E' sempre la stessa emozione, ogni volta che vedo l'Oceano. Arrivo di solito due, o tre giorni prima della mareggiata, mi trovo un posto isolato e ben protetto dal vento di terra, che potrebbe compromettere il taking off sull'onda. Piazzo la tenda, controllo che la tavola sia a posto, e aspetto. Per qualcuno il Surf è una sorta di religione, ma io non la vedo così. Non è uno sport, non solo, questo è chiaro. Personalmente lo tratto come un fratello, che mi insegna a restare in piedi senza dover necessariamente parlare. Parla con il moto delle onde, con le correnti d'aria che mi assalgono quando, nel mezzo di un tube riding, la parete d'acqua sopra di me si piega fino a formare un tunnel azzurro, e la longboard sotto i piedi inizia a vibrare. Parla con il crescere lento ma continuo dei flussi e delle correnti, man mano che la mareggiata si avvicina, e la distanza fra due onde successive diminuisce, mentre aumenta la loro altezza. E' un momento particolare, quello. Una buona onda deve avere un rapporto altezza/velocità pressoché perfetto. Altrimenti tanto varrebbe andare in un Parco Acquatico. Mentre aspetto, passo diverse mani di paraffina sulla tavola, dal nose al tail, la punta e la coda, dico. Questa occupazione mi rilassa, ormai nemmeno guardo più la tavola mentre procedo; fisso ipnotizzato l'Oceano, e misuro mentalmente la distanza tra un'onda e l'altra, mentre aumentano, e la mareggiata si avvicina. Non vado sempre nello stesso posto, no, perché è difficile trovare condizioni favorevoli per due anni successivi in un punto del Pacifico, e poi mi piace cambiare. Conosco surfisti che, una volta trovata la spiaggia ideale, l'eleggono a loro campo base, e ci tornano sempre. Li chiamano i 'local', in gergo. Io no, mi baso sulle previsioni meteorologiche, e su quel minimo d'intuito, che anni di pratica mi hanno insegnato. No, il Surf non è una religione, per me, e nemmeno uno sport. E' un modo per sentire parlare l'Oceano, con la sua voce silenziosa, fatta di milioni di sfumature, e più profonda e gentile di qualunque altra voce, anche di quella di Dio, forse.
La mareggiata. E' arrivata. Le onde si susseguono ad intervalli regolari, il cronometro superiore perfettamente sincronizzato, e già riesco ad intravedere, fra il bagnasciuga e l'orizzonte, una successione di linee parallele, che coprono tutto il campo visivo. Quelle si che saranno gigantesche, gesù!. Mi alzo in piedi, la longboard sottobraccio, appoggiata al mio fianco. Accarezzo la liscia superficie ancora calda di paraffina e attrito, e rimango così un momento, recitando mentalmente una preghiera al Grande Kahuna e a Jan & Dean. Poi scatto verso l'acqua. Facendo forza sui muscoli delle gambe, cercando di rimanere indifferente allo schianto dei cavalloni, gli spruzzi, e la schiuma dentro cui annaspo fino alle cosce, mantengo la longboard in direzione sulla superficie dell'acqua, finché il moto delle onde non mi avverte che è ora di sollevare i piedi dal fondale, e stendermi sull'asse. E' il primo accenno di volo, quel momento in cui sali sulla tavola e, con le mani batti pigramente il mare agitato, affondando quel che basta per mantenere la direzione. Avanti, ancora un po', e le onde si alzano sopra di te, minacciose e crudelmente sorridenti, la cima frastagliata e biancastra di salsedine, poi s'ingolfano e, pietosamente, passano sotto l'asse, sollevandone leggermente il 'nose', schernendo il timone, ma intanto facendoti guadagnare qualche metro. Di metro in metro, infine, sei dall'altra parte dell'onda, e puoi virare, facendo leva con il braccio semissommerso. Il contatto con l'acqua, a quel punto, è simbiotico. E ti metti a sedere, cavalcioni, sull'asse. E' una vista mozzafiato, quella che si presenta al surfer, quando quest'ultima operazione preliminare è compiuta, e non resta che attendere l'onda. Indescrivibile. Indimenticabile. Poi, senza vederla, ma sentendone la vibrazione che attraversa le correnti, e arriva fino alla tavola, l'onda arriva. Trattengo il respiro, per non disturbare l'equilibrio perfetto che si è creato fra me e l'Oceano. Aspetto il momento giusto. Quando la prima, leggera, carezza dell'onda, amichevolmente ticchetta sul 'nose' della tavola, mi rannicchio e inizio a battere l'acqua con le mani. Senza darmi il tempo di riflettere sulle mie azioni, l'onda mi solleva come fossi una marionetta legata a un gancio nel cielo. Chiudo gli occhi, e con un colpo di reni salto sopra la tavola, allargando le braccia e lanciando un grido silenzioso. Quello che è venuto prima era solo il preludio. Questo è il Surf.
Silenzio frastagliato, fa parte di me. Benedetta assenza di rumore, le onde non urlano, si susseguono lineari e armoniche, sul mare. Io sono sulla spiaggia. Follemente disteso su strati di scogliere morte, frammentate polverizzate divinamente prive di segnali e tracce per archeologi e mistici e professori di ruolo. La sabbia. Sono disteso sulla sabbia, ed è ormai quasi il tramonto. Ho eseguito un tube riding perfetto... cazzo, se l'ho fatto! Dopo quattro scivolate da manuale, elementari, ma le onde non erano granché, gonfie appena da scaldare la tavola, e un tentativo di aerial finito in wipeout, ho avvertito come una voce che mi massaggiava i capelli incrostati di salsedine. E' una voce che chi viene in mare a cercare la velocità conosce benissimo. La voce di una forza elementare che parla attraverso fenomeni e molecole. La riconosci, perché è la stessa che senti quando sei lontano dal mare, e ti cibi di silenziosa attesa. “Arriva!” ha detto quella voce. E mi sono voltato a guardare. L'Onda. Già a vederla così, ancora una cinquantina di metri fra me e l'orizzonte, faceva paura. La paura è un elemento imprescindibile se fai surf. Non aver paura è da incoscienti. Ma gli incoscienti non fanno surf. L'ho guardata, quell'onda, e più si avvicinava, più tremavo. Avevo la pelle d'oca, e non era freddo, anzi. I tendini delle braccia parevano percorsi da cavi elettrici ad alto amperaggio. L'ho attesa, con un sorriso di sfida. Il taking off è stato pressoché perfetto. L'onda mi ha sollevato quasi da sola (ma ero io che governavo la tavola), consentendomi di mantenere un equilibrio statico, pur nel moto in avanti. Mentre la cresta iniziava a sollevarsi, sono scivolato in diagonale, e ci son andato sotto. Il tunnel, qualcuno lo chiama. Cinque metri di parete d'acqua incurvata sulla testa, che si richiude meno a mano che la cresta dell'onda precipita su se stessa. Cinque metri di parete d'acqua, avete idea quante tonnellate? E io dentro, a sfrecciare come un proiettile, tagliando longitudinalmente quella meraviglia mortale! Avete mai provato ad infastidire un gatto? Moltiplicate la sua reazione per qualche miliardo di milioni, ed avrete una vaga idea dell'incazzatura di una forza primordiale interrotta nel suo naturale incedere. Ma è questo il Surf. Mentre il tunnel si chiudeva dietro di me, e io mantenevo un assetto perfetto sulla tavola, a velocità costante, non guardavo la parete sopra di me. Guardavo quella dentro di me, e la vedevo sbriciolarsi. Sono schizzato fuori dal tunnel, nell'attimo in cui la parete d'acqua è precipitata su se stessa, rombando dietro di me il suo Osanna. Un tube riding perfetto. Poi, mi sono lasciato dolcemente cadere in acqua, abbandonandomi alla corrente, che trasportava me e la mia asse verso riva. Steso sulla sabbia, ho baciato il cielo. Tutti sanno che questo è Nessun Luogo. Non è l'Arcadia. Non è l'Inferno. Non è la pista dell'Orda d'Oro. E' una spiaggia. Nascosta. Minima. Invisibile. Solitaria. Qui non ci sono guerre, qui il tempo scorre padrone di se stesso. Il vento insegue i secondi, non ne è trascinato. Svanirà nel nulla, fra diecimila anni. In principio era il Nero. Un nero scuro e denso come un'iride spenta. Poi venne il Mare. Chiudo gli occhi, e ascolto in silenzio il silenzio.
Roberto Sonaglia
Daniela Micheli Admin
Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 8954
Oggetto: Re: Longboard 19/08/08, 10:58 pm
Ciao Roberto/Rutwen. Intanto benvenuto. Non ci conosciamo, ma sono molto amante del cinema. Leggendoti, qui, ora, mi hai descritto con parole ciò che provarono i surfisti di Un mercoledì da leoni e quelli Point Break. E me li hai resi visivamente, perchè il tuo amore per l'onda perfetta, per la sensazione che si prova l'ho sentita. E credo che trasmettere questo, in una pagina, sia moltissimo Molto bravo, grazie di aver accettato l'invito di partecipare al forum, spero ci regalerai le altre pagine che già ho letto e che le vorrai condividere con chi, qui sopra, trarrà gioia nel farlo. Ciao
Daniela
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Grazie a te Daniela, e piacere mio. Complimenti per questo forum, davvero interessante, completo e diversificato. Parteciperò con mie scritti in diverse sezioni, principalmente narrativa, poesia e recensioni musicali e/o cinematorgrafiche, due delle mie più grandi passioni, come penso si intuisca leggendo questo racconto, ispirato proprio ai due film da te citati, oltre che da tonnellate di dischi di musica surf, e in parte minore da certe pagine di Bambarèn. Spero, anzi, son certo, di condividere 'good vibrations' con chi, come me, ha la passione per la scrittura e la lettura, in un luogo, come questo, dedicato alla magia della parola scritta. Ciao
Roberto
Daniela Micheli Admin
Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 8954
Oggetto: Re: Longboard 20/08/08, 08:05 am
Stanotte, dopo averti letto, ho ricordato la scena finale di Point Break (film della Bigelow dal ritmo sincopato, al pari di Strange Days che credo di aver visto almeno cinque volte), quando Keanu Reeves deve arrestare il suo amico Patrick Swayze ma poi lo lascia andare, ad affrontare la grande onda, sapendo entrambi che sarà l'ultima, mi lasciò tutto l'amore di chi si avvicina a questo sport, che come tu dici nella tua pagina non è solo sport, la passione per sentirsi, per qualche istante, padroni di una massa d'acqua, cavalieri di liquido che credo dia una grandissima sensazione di potenza. Abbiamo autori che parlano di musica, autori che parlano di cinema: benvenuto, di nuovo, nel circolo e buona giornata.
D.
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ombra Gold
Registrato il : 26/07/08 Messaggi : 46
Oggetto: Re: Longboard 20/08/08, 08:18 am
Letta con interesse questa pagina.La tua emozione, la guardo la sfioro con te. Conosco quello che descrivi. Spesso mi trovo in Trentino, per lavoro, ho colleghi che amano questo sport, e vado a vederli. Leggendoti ho rivissuto tutto.
"Steso sulla sabbia, ho baciato il cielo. Chiudo gli occhi, e ascolto in silenzio il silenzio."
Mi distendo con te.
Daniela Micheli Admin
Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 8954
Oggetto: Re: Longboard 20/08/08, 09:10 am
Un po' di surf ci sta proprio bene qui sopra....
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Il Surf (soprattutto quello dell'anima) è, metaforicamente parlando, una delle pratiche che più riescono ad avvicinare alla piena consapevolezza del NOI come facente parte di un TUTTO. A differenza di molti sport (ché poi, come detto, il Surf è molto di più, o non solo) il Surfer cavalca l'Onda non per dominarla, ma per diventare un tutt'uno con essa (e quindi con l'Elemento Acqua... anzi, con gli Elementi Acqua e Aria, perchè di essi l'Onda è formata). Nel 'tube riding' poi, la simbiosi ha qualcosa di archetipico, quello che Swimburne definiva il ritorno alla Madre Oceano. Archetipico, eh?, non 'freudiano' Di racconti con tema surfistico ne ho scritto diversi, e sicuramente ne metterò altri. Questo è forse il più interiorizzante, il più 'filosofico' (oddìo che brutta parola), ed era giusto metterlo per primo.
Adoro i Beach Boys, e quella canzone è un manifesto per i Surfers... come anche tutto il Surf strumentale alla Surfaris, Ventures, Barbarians, Canchellors, decisamente musica d'altre dimensioni...
Musa Top
Età : 38 Registrato il : 26/06/08 Messaggi : 756 Localizzazione : Milano
Oggetto: Re: Longboard 20/08/08, 12:38 pm
Amo il mare e l'Oceano mi affascina e spaventa al contempo.
Non so surfare ma apprezzo l'emozione che regali attraverso il tuo scritto.
Ti ringrazio. Anche per me il Surf è, prima di tutto, un esperienza (o 'esperimento'!?) dell'anima.
Materdea Top
Registrato il : 06/01/08 Messaggi : 992 Localizzazione : Sirio
Oggetto: Re: Longboard 20/08/08, 06:50 pm
Citazione:
No, il Surf non è una religione, per me, e nemmeno uno sport. E' un modo per sentire parlare l'Oceano, con la sua voce silenziosa, fatta di milioni di sfumature, e più profonda e gentile di qualunque altra voce, anche di quella di Dio, forse.
Tu ne parli come di chi ne fa un Rito. si forse per te è un Rito.
In un certo senso, si. Accomunando la passione per certe suggestioni musicali, a quella per l'essenza del Surf si, forse mi avvicino a considerarlo un rito. Una comunione fra elementi, o fra vibrazioni, quelle interiori e quelle della Terra. _________________ Roberto Sonaglia
Daniela Micheli Admin
Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 8954
Oggetto: Re: Longboard 21/08/08, 08:28 am
Roberto, considerando il periodo che conta tanti desaparecidos, direi che il tuo esordio ha avuto l'attenzione che meritava e ciò mi rende contenta...
D. _________________ Ogni mia pagina è la migliore. Perchè ogni volta che scrivo divento ciò che ho scritto - M.M.
Daniela Micheli Admin
Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 8954
Oggetto: Re: Longboard 21/08/08, 08:29 am
P.S. Volevo metterti la versione di Surfin USA versione pshicobilly, ma credo che l'orginale dei Beach Boys sia sempre la migliore _________________ Ogni mia pagina è la migliore. Perchè ogni volta che scrivo divento ciò che ho scritto - M.M.
Ne sono felice anch'io Daniela, anche perchè mi rendo conto che certi temi che tratto, o che inserisco, nei miei scritti (il Surf, le suggestioni musicali) sono un po' "specialistici". E' bello ricevere feedback positivi, soprattutto per un racconto che, personalmente, considero una sorta di spartiacque per il mio percorso creativo. Più avanti credo diverrà palese anche perchè. Surfin' USA ha avuto diverse versioni, alcune davvero ottime (quella dei Jesus & Mary Chain, ad esempio), ma l'originale resta sempre la migliore. _________________ Roberto Sonaglia
Luciano Sanna Top
Età : 99 Registrato il : 19/03/08 Messaggi : 316 Localizzazione : Italian West Coast
Oggetto: Re: Longboard 21/08/08, 05:51 pm
Un tam tam virtuale mi ha fatto sapere che c'era una pagina di mare da queste parti. Meno male. Che di adrenalina ne ho sempre bisogno. Magari adesso posterò anche io i racconti marini. A rileggersi. _________________ Io al campo base del Cervino
Lode al tam-tam, dunque, altro che rete umts Penso sarà interessante leggere altri racconti che parlano di mare, una delle mie passioni. Io x un po' mi metto 'on the road', ma sempre diretto verso l'Oceano. Grazie Luciano, a rileggersi. _________________ Roberto Sonaglia
Bella paginissima!! Purtroppo io sono solo campione di calciobalilla!! Però nel '71 ho avuto un mercoledì da leoni sulla rotonda dei bagni Marinella: primo classificato al torneo di Ferragosto! _________________ Scrivere può essere solo un passatempo.