
Alki, oltre a piacermi i tuoi versi di "vetro", mi hanno ricordato questa mia (non so se l'ho già postata) che di corsa parla ...
te la dedico per affinità dialettica, cioè per contrasto o legami cosmici, fai te, che riesci sempre a cogliere l'impercettibile ...
A FINE CORSA…In un pozzo senza fine scivolo
La vecchia favola-lenza abbozzo:
Un prodotto già in scatola d'oro
Per un botto più canoro e cupo
D'un pupo rotto o angelo canuto?
Caduto finito anch'egli nel dirupo!
Ah voragine dei miei stivali
Madre dei miei mali e prurigine
Amara vergine con leggiadre ali
Quelle a cui appendo la vita cara!
Ma tu implodente pertugio nero
Inconcludente rifugio vero
Aspiri il cero grigio mio Ente
Di giri e capovolte: sfinimento
Lamento per il peggio a fine corsa.Ormeggi insidie morse strette
Che in arpeggi tra medie paure
Scure forse a te in sogno predette:
Non c'è soluzione! E pian piano cedi
Tua condizione d'umano alludere…
All'ingiusto non c'è cura né ripiano
Solo un mesto intrico da scorrere!
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