A Dublino mi dici che dormi con venti persone nella stessa stanza, affamata e relativamente in allerta. io ti aspetterei alla finestra, ma dà sul cortile interno del condominio, non servirebbe a niente. e intanto il distributore di sigarette ci ha mangiato cinque euro. e non ci resta che scoppiare a ridere a dirotto. come back september. come quando ci svegliavamo in tre nel letto con le braccia informicolate, in piena pianura padana ma col fuso orario del Giappone. Finalmente è domenica, ma un portapizza non santifica niente. e io dormivo in mezzo, era stupendo, era come avere due guardie del corpo al contrario, che sorvegliavano se ti eri massacrato abbastanza. Per ammazzare il tempo qualcuno è quasi morto, e comunque ci siamo sconvolti tutti, per ammazzare il tempo. Mi svegliavo di nascosto paradossalmente allegro, e andavo in bagno a leggere le scritte sulle pareti. Ero un cameriere vestito bene, e quella casa adesso è un cantiere. E non ci resta che scoppiare a ridere a dirotto. e quando ci incontriamo fare finta di non vedersi e poi spararsi alle spalle. ma con l'amore necessario a fare passare la pallottola da una parte all'altra senza sfiorare nessun organo vitale. continuiamo a camminare con i nostri giubbotti antiproiettili e in tutte e due le mani quegli arnesi elettrificati che servono per scacciare i cani, per tenere a debita distanza i nuovi rapporti umani.