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liesma Top

Registrato il : 18/03/08 Messaggi : 283
| Oggetto: peonie e veleni 07/05/08, 05:24 pm | |
| Caro diario ti scrivo E’ strano, ho mille cose da fare, che mi pressano, un mal di testa infinito, l’ansia del non riuscire a terminare nulla, ma una pagina bianca di word ha un fascino a cui non so resistere. Mi pare quasi di non poter far altro che incidere dei segni, annotare parole, rimestare ricordi, insomma fare la puntuazione della mia vita, quasi non esistessi, come se non la vivessi, se non la scrivo. Sono ben conscia della fallacità della memoria, di conseguenza ecco la puntuazione, talvolta in forma di diario, o forse grimonio, per seguire gli sviluppi della mia crescita e apprendere dai miei inevitabili errori, od anche, a volte, per rivivere le emozioni di quei momenti che per l’eterno divenire sono certamente passati. Tu lo sai bene che sono i nostri pensieri che formano il volto e gli donano espressione, sono i nostri pensieri che determinano i gesti, il portamento e l’aspetto. Sono potenza magica i nostri pensieri, invisibili all’occhio, ma profondamente veri, saporosi, profumati, colorati, come una fragola colta al limitare di un bosco. E nuovi, rinnovati, in continuo movimento, in un eterno divenire che fa scaturire l’essenza del nostro carattere. In perfetta simbiosi con la natura che tutto rigenera. Si è mai visto un serpente che contorcendosi reindossa la sua vecchia pelle? La natura non porta nulla di vecchio, non risparmia mai, si rimette in gioco ogni giorno, a differenza del genere umano, crea ogni momento piume, colori, fiori, frutti multicolori, altrimenti tutto diventerebbe grigio, proprio come noi. E il firmamento lassù avrebbe lo splendore polveroso di un negozio di rigattiere in un mercato pulcioso. Allora mio caro diario, oggi mi piacciono i colori, te ne voglio parlare un pochino. Ho visto ier l’altro un mare di colori, tanti, ma così tanti che bastavano persino a me. Un pittore pazzo aveva mischiato una tavolozza infinita, dai rossi carnosi, ai gialli squillanti, passando dai bianchi più gelidi ai caldi marroni, con incursioni nel rosa che sapeva di infante al panna cremoso di un gelato lussuoso. Un mare di fiori, di tutte le altezze e di tutti i colori, una distesa infinita di peonie nel massimo del loro fulgore. E’ stata emozione, è stato perfetto, è stato infinito, è stato un istante perché sapevo benissimo che il giorno dopo non sarebbe stato così. Un fuoco che arde, che tutto consuma, irripetibile e per questo perfetto nella perfezione dell’attimo. Amo le peonie e vederle così è stato un regalo prezioso e gradito del mio amico P. Tu conosci P. vero? No, è vero, non ti ho mai parlato di lui. Ci siamo conosciuti secoli fa, ad una cena importante, a casa di un’amica di mamma che nella vita aveva uno scopo, combinare matrimoni. Mia madre la chiamava sensale e a questa cena ci aveva piazzati vicini. Era bellissimo allora, di una stronzaggine infinita, mettendo persino me in difficoltà, posto che riesco a conversare anche con le rape. Alla fine un punto in comune, fiori e giardini. E qui cascò eufemisticamente l’asino. Con aria annoiata e molto scontata mi chiese se usavo il topiatore. In quel momento non avrei ammesso, neanche sul cavalletto della tortura, che non sapevo cos’era. La risposta ovvia fu che certamente usavo il topiatore. E lì iniziai ad apprezzarlo perché mi chiese subito con che frequenza. Di certo arrossii e me la cavai con un disinvolto “stagionale”, accolto con un sorrisetto di sufficienza. Passai una sera d’inferno chiedendomi cosa diavolo gli avevo detto e P. continuava a osservarmi di sottecchi con un sorrisetto beffardo. Non vedevo l’ora di poter correre a casa cercare su un dizionario cosa cavolo avessi detto. La serata finì e finalmente riscoprii cos’era, mandando pensieri appuntiti al buon Plinio che mi era proprio passato di mente. Il giorno dopo mi telefonò e ridendo mi disse che era un test che faceva alle “signorine da marito” che cercavano di appioppargli. Risi anch’io, gli confessai quanto lo avevo detestato e da allora divenimmo grandi amici. I nostri compagni, stagionali o annuali, qualcuno perenne o quasi, sono sempre stati incidenti di percorso nella nostra vita. Insieme abbiamo visitato giardini, comprato piante, raccolto frutta, riso come matti, senza mai condividere nulla con i compagni ufficiali, che non la prendono mai molto bene. E’ stato la vittima dei miei entusiasmi etnici culinari, gli ho fatto praticamente mangiare di tutto, tutto quello che preparavo tornando entusiasta da un viaggio. Dall’insalata di capperi, all’alce imbottito, passando dal miglio senegalese con qualche incursione in cucine orientali. E’ l’amico che nel periodo di mio massimo interesse per l’angiologia, passato peraltro, si è travestito da angelo, con tanto di cetra e ali rituali e si è appeso con una carrucola ai tigli del viale per mandarmi una foto. E io che ho osservato con pura malizia che gli si vedevano i piedi. Sono stata anche la prima persona cui ha telefonato quando è morta sua madre. E’ stato anche quello a cui brutalmente, parlando della sua separazione, ho detto che con quegli alimenti, considerata la durata del suo matrimonio, l’età della moglie, di certo le sue erano state le scopate più care del mondo. Non mi pare che l’abbia presa molto bene. Poi l’altro giorno al telefono mi ha detto che mi portava a vedere i colori. Me lo sono visto arrivare su una moto fiammante, inadatta ad entrambi e un pochino volgare, dicendomi che col traffico che c’era per strada, l’unico modo era andare così. Neanche morta avrei ammesso che non è che mi piacesse così tanto sfrecciare ai 150 su strade trafficate, ma tant’è che siamo arrivati. Lo spettacolo mozzafiato, ammetto che ne valeva la pena, ma, e c’è sempre un ma, P. che doveva cavarsi il dentino delle scopate costose, mi guarda dicendo: “Sai, capisco perché ti piacciono le peonie. Sono sontuose, decadenti, un po’ sfatte, proprio come te. Poi dai, con l’età hai imparato a usare i colori e anche tu difficilmente sbagli abbinamenti”. Caro diario lo odio, giuro, lo odio, nessun veleno è abbastanza potente, prometto e giuro che mi vendicherò. Un po’ sfatta, decadente, ho imparato ad usare i colori. Grrrrrrrrrr, lo odio, capisci perché dovevo scriverti, rischio di dimenticare quanto sono incazzata. l. |
|  | | gea Top


  Età : 45 Registrato il : 16/01/08 Messaggi : 813 Localizzazione : alla stazione
| Oggetto: Re: peonie e veleni 07/05/08, 06:20 pm | |
| bella!
Ma che vuol dire grimonio? mo me lo cerco sul vocabolario....  |
|  | | Daniela Micheli Admin


Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 6131 Localizzazione : Qui sopra
| Oggetto: Re: peonie e veleni 07/05/08, 09:58 pm | |
| Oggi pomeriggio avevo anche io mille cose da fare, continuavo a guardare le carte senza vederle e mi sono decisa che era meglio che uscissi dal lavoro, avevo voglia di telefonare ad una voce amica. L'ho fatto e mi ha fatto bene, la rabbia è svanita con parole sentite. Tu, invece, hai scritto una pagina di diario e forse avrei dovuto seguire il tuo esempio, solo che credo che la pagina di word si sarebbe riempita di cose che poi non potevo più vantarmi nel dire, di me stessa, che la classe non è acqua. A te invece è riuscito benissimo... dire, dire e dire ancora. Sei bellissima qui, in mezzo ai colori, sulla moto e coi capelli che svolazzano sulla fronte da sotto il casco... Mi piace entrare nelle tue pagine di diario, é un modo [delizioso] di vederti dove sei, con chi sei e di conoscere un pezzetto di te ogni giorno di più. Poi mi sarei incazzata come un picchio pure io ad essere paragonata ad una peonia decadente, un po’ sfatta, per i colori mi sto attrezzando ma ci arrivo ché son di coccio. I veleni.... lasciamoli decantare Liesma, lasciamo parlare il Signor Tempo ché lui ha sempre la verità in tasca. Bellachesei, pure incazzata  |
|  | | Ginevralapazza Top


Registrato il : 13/12/07 Messaggi : 955 Localizzazione : Samarcanda
| Oggetto: Re: peonie e veleni 08/05/08, 06:12 am | |
| Non parlatemi d'inkazzature in questo periodo! Strapperei il cuore al mondo per darlo in pasto al mio cane.
Sfatta e decadente...io gli avrei messo la moto a tracolla.... cmq, se ti può consolare da poco un uomo mi ha definito :edonista, affetta da solipsismo, degna rappresentante di una cultura occidentale decadente. Ozzac, mi son detta.
____gin _________________ "Io se fossi un uomo, sarei già innamorato di te. Per quello che scrivi, per come lo scrivi. E io, se fossi un uomo, avrei timore di te, per come scavi profondo, senza dar modo di poter dire, tanto è vero quello che dici. " Rubinia.
www.youtube.com/watch?v=4_EkUDZ-MqA |
|  | | sorcio Star


  Età : 44 Registrato il : 08/01/08 Messaggi : 2816 Localizzazione : in bilico
| Oggetto: Re: peonie e veleni 15/05/08, 01:54 pm | |
| dici che si puo' scrivere un diario così bene? dici che potremo mai usare questo piacere, solo per noi? e ci sarà scritto da qualche parte dell'istinto. molto bello quello che si vede.brava. _________________ abra abra cadabra. |
|  | | Massimo Guisso Star


  Età : 52 Registrato il : 07/01/08 Messaggi : 6867
| Oggetto: Re: peonie e veleni 15/05/08, 02:03 pm | |
| Urca, che pagina!!! nel contempo raffinata & ricca di humour!!! Capisco: mi sta succedendo lo stesso con "grimonio"... Che casso è?? In compenso, io da giovane ho sempre usato il TOPATORE: gnocca detector da spiaggia...  _________________ Scrivere può essere solo un passatempo. |
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