Non c'è niente da fare, quando ti capita una notte di queste cento anguille ti escono prepotenti dalle orecchie, impossibili da riacchiappare.
Sgusciano cieche subito sparendo in nebbiosi anfratti, e quasi mai le riacciuffi.
Un acufema ti fischia dentro. Puoi contare fino a diciassette, ma lui non ti lascia scampo.
Ti alzi rischiando di andare a pisciare nel frigorifero, solo la sete ti salva invertendo il ciclo dei liquidi all'ultimo momento. Domani ti aspettano, e tu sarai prostrato. Conti i minuti che ti restano d'improbabile sonno. Un'altra anguilla intanto, mentre ti sfugge, sussurra maligna: ti preoccupi dei minuti, povero fesso, e non ti accorgi degli anni che rotolano, pietre cassandre ad annunciare la frana.
Lei dorme, e non c'è nessuno per chiedere qualcosa. Se la svegliassi, al massimo ti spedirebbe a quel paese. E anche Dio, con tutto il bene che gli vuoi! Non si fa mai sentire, manco telefona. Sparito anche lui.
Domani, domani, devi dormire perchè presto arriva domani. Ma c'e l'ha un senso tutto questo lavorio, questo scorrere senza ritorni, senza traguardi? Domande da seghe mentali, lo so.
Astenersi prego da risposte retoriche.
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... mi ritrovai per una selva oscura... Ed ancor oggi son qui che brancolo nel buio!