine mi mettevo davanti il portone della scuola e aspettavo quella bambina. Un uomo anziano, probabilmente il nonno, l’accompagnava davanti il cancello, le dava un bacio e andava via. Lei passava sempre davanti a me, si fermava per un attimo, mi fissava con i suoi grandi occhi blu e continuava per la sua strada. La bontà della sua espressione mi faceva stare bene. Respiravo a pieni polmoni, a volte invece, mi mancava l’aria. Non sapevo perché, ma ero felice. Le settimane passavano veloci e si avvicinava il Natale. Come tutti giorni, il nonno l’accompagnava, lei si fermava per un attimo davanti a me, mi faceva un sorriso e poi, continuava a camminare. Non provai mai a dirle qualcosa, mi mancava il coraggio, o forse non volevo interrompere quel momento magico. Imparai a costruire dei piccoli cuoricini che si aprivano a ventaglio e sui quali scrivevo: “Vola colomba, vola lontano, vola da Angela e dille che l’amo.” – “Le rose sono rosse, le foglie sono verdi ma il nostro amore non si perde”. Erano gli ultimi giorni di scuola ed io avevo preparato un regalino per lei. Quello che non sapevo dirle a parole, l’avrebbe detto quel piccolo cuoricino di carta. Era l’ultimo giorno di scuola e avevo pronto il piccolo dono per darglielo davanti il portone. Stavo rileggendo le belle frasi che avevo composto, quando le mani della maestra strapparono il “cuore” dalle mie. Leggeva e rideva, poi quel cuoricino sparì nella sua borsa. Piansi e non vidi più quella bambina. Venni respinto! Pensavo che Mamma mi avrebbe picchiato, e invece fu molto comprensiva, e mi disse: “ Non ti preoccupare, ti rifarai il prossimo anno”.



Gli amanti


Sono passati cinque mesi dall’ultima volta. L’aereo ritarda di trenta minuti, vado al bar a prendere un succo di frutta. Tra mezz’ora potrò stringerla tra le mie braccia. Sommando le ore che abbiamo trascorso insieme in due anni, non arrivano a duecento, poco più di una settimana. Adesso trascorreremo sette giorni insieme, un vero record.
Il nostro incontro è stato del tutto casuale. I miei allievi erano impegnati in attività di stage professionale in un albergo a Siracusa. Io ero il loro tutor. Mi stavo recando nella hall per vedere le tirocinanti in servizio, quando dal bar si sentirono risate chiassose e fastidiose. Quelle due ragazze sono sempre le stesse, pensai. Non hanno mai il senso della misura, dovrò riprenderle aspramente. Non erano sole! Chiuse a cerchio, con le altre compagne, ridevano di cuore e non si curavano affatto del proprio ruolo. Mi avvicinai furibondo, e, afferrate le prime braccia che mi capitarono tra le mani, interruppi quel movimento circolare. Come un fiore che si apre al mattino vidi in mezzo a loro una creatura di rara bellezza. Capelli rossi, labbra carnose e sguardo intenso. Lei, non rideva più. Rimanemmo per qualche secondo immobili, come due statue, poi mi disse: “carissimo professore le sue allieve sono molto gentili ed educate, vorrei fare delle foto con loro, e con lei, le dispiace?” Affatto risposi, ne sarei onorato. Più tardi, davanti l’albergo, mi invitava per una passeggiata. Ortigia era bellissima! Visitammo il Duomo e poi ci avviammo per il Passeggio Aretusa, verso la “Fonte”. Nell’aria si avvertiva l’odore della primavera. Sentori assopiti si risvegliavano dentro di me. Le narrai la storia di Aretusa ed Alfeo, di come l’ancella di Artemide scappò sull’isola di Ortigia per sfuggire al figlio del dio Oceano. Lei mi fissava negli occhi, così intensamente, da farmi perdere ogni tanto, il filo del discorso. Riprendevo il racconto quasi balbettando. Così, Artemide, trasformò la ninfa in fonte, mentre Zeus, commosso dal dolore di Alfeo, lo mutò in fiume. Poi le indicai l’acqua e il papiro, e le dissi: “vedi il movimento di quella piccola corrente marina che entra da quella apertura? É Alfeo, che percorre tutto il mar Ionio per unirsi alla sua amata. Questo è il loro nido d’amore!” Ebbi il tempo di finire quella parola che, profumi di mirtillo e gelsomino, si fusero con il mio alito. Erano morbide le sue labbra! Mi sentii mancare il respiro, mentre il venticello fresco del mare accarezzava i miei capelli. Mano nella mano ritornammo in albergo. Accidenti! Ancora mezz’ora di ritardo. È uno stillicidio! L’ultima volta mi portò quel bel servizio di bicchieri di cristallo di Boemia degli anni quaranta. Peccato che durante il viaggio se ne ruppero due. Non si può credere la sua passione per le porcellane: Meissen, Royal Copenhagen, Sylvac Beswick, Limoges. Com’era spiritosa quando si burlava di me. Confondevo le ceramiche con le porcellane. Ma quante fotografie sulla porcellana mi ha spedito? Cinquanta, cento, ma quante saranno? Dalle foto, la sua casa di Hamburg sembra un museo. Quest’anno ha trascorso il Natale a Kolobrzeg. Chissà che freddo a quella longitudine e quanta neve! Ritornare nella sua Polonia è per lei sempre un grande dolore. A differenza della figlia Carola, che ha deciso di non metterci piede, lei continua ad amare ed odiare quella terra.
Anche a Travenmünde c’è stata tanta neve. La sua barca è stata portata al cantiere. Chissà dove si è riparata la simpatica anatra della foto!
Solo quattro anni prima ero stato ad Hamburg con gli studenti. Ma l’escursione a Lübeck e Travenmünde si rivelò una gradita sorpresa. Ricordo che l’aria frizzante del mar Baltico contrastava con l’odore intenso dei wurstel alla brace. Peccato che quella mia fotografia di Travenmünde non le è mai arrivata. Ho preparato il suo soggiorno siciliano con cura e amore. Argo! Guarda il monitor! Il nostro aereo è atterrato da quindici minuti! Vieni, corriamo agli arrivi! Caro amico mio a quattro zampe, sono anni che non posso più partire. L’amore che ho per te mi ha trasformato come Aretusa, l’antica fonte, dove ho conosciuto l’amore. Eccola! Arriva! Ti amo mio novello Alfeo, so che dipartirai ancora lontano da me, ma so anche che ritornerai sempre da me.


Amore inconfessato


Stare seduto, scrutare l’orizzonte e lasciarsi prendere dai propri ricordi è una cosa meravigliosa, anche se ciò accade così raramente. Il frenetico ritmo delle nostre azioni quotidiane, le vibrazioni dell’inquinamento acustico nell’aria che respiriamo, non ci permettono di raggiungere quella dolce quiete, necessaria, per riconquistare il nostro equilibrio interiore.
A volte basta una sola immagine, una di quelle visioni che abbiamo cercato per tutta la vita ed alla quale siamo molto legati, ma, per vari motivi, non riusciamo a goderne pienamente. In ogni tappa importante della nostra vita abbiamo bisogno di focalizzare la nostra cara immagine, per pescare dentro il pozzo dei ricordi le esperienze e le emozioni più significative del nostro vissuto. Sono seduto sul terrazzo della mia casetta di pescatori e contemplo l’immagine a me più cara: il mare. A poco a poco affiora alla mia mente il viso di lei. I suoi capelli rossi e le sue lentiggine. Non so se tornerà, dopo tutte quelle delusioni amorose. Riusciva, in apparenza, ad essere serena e mi accoglieva sempre con un sorriso. Poi, quella volta, la vidi piangere sul lungo mare. Aspettavo da tanto quel momento, finalmente da sola! Non ebbi il coraggio di fermarmi e aprirle il mio cuore. Non so se si presenteranno altre occasioni come quella. Quindici anni di differenza sono tanti, ma l’amore azzera le distanze. Sono un instancabile single e voglio ancora sognare! In fin dei conti un anno passa presto e lei tornerà, non può stare lontana dal suo mare. Io sarò lì per confessarle il mio amore. Voglio dirle di tutte le mie innumerevoli insonnie d’amore, di tutte le mie inspiegabili gelosie, di tutti i miei silenzi, di tutte le mie angosce, di tutti i miei pregiudizi, di tutto il mio amore. Lei viene spesso a casa mia, le dirò di restarci per sempre!

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Daniela Micheli
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   08/03/10, 11:46 pm

PDG, la password è attivata.

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Mario Malgieri
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 08:15 am

Buongiorno PdG di oggi, una tiratina di orecchi a quella di ieri per essersi svelata prima del tempo, probabilmente un peccato di gioventù Wink

Una prima considerazione banale, da orso brontolone: a quando il funerale? Shocked
Di cosa? Ma del punto e a capo!
Visto che per te è morto.
Seconda considerazione ursina: va bene che sono storie d'amore (a proposito, tenerissima la prima), ma la parola "amore" ripetuta quattro volte in cinque righe è un tantino ridondante, almeno per i miei gusti.
Terza e ultima spulciata: sono rimasto un attimo perplesso, scratch poi ho capito: hai scambiato latitudine con longitudine. E' la latitudine che determina se sei ai tropici a sudare oppure nell'impronunciabile Kolobrzeg a battere i denti.
Ciò detto, i tre racconti brevi, pur non essendo originalissimi (la cotta per la compagna di scuola in primis), si fanno apprezzare per un qualcosa di spontaneo, un poco ingenuo, delicato e vagamente retrò.
Alla prossima, e perdona questo brotolorso canuto. Molto felice

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Rita Paleari
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 08:53 am

Tre delicati racconti, che affondano in tre stagioni dell'amore. Ovviamente il più ingenuo e speranzoso è il primo, il secondo forse è l'unico realizzato, il terzo uno sguardo melanconico ad un ieri tutto sommato ancora futuribile.
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Claudio Esposito
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 12:23 pm

Questo secondo round s'avvia verso la conclusione. I tre brevi racconti di oggi non sfigurano tra gli altri, anzi, si fanno apprezzare per spontaneità, delicatezza e sottile gusto malinconico.
Per quanto riguarda la forma, c'è qualche piccolo refuso qua e là, ma non importante.
Un "brava" dunque alla Penna del Giorno, che ama, come la maggior parte di noi, "..focalizzare la nostra cara immagine, per pescare dentro il pozzo dei ricordi le esperienze e le emozioni più significative del nostro vissuto".
E questo è il succo dell'amore, la sua essenza, anche dopo tanti anni dal suo primo manifestarsi.

Ciao Penna, un abbraccio flower
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Mario Malgieri
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 04:04 pm

La Penna del Giorno e fuggita col suo amore a Kolobrzeg Shocked
Ma non ce n'era bisogno: fa un freddo boia pure qui!

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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 04:36 pm

PENNAAAAAAAAA!!!!!! DOVE SEIIIII!!!!!
FATTI VIVA!!!! Question
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 04:39 pm

Personalmente gradisco molto i racconti brevi.
Anche il tornare indietro è una costante dei miei scritti, quindi cara PdG ... promossa !

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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 06:22 pm

Evidentemente le mie spiegazioni alle new entry non vengono recepite, sia in termini di autori che di commentatori...
Abbiate pazienza, ragazzi... Evidentemente è colpa mia e della mia latitanza.
No comment sulla pagina, per par-condicio con le altre.
Questa è l'ultima del round, stasera il chi ha scritto cosa e la nuova proposta se riesco a concretizzarla, con una premessa che qui scrivo e repeterò nella nuova proposta:
1) se chi manda la pagina non indica musica e immagine, la pagina andà nuda e cruda;
2) le new-entry saranno messe non all'inizio ma alla fine affinchè capiscano il funzionamento e possano chiedere nel caso.
3) per questo round erano previsti un tot di caratteri e parecchi di voi sanno che li ho respinti al mittente: non lo farò più, saranno problemi vostri se non rientrate nei parametri stabiliti e chiedo la collaborazione di tutti circa questo "controllo".
Scusate lo sfogo, che forse non è nemmeno lecito lasciare vista la mia latitanza. Ma le cose stanno sistemandosi e ritroverò la voglia di leggere e commentare, al di là del cazzeggio serale che ora, perdonatemi, è ciò che preferisco.
Scusa PDG dell'invasione, ma se non avevi capito come funzionava potevi scrivermi...

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Da usarmi con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
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Luca Curatoli
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 07:48 pm

queste storie d'amore salutano questo round, senza la pdg... magari è partita per un viaggio!

(ci lascia una scrittura scorrevole come si suol dire: si legge a pelo di storie un po' tutte simili ma con il loro profumo. ricorderò quella bimba simile ad una bambola. e neanch'io capirò mai la differenza tra porcellana e ceramica)
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Natascia Prinzivalli
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 10:09 pm

Magari sarà partita per un viaggio d'amore

____nat

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"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
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Annamaria Giannini
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 10:47 pm

Pdg.....domani ti tiriamo le orecchie quando sapremo il tuo nome (sorrisolargo)

Storie delicate, con qualche imprecisione. Un buon esordio comunque.
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turirubino
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MessaggioOggetto: Re: Le storie d'amore   09/03/10, 10:58 pm

ciao pdg (ma dove sei?), ciao a tutti e scusate il ritardo ma è stata una giornata fitta fitta.
sarò brevissimo, contrariamente al mio solito, ma brontolante quanto basta.
Tre raccontini non ne fanno uno.
Il tema che li unisce è l'amore, ok, ma restano tre pezzi slegati fra loro.
Più apprezzato il primo, senza dubbio. Trovo il secondo un po' appesantito dalla vicenda del mito e il terzo... beh, si riduce a un soliloquio non molto originale.

_________________
Turi
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