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 L'invidia della vulva

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AutoreMessaggio
Mario Ughi
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Numero di messaggi: 73
Data d'iscrizione: 11.07.09

MessaggioOggetto: L'invidia della vulva   26/07/09, 01:27 pm

Ogni tanto leggo qualche post su qualche blog.
In genere preferisco leggere un blog scritto da una donna, ci trovo un quid di spessore in più, e a volte cerco di spiegarmene la ragione.
Ci sono donne che scavano dentro se stesse, liberamente introspettive scandagliano il loro quotidiano filtrato attraverso sentimenti interessanti quali la disillusione nata da un amore frastagliato, vissuto con slancio e poi da altri deluso, ovviamente, ma che conferisce loro un’aura di vittima risorta da morte cruenta ma non domata nell’esausta ricerca priva di speranza, mentre gli anni passano. E si esprimono con un linguaggio magnifico, tanto da sollevare l’istinto verso un repentino abbraccio non disgiunto da qualche bacio romantico e appassionato e in qualche modo riparatore di errori non consumati in prima persona, se non fosse per la difficoltà evidente di dover superare immense barriere e muri e staccionate. L’occhio indagatore di una donna che ha sofferto per amore è difficile da sopportare. Ti dice che gli uomini sono tutti uguali, anche se forse non è vero. Forse. Trovo difficile eguagliare lo scritto di una donna che diviene una cima inviolabile, per scelta o per ventura. Alla narrazione del suo vissuto potrei offrire come controparte al massimo la radiocronaca dell’ultima partita di calcetto, e non mi sembra la stessa cosa.
Le donne ti sparano in mezzo alla fronte storie di anoressia e madri rapaci e padri assenti o incapaci. Sono credibili. Ti affascinano quando mandano affanculo il mondo, perché si intuisce che questo accade sempre per un motivo importantissimo e pieno di sofferenza, mai perché qualche stronzo decide di attraversare per primo allo stop.
Le donne sono sensuali anche quando soffrono. Forse lo sono anche di più. Arrivano a dimostrare una dedizione assoluta verso un ideale, posseggono un’anima che è pronta a gettarsi nel fuoco per amore, e nel contempo riescono ad apparire maliziose e invitanti infilando nel blog immagini di seduzione in lingerie in bianco e nero. Il nero si perde nello sfondo e la gamba sensualmente fasciata spicca bianca e balza agli occhi affamati e il fondoschiena si snoda come un serpente pronto ad avvolgerti nelle spire sino a soffocarti. Io al massimo potrei proporre lo stereotipo di un Marlowe virile quanto disincantato e bastante a se stesso, non certo l’immagine di un culo maschile fasciato negli slip, e neanche nei boxer, diciamolo pure. Ridicolo. Per non parlare delle immagini di palestrati ritratti in foto artistiche che delineano con sagace profondità il gioco degli addominali: questo esorbita dalla mia attuale forma fisica.
E allora mi perdo nella lettura invidiosa esplorando questo magico mondo denso di rotondità che intuisco io non potrò mai raggiungere, di profondità che non saprò emulare, di sentimenti delicati da accarezzare come con la punta di una piuma, in silenzio assorto nella considerazione che qualsiasi cosa io possa dire al riguardo nell’esprimere empatia e condivisone risulterà un grottesco tentativo di raggiungere luoghi ancor più profondi e intimi.
Quindi leggo, spesso mi astengo dal commentare, raramente commento in modo superficiale e incongruo.
E la maggior parte delle volte dimentico di cambiarmi i calzini.
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Rosalba Signorello
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Numero di messaggi: 670
Data d'iscrizione: 17.03.09

MessaggioOggetto: Re: L'invidia della vulva   29/07/09, 05:55 pm

Beh, meglio di così non si poteva rendere il frutto di trent'anni di autocoscienza al femminile e, se la media età delle scrittrici nei blog oscilla dai 40 ai 50, ciò è di cui è capace un'intera generazione se prima lo era solo Virginia Woolf. Certo, certo, ci si è aggiunto quel sex-appeal che ormai è obbligatorio quanto il parmigiano nella parmigiana, mentre prima solo Sibilla Aleramo se ne adornava. E il tutto è colto, digerito e superbamente reso da una psiche maschile che, se non altro, ci prova a leggerlo e a farsene catturare. Ci prova, e ci riesce talmente bene da farmi sfiorare a mia volta la specificità maschile, unidirezionale ed allopatica, che un po' invidio anch'io. Ma mi ricordo d'annaffiare le piante.

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"Il libro è l'oppio dell'Occidente." Anatole France
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L'invidia della vulva

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