per Fortunata
Guarda, quello è il Vesuvio, mi dico da solo.
Facendo coincidere gli anni della montagna
con quelli di mia nonna. Ricordo e cammino
- Mi perdoni, dov’è la camera mortuaria? -
Seguo le indicazioni di un camice bianco.
Vorrei attardarmi. Questo momento non lo
avrei mai voluto. Vivere. Solo in questo
tempo, lo so, è possibile stare. E’ la relazione
che conta. La montagna abbraccia scatole
d’ospedale. Sarà sempre così per me.
Lei la vedeva da dietro ai vetri. Poi venne
il profilo del palazzo per i terremotati... la
metropolitana collinare. Le piacevano quelle
luci di notte. Quando era sola.