TartaMara Top


Registrato il : 08/02/08 Messaggi : 533
 | Oggetto: Sono nata qui 12/08/08, 12:28 pm | |
| Non lo faccio contro di te semmai contro di me. Ma ognuno è come è, le origini emergono, il carattere domina, quello che si sente importante non conosce compromessi. E’ difficile da spiegare a te che potresti farmi vedere una foto, una sola foto che ho già visto mille volte, dolendomene, ma che stavolta sarebbe tua e mi faresti toccare con mano una realtà da respirare attraverso il tuo sguardo e non con un video a cristalli liquidi. Io sono nata qui, tu sei donna come me, ma nata laggiù. Potevo essere al posto tuo, lo so, ma non ci sto. Non dico che questo sia il mio posto, mi fa schifo questo posto, però mio nonno era contadino ed emigrò in miniera e l’altro nonno si arrangiò tutta la vita lavorando al cinema. Un bel carattere entrambi, ho molto di loro due, come tu avrai di certo qualcosa dei tuoi. Ti chiederai perché parlo dei nonni e non dei genitori, sarebbe difficile da dire o troppo facile affermare che non ci sono stati. Punto. Ho imparato tutto quello che so fare rubando con gli occhi, mi sono laureata per il terrore di restare senza lavoro, il diploma non bastava. Volevo nuotare, le piscine erano care. Volevo dipingere ma gli artisti sono debosciati. Volevo andare a ballare ma ci si perde la verginità. Volevo una borsa, ebbi la prima a ventidue anni, usata, regalata dalla zia del mio ragazzo. Volevo desiderare, non era accettato. Ma il lavoro l’ho avuto, ho lavorato anche come barman, operaia e commessa per pagarmi l’università, ma l’ho avuto. Capisci se ti dico che ogni cosa che ora possiedo io l’amo profondamente? Capisci se ti dico che la papera portasapone comprata a Delf in una vacanza fatta di hot dog era il mio orgoglio? Non so se comprendi cosa voglia dire acquistare una macchina del gas in acciaio, e con lei, il primo prodotto lucida- acciaio a quarant’anni. Vedi, la papera è spaccata, fu una polacca e la cucina fu rigata per sempre con la spugna rigida dopo due giorni, che non avevo ancora acceso tutti i fornelli. In una mattinata disastrosa dove lo stesso destino capitò anche al frigo. E l’amica della prima polacca piangeva ma non per le righe che non le feci mai notare, ma perché si era scoperta incinta. Rigò e se ne andò, come una meteora. E quel posacenere di coccio enorme, blu, che comprai a Ibiza, che sta tanto bene con il lume cui girai intorno due anni prima di farlo mio, del quale conosco anche il nome del soffiatore della Ginori…tutto sbeccato. E la maschera di pulcinella comprata a via dei Tribunali, rotta anche lei. Sei stanca di ascoltare la lista, vero? E' molto più lunga, direi eterna, considerando che nei miei cinquant’anni ho “ceduto” nel farmi aiutare in casa per un massimo totale di otto mesi, forse esagero addirittura nei tempi. Ma non voglio più…non voglio…capisci? Non voglio tornare a casa e dannarmi per non poter innaffiare le mie piante perché hai spaccato la chiave del cancelletto dentro la serratura senza dire nulla. Ha parlato il fabbro, duecententoventi euro, ha detto. E non voglio spostare la mia scultura in legno, regalo di natale, dura trattativa conclusa a cinquanta euro per scoprire che il braccio è spaccato e qualcuno l’ha fatto ricombaciare con lo stesso silenzio di un bacio rubato. E questi pavimenti di marmo che non ho mai avuto soldi per arrotare, non voglio che diventino opachi con l’ammoniaca, odio l’ammoniaca. E l’altra sera mi sono sentita male, ho avuto un colpo d calore, per pulire da sola le maioliche della cucina, lì, in alto, dove si vedeva il segno della pezza passata dove si arrivava alla chetichella. Sono lucide, ora, le maioliche che comprai allo smorzo ma ne ero orgogliosa perché sono puntecchiate come le pareti della cucina, alfatone mi sembra si chiami quel materiale. Se ora ti dico che per avere quello che ho mi sono fatta il culo, pensi che sia volgare? Lo so che ci vogliono due giorni di corriera per arrivare in Ucraina ma sappi che ci vuole una sveglia sulle 4,45 del mattino per prendere un aereo delle 7 che ti porta a lavorare a Padova. E che per fare consulenza di otto ore a Lucca, si prende la macchina alle 6 del mattino con il ghiaccio sui guard-rail e si torna a casa alle 11 di sera sorpassando file infinite di camion. Io sono nata qui e mi sono fatta il secchio qui. E me lo faccio ancora. Ma se per avere il tempo di godermi un hobby, quello della scrittura, ad esempio, devo veder rovinate le cose che per me rappresentano i successi della mia vita, una maschera, un posacenere, una papera…allora ricomincerò ad alzarmi alle cinque del mattino. Non ho più le energie che avevo a trent’anni, la tua bellissima età. Ma sai, quando sono tornata a casa e ho trovato tutti i pesci dell’acquario morti, sono rimasta male, ma tanto male. Costano poco, sai, solo 4 euro l’uno, ma avrei potuto raccontare le abitudini di ognuno di loro. Io sono nata qui, sono così, metto a posto la mia coscienza con i conti correnti all’AMREF, per quella bimba in foto sul comò, così diversa da quella che non ho mai avuto. |
|
Daniela Micheli Admin


Registrato il : 04/01/08 Messaggi : 9657
 | Oggetto: Re: Sono nata qui 14/08/08, 02:31 pm | |
| AmaraMara... _________________
Daniela |
|