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MATRIMONIE D'AMORE (di MODESTO DELLA PORTA)

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michael*santhers
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Registrato il : 06/01/08
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MessaggioOggetto: MATRIMONIE D'AMORE (di MODESTO DELLA PORTA)   21/03/08, 05:09 am

Si sa gna va: che dàjje dàjje e dajje,
la cipullette ti divente àjje.
E ccuscì fu. Nu povere cucchïre,
che da tre anne stave a chela case,
tenè la signurine vocche e nase,
s'annamurà. Nu 'ccinne e nu suspire…
fintante che je s' incallà le vene
e je le disse: "Gué, ti vujje bbene…"
II
La signurine 'n c'ere tante male
e solde 'n se ne parle…'nche la pale.
Però tenè' nu picquele difette,
che mezze mezze l'avé rruvinate;
a n'ucchie 'n ci vedè', ere cecate!
Perciò sentenne fa chelu pruggette
'n si uffennì, 'n si fece maravije
e poche dope ne parlà 'n famije.
III
"La fija mè' pe' spose a nu cucchïre?
-fece la mamme- mo le stave a dire!"
Lu patre, immece, che tenè' cchiù tatte,
j'arispunnì: "Che serve 'stu disprezze?
La mercia 'varïate a metà prezze…
La fija nostre te' na cataratte,
cullù' è belle, ma sta 'mmane a Criste…
Falle spusà': la nubiltà s'acquiste…"
IV
Spusà'! Chelu cucchïre, 'nche le guante,
parè' nu prufessore, e ogne tante
vasciàve l'ucchie ceche a la signore…
"Madonna mè, ma vasce a st'atru late",
dicè' la mujje. "No, 'ss'ucchie cecate,
i quesse hàjj'a vascià, pecchè a chest'ore,
se 'ss'ucchie ere sane e vedè bbone,
i' stasse ancore a bbasse pe' garzone!
I
-------------TRADUZIONE----------------------

Si sa com'è: che dagli, dagli e dagli.
anche le cipolle diventano agli.
E così fu. Un povero cocchiere,
che da tre anni stava in quella casa,
stando con la ragazza viso a viso,
s'innamorò. Un cenno ed un sospiro…
finchè gli bollì il sangue nelle vene
e glielo disse: "Ehi, ti voglio bene…"
II
La signorina non era niente male
e soldi da non dire… con la pala.
Però aveva un piccolo difetto,
che l'aveva in parte rovinata:
da un occhio non vedeva: era cieca!
Perciò sentendo far quella proposta
lei non s'offese, non si fece meraviglia
e poco dopo ne parlò in famiglia.
III
"Mia figlia in sposa ad un cocchiere?
-disse la mamma- proprio ora lo dicevo!"
Il padre invece, dotato di più buon senso,
le rispose: "Che è questo disprezzo?
La merce avariata a metà prezzo…
Nostra figlia ha una cataratta,
lui è bello, ma male in arnese…
Falli sposare: la nobiltà s'acquista…"
IV
Sposarono! Il cocchiere, con i guanti,
sembrava un professore, e ogni tanto
baciava l'occhio cieco alla signora…
"Madonna mia, bacia dall'altra parte",
disse la moglie. "No! L'occhio cieco,
quello devo baciare, perché adesso,
se quest'occhio era sano e ci vedeva bene,
io starei ancora giù come garzone!
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Ultima modifica di michael*santhers il 21/03/08, 05:46 am, modificato 1 volta
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michael*santhers
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Registrato il : 06/01/08
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MessaggioOggetto: Re: MATRIMONIE D'AMORE (di MODESTO DELLA PORTA)   21/03/08, 05:11 am

MODESTO DELLA PORTA

Modesto Della Porta, nato a Guardiagrele (CH) il 21 marzo 1885, dopo le scuole elementari frequentò privatamente una scuola media privata; quindi imparò il mestiere di sarto, che esercitò per tutta la vita, prima nel suo paese natìo e poi a Roma, dove creò una rinomata sartoria dirigendo un piccolo gruppo di artigiani. Non si sposò. Nel 1933 pubblicò il volume di poesie dialettali "Ta-pù". Morì il 23 luglio 1938.
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Almitra Newton
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MessaggioOggetto: Re: MATRIMONIE D'AMORE (di MODESTO DELLA PORTA)   28/03/08, 08:49 pm

"Non si sposò"...
Non gli capitò la sorte del 'suo' cocchiere e preferì una dignitosa solitudine a qualche compromesso infelice?

Simpatica e vagamente dolce, questa satira del "matrimonio d'amore"!
Ciao. Al.
_________________
- Almitra -
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"Non sottovalutare l'amore a prima vista:
molti di noi non riusciranno a passare un secondo esame"
(anonimo)
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