Lea De Cristoforo Top


Numero di messaggi: 221 Data d'iscrizione: 28.04.09
 | Oggetto: come un addio 23/06/09, 08:46 am | |
| Jack è pronto per uscire. Non tornerà così presto. Fa troppo caldo in questo posto per poter pensare di restare di più e poi c’è troppa luce, così tanta che lui con i suoi occhi chiari non esce quasi mai di giorno e se lo fa deve schermarli bene, anche quando fuori ci sono quaranta gradi. Fotodermatosi. Non sa nemmeno come si è ritrovato a desiderare di vivere la nascosta vita di un germoglio. Non gli occorrono molte cose per andare, solo indumenti pesanti, razioni di cibo, macchina fotografica e anche carta e penna. Chissà se riuscirà a pensare a qualcosa di sensazionale? E’ da tanto che non gli capita più di compiacersi o stupirsi di se stesso. Ha bisogno di oscurità e di silenzio ovattato. Ma ha bisogno degli originali, non di come sta vivendo ultimamente, troppe luci e pochissima ombra. Il fatto è che nel buco dove vive, sembra andare tutto troppo veloce… Il tempo… chissà perché prima gli bastava e adesso invece non più. Ombre… La sua assume forma di cartellone pubblicitario, piantato in una radura deserta e c’è chi cammina e cammina illudendosi di poterla raggiungere. Si conosce abbastanza già da tempo e sa di averne una anche lui, anche se quasi non la ricorda più, o meglio: come se gli altri non la vedessero. Evita di mostrarla per sentirsi accettato. Vuole essere banale agli occhi della gente, perché il giudizio fa male. Chi afferma di conoscerlo dice di lui che è tenace. Lui invece fa un elenco di quelle quattro cose che costituiscono la sua esistenza, perché sono le uniche tangibili che conosce, le sicurezze che gli fanno chiudere gli occhi alla sera e andare avanti fra frenesie e doveri quotidiani, continuando a ricordarsi tutti gli eventi sterili, quelle perdite di tempo ed energia che gli appaiono sempre più lontane. Per questo, sente il bisogno di smettere, di cambiare o meglio di sbucare fuori dal terreno e prendere in mano la sua vita, per una volta. Jack dentro è come i nomadi e i loro stridori di corde straziate sanno incantare, ma stancano. Questo è il motivo per cui non riescono a fermarsi. E adesso quello stanco è proprio lui. Continua a scavarsi dentro e man mano che entra nel caos che oramai lo circonda, l’osserva e ogni paura si fa piccola ma lui è ancor più minuscolo. Sta pensando a quanto sarebbe facile sparire, far perdere le sue tracce al cerchio che si stringe sempre di più attorno a lui, nell’atto di soffocarlo. Famiglia, ragazza, lavoro. Obblighi. Molte volte solo quelli. Ha bisogno di poter ridistinguere la sua voce da quella del coro. E’ una necessità scoprire che il thè scotta e il pavimento è gelato. E’ questione di sopravvivenza. Vuole assolutamente riuscire a dimenticare un bell’elenco di cose sbagliate, cattive abitudini che nel suo tentativo di rinascere non può più accettare, come smettere di fumare, recuperare il tempo perso con se stesso, sacrificato vanamente in nome degli altri, azzerato nell’immersione di quello che si chiama delirio umano o più crudelmente detto dovere. Essere comprensivo, avere pazienza, diplomaticamente agire...sono cose che non appartengono alla sua natura. Lui deve smettere di essere così servile, perché quando abbassa il capo nelle situazioni che la vita gli mette davanti, sente montare una rabbia fortissima e da sempre si contiene, lasciandosi morire un altro po’, quando questo avviene. Però oggi è stata l’ultima volta che il suo capo l’ha trattato così. Alla fine è esploso rovesciandogli la scrivania e uscendo dall’ufficio sbattendo la porta. Avrebbe voluto occhi dietro la nuca, per scattare la foto delle facce presenti. Adesso a casa, sta pensando a quanto la sua impulsività farà penare le sue due donne. Mariana la madre e Joy, la sua ragazza e a questo pensiero un po’ gli si chiude lo stomaco, ma poi ci ripensa. Loro non lo hanno mai capito fino in fondo, nessuno mai ci è riuscito. Desiderano solo la tranquillità e innegabilmente anche lui vorrebbe la sua. L’addizione è semplice: il mondo è egoista e lui… …lui è un cinico bastardo. Lui sogna di esserlo, mentre si reca nell’agenzia viaggi, per afferrare quel volo che lo condurrà lontano dal grigiore in cui è intrappolato, in cui si sente nuotare disperato e incredulo in un mare di corpi in putrefazione. Un cinico bastardo… Immagina di esserlo mentre è in fila per il check in di quel viaggio che lo renderà libero. Di divagare coi suoi pensieri e le sue volontà. Libero. Di essere se stesso. Il luogo comune dice che quando non se ne può più, non serva a nulla andarsene. Lui invece farà l’esatto contrario. Questo è un richiamo che sente da giorni e notti, mentre dorme, appena sveglio, quando la routine lo risucchia nel suo vortice, lui sta lì e quella voce gli parla, mentre cena, se ride con gli amici, quando vive la passione con Joy. Ci pensa anche adesso, che tutto è così lontano… Tutto questo interiorizza, mentre si lascia trasportare dal nastro scorrevole, fuori dal grande aeroporto. Finalmente fuori…deve far qualcosa per placare i suoi sensi di colpa. Ha fatto una scelta che comporterà dolore per chi gli vive attorno. Senza pensarci, con scatto nervoso, fa per accendere una sigaretta, ma il freddo lo blocca e ci ripensa. Va verso il cestino dei rifiuti e butta via tutto. Pacchetto e accendino. Lui è uno tosto. Ha deciso di smettere e così sarà. Entra in un bar e ordina qualcosa da mangiare insieme a un caffè lungo. E’ tempo che cominci a disintossicarsi anche dai troppi espresso. L’auto a noleggio che ha richiesto, lo aspetta lì di fronte. Prende confidenza con gli strumenti di bordo, regola l’aria calda, consulta la cartina stradale e si mette in cammino. La strada è lunga e ghiacciata, senza contare che s’addentra nei boschi. Questo rallenterà il viaggio e sarà molto meglio, poiché lo apprezzerà fino in fondo. Sono due ore che sta guidando. Ha trovato un posto bellissimo. Accosta e spegne l’auto. Non sente più le mille voci che si annidavano e dentro la sua testa riesce a trovare finalmente il silenzio. Tutto quello che desidera. Intorno e dentro riesce ad udirlo. Silenzio e aria gelida. L’inverno ha il potere di ottenebrare le menti e congelare il pensiero. Non diventa mai giorno qui; neanche il sole ha voglia di spuntare. Si uncina ancora alla meditazione sul delirio umano. Più che un delirio, lui pensa che sia la paura più grande dell’uomo: Rimanere solo. Lui quel demone ha deciso di combatterlo chiudendo la porta dietro di se. L’ha affrontato partendo. Rimettendosi in gioco. Dando l’addio alle sue insicurezze. Sfidandosi! Per capire il suo valore, poter aggiungerne del nuovo e decidere senza preavviso quando sarà giunto alla meta. Senza prefissarla. Sfidarsi e scoprire i propri limiti e le proprie abilità. Il viaggio con se stesso è da poco iniziato e scorre senza aspettative. Ogni volta è sempre la prima volta e sarà questa emozione ma già si sente più leggero, man mano che si allontana dal certo, dalla routine, solo sulla jeep. Sa che non sarà facile per chi gli è lontano abituarsi, le svolte non sono mai state facili. Cambiare tutta la propria vita, in meno di un giorno non è una scelta leggera. Ma la proposta era troppo allettante, è capitata al momento giusto. Un reportage. Non ci poteva credere, quando dopo avergli ribaltato la scrivania ed essersene andato su tutte le furie, il grande capo lo ha chiamato e gli ha offerto di fare un reportage, sulle usanze dei popoli del Nord. Il suo sogno più grande! Quello che lo sta portando nel punto più freddo e desolato del mondo, a tempo illimitato, lontano da numerosi eventi insapori. Sa che Joy e Mariana non l’accettano, soprattutto così, senza preavviso. Ma è la sua vita e non lo sente come un addio, non vuole ancora dirselo. Ed ecco che da dietro una curva spunta. Blu, freddo a soverchiare le sue gocce di negazioni. Si ferma a respirare il mar di Norvegia, poi riparte verso l’aurora boreale.
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Daniela Micheli Admin


Numero di messaggi: 15682 Data d'iscrizione: 04.01.08
 | Oggetto: Re: come un addio 11/07/09, 08:22 pm | |
| Posso dirti che è una pagina bellissima? Quanti Jack ci sono che per convenzione, per paura di ferire chi sta loro di fianco non ribaltano la scrivania e partono per il mare di Norvegia? Libertà... la parola magica... Non ti conoscevo in prosa. E devo dire che mi sei piaciuta moltissimo, Zingara (non so il tuo nome) _________________ Da usarmi con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
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Nuccio Pepe Top


Numero di messaggi: 777 Età: 52 Data d'iscrizione: 13.12.08
 | Oggetto: Re: come un addio 11/07/09, 08:30 pm | |
| Era da un pò che non bazzicavo questa sezione del forum, devo ringraziare Daniela per avermi consigliato di leggere il tuo brano Zingara. Mi ci ritrovo, lo leggo bene, molte tue sensazioni, stati d'animo sono stati e sono i miei. Brava. |
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Mario Ughi Top


Numero di messaggi: 69 Data d'iscrizione: 11.07.09
 | Oggetto: Re: come un addio 11/07/09, 10:05 pm | |
| ...mi hai fatto venir voglia di partire verso l'aurora boreale. Dev'essere una cosa bellissima. Grazie. |
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Lea De Cristoforo Top


Numero di messaggi: 221 Data d'iscrizione: 28.04.09
 | Oggetto: Re: come un addio 12/07/09, 08:11 am | |
| Ragazzi grazie mille, sono lusingata e compiaciuta delle vostre parole sotto questo brano. Vero quanti Jack subiscono, limitandosi a vivacchiare per inerzia? Daniela? Mi chiamo Lea e nemmeno io mi conosco molto bene in prosa, so soltanto che una volta una donna mi ha dato la spinta ad allentare la poesia in favore della prosa. Mi disse che avrei avuto maggiori soddisfazioni ed aveva ragione. Anche se si fatica moltissimo e c'è sempre qualcosa da sistemare, qualche dettaglio che sfugge Nuccio? Ti dico solo GRAZIE  Mario? Dovrebbe esserlo, me l'hanno detto.  Grazie ancora a tutti. |
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Nuccio Pepe Top


Numero di messaggi: 777 Età: 52 Data d'iscrizione: 13.12.08
 | Oggetto: Re: come un addio 12/07/09, 09:09 am | |
| " l'aurora boreale. Dev'essere una cosa bellissima. " LO E' COME TUTTO IL GRANDE NORD ( ...ops Jack ... London !! ) Si DEVE andare a Capo Nord, cosi' come e' imperativo andare in Patagonia, e guardare negli occhi le gazzelle all'alba in Namibia. A volte puo' bastare sognare di farlo. |
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Lea De Cristoforo Top


Numero di messaggi: 221 Data d'iscrizione: 28.04.09
 | Oggetto: Re: come un addio 12/07/09, 09:20 am | |
| Caro Nuccio, hai ragione già avere dei sogni è sinonimo di vitalità e ottimismo.  Sì, infatti immaginavo che sarebbe andato proprio a Capo Nord  |
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Alessandra Grandi Top


Numero di messaggi: 779 Data d'iscrizione: 13.03.09
 | Oggetto: Re: come un addio 13/07/09, 08:41 am | |
| Bello rendere le impressioni così. Brava. Sembra "into the wild", ma Jack è là per realizzare un sogno tangibile. Mi ritrovo. |
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