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" E' difficile rimanere imperatore..."

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Ginevralapazza
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MessaggioOggetto: " E' difficile rimanere imperatore..."   05/05/08, 04:24 pm

Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis,
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos...


P. Aelius, Hadrianus, Imp.

" Mio caro Marco,

Sono andato stamattina dal mio medico, Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che mi visitasse a digiuno ed eravamo d'accordo per incontrarci di primo mattino. Ho deposto mantello e tunica; mi sono adagiato sul letto. Ti risparmio particolari che sarebbero altrettanto sgradevoli per te quanto lo sono per me, e la descrizione del corpo d'un uomo che s'inoltra negli anni ed è vicino a morire di un'idropisia del cuore. Diciamo solo che ho tossito, respirato, trattenuto il fiato, secondo le indicazioni di Ermogene, allarmato suo malgrado per la rapidità dei progressi del male, pronto ad attribuire la colpa al giovane Giolla, che m'ha curato in sua assenza. È difficile rimanere imperatore in presenza di un medico; difficile anche conservare la propria essenza umana: l'occhio del medico non vede in me che un aggregato di umori, povero amalgama di linfa e di sangue. E per la prima volta, stamane, m'è venuto in mente che il mio corpo, compagno fedele, amico sicuro e a me noto più dell'anima, è solo un mostro subdolo che finirà per divorare il padrone. Basta... Il mio corpo mi è caro; mi ha servito bene, e in tutti i modi, e non starò a lesinargli le cure necessarie. Ma, ormai, non conto più, come sostiene ancora Ermogene, sulle virtù prodigiose delle piante, sulla dosatura precisa di quei sali minerali che s'è recato a procurarsi in oriente. È un uomo fine; eppure, m'ha propinato formule vaghe di conforto, troppo ovvie per poterci credere; sa bene quanto detesto questo genere d'imposture, ma non si esercita impunemente più di trent'anni la medicina. Perdono a questo mio fedele il suo tentativo di nascondermi la morte. Ermogene è dotto; è persino saggio; la sua probità è di gran lunga superiore a quella d'un qualunque medico di corte. Avrò in sorte d'essere il più curato dei malati. Ma nessuno può oltrepassare i limiti prescritti dalla natura; le gambe gonfie non mi sostengono più nelle lunghe cerimonie di Roma; mi sento soffocare; e ho sessant'anni.
Non mi fraintendere: non sono ancora così a mal partito da cedere alle immaginazioni della paura, assurde quasi quanto quelle della speranza, e certamente assai più penose. Se occorresse ingannarmi, preferirei che lo si facesse ispirandomi fiducia; non ci rimetterei più che tanto, e ne soffrirei meno. Non è detto che quel termine così vicino debba essere imminente; vado ancora a letto, ogni sera, con la speranza di rivedere il mattino. Nell'ambito di quei limiti invalicabili di cui t'ho fatto cenno poc'anzi, posso difendere la mia posizione palmo a palmo, e persino riconquistare qualche pollice di terreno perduto. Ciò nonpertanto, sono giunto a quell'età in cui la vita è, per ogni uomo, una sconfitta accettata. Dire che ho i giorni contati non significa nulla; è stato sempre così; è così per noi tutti. Ma l'incertezza del luogo, del tempo, e del modo, che ci impedisce di distinguere chiaramente quel fine verso il quale procediamo senza tregua, diminuisce per me col progredire della mia malattia mortale. Chiunque può morire da un momento all'altro, ma chi è malato sa che tra dieci anni non ci sarà più. Il mio margine d'incertezza non si estende più su anni, ma su mesi. Le probabilità che io finisca per una pugnalata al cuore o per una caduta da cavallo diventano quanto mai remote; la peste pare improbabile; la lebbra e il cancro sembrano definitivamente da escludere. Non corro più il rischio di cadere ai confini, colpito da un'ascia caledonia o trafitto da una freccia partica; le tempeste non hanno saputo profittare delle occasioni loro offerte, e sembra avesse ragione quel mago a predirmi che non sarei annegato. Morirò a Tivoli, o a Roma, tutt'al più a Napoli, e una crisi di asfissia sbrigherà la bisogna. Sarà la decima crisi a portarmi via, o la centesima? Il problema è tutto qui. Come il viaggiatore che naviga tra le isole dell'Arcipelago vede levlevarsi a sera i vapori luminosi, e scopre a poco a poco la linea della costa, così io comincio a scorgere il profilo della mia morte....."

Questa pagina è tratta dalle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, per me il libro in assoluto più bello, che abbia mai letto.

Confesso, che alcuni passaggi mi hanno commosso sino alle lacrime.

Grazie a chi leggerà.

___gin
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Tu dormi. Achille, né di me più pensi, / vivo m’amasti, e morto mi abbandoni».
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   05/05/08, 04:38 pm

Grazie per avermelo fatto conoscere..

Isobel
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Pecoranera
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BilanciaScimmia
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   05/05/08, 05:19 pm

E' una pagina memorabile, grazie a te Gin! Sapevo di andare a colpo sicuro.

Diego
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rubinia
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ScorpioneBufalo
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   05/05/08, 05:20 pm

Dead man walking...lo siamo tutti, anche gli imperatori.
Grazie della condivisione Gin.
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Massimo Guisso
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GemelliScimmia
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   05/05/08, 06:02 pm

Bhè, secondo Socrate la morte libera dalla malattia (della vita)...
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Scrivere può essere solo un passatempo.
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   05/05/08, 06:06 pm

grazie! lo amo anch'io... quando mio nipote è nato aveva gli occhi aperti, cosa che non capita di solito. ho ripensato al libro, e ho amato quel bambino ancora ancora di più, come se fosse possibile...
grazie davvero!
B
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TartaMara
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   07/05/08, 09:21 am

poche volte mi è capitato di riconoscere subito, alle prime parole.
Sì, capita con le poesie ma difficilmente con un estratto di narrativa.
Ho saltato subito tutto per vedere se fosse vero quello che pensavo, alla fine del brano.

Il più bel libro mai letto, anche per me.
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TartaMara
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   07/05/08, 09:22 am

Ah , senti, qualcosa di altrettanto bello è il De Amicitia di Cicerone..
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liesma
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   07/05/08, 10:55 am

personalmente mi sono ritrovata maggiormente nell'opera al nero gin
posso mandarti una piuma della memoria, ti cito solo due parole....
cras amet
con simpatia
l.
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Ginevralapazza
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   07/05/08, 01:54 pm

liesma ha scritto:
personalmente mi sono ritrovata maggiormente nell'opera al nero gin
posso mandarti una piuma della memoria, ti cito solo due parole....
cras amet
con simpatia
l.


Grazie per la citazione..già

Ricambio la simpatia e la stima.

___gin
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Ginevralapazza
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   07/05/08, 01:57 pm

TartaMara ha scritto:
Ah , senti, qualcosa di altrettanto bello è il De Amicitia di Cicerone..


E le lettere a Lucilio di Seneca?

Riescono sempre a confortarmi....forse sono stoica senza saperlo! Mah..

_____gin
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Daniela Micheli
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   07/05/08, 09:03 pm

C'è un comune amico, Gin, che mi ha consigliato la lettura di questo libro, assieme a Il male oscuro di Berto.
Sono settimane che ne rimando l'inizio, credo perchè so in partenza che troverò dolore, troppo dolore ed ora non è il momento giusto. Stasera però, grazie alla lettura che tu mi proponi, mi sono decisa.
Grazie, Signora Gin, con affetto e stima sempre.
________D_____________
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Daniela Micheli
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   18/08/08, 02:21 pm

Cras amet qui numquam amavit; quique amavit cras amet:
Ami domani chi mai amò e chi amò ami anche domani


ed io apprendo, grazie a voi, una splendida citazione, rimproverandomi, ancora una volta, di aver letto poco, troppo poco.


P.S. Sono tornata perchè la nostra ultima iscritta ha chiesto un parere sul libro dal quale hai tratto questa tua lettera e ho letto il commento di Liesma. Bello tutto ciò, mi devo decidere a leggerlo, anche per poter ringraziare un comune amico.
Ciao, Madame Gin :-)
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Musa
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ToroCane
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MessaggioOggetto: Re: " E' difficile rimanere imperatore..."   20/08/08, 12:23 pm

Non conoscevo questa autrice.
Ora mi cercherò il libro.

Grazie, Gin, qui apprendo ogni giorno.
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