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 INVITO AL PASSATO

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MessaggioOggetto: INVITO AL PASSATO   06/04/09, 10:48 pm

L'invito mi giunse inaspettato.

Erano anni che non trascorrevo un po’ di tempo nella mia amata isola, dai tempi in cui, mio padre, un po’ per bisogno di soldi, un po’ perché mal consigliato da mio fratello,vendette l'appartamento che lì possedevamo.

Nonostante io e mia madre proponessimo soluzioni alternative alla svendita,lui fu irremovibile e alla prima offerta, che non tardò ad arrivare, vendette.

Avevamo acquistato l'appartamento una decina d'anni prima : durante una vacanza sull'isola, notammo l'annuncio affisso in un'agenzia immobiliare.
Il prezzo era ottimo e l'immobile si trovava nel centro del nostro paesino preferito,
a poche centinaia di metri dal mare.
Era della metratura giusta e sembrava fatto apposta per la nostra famiglia.
Perfezionato l'acquisto, fu un'emozione incredibile quella che provammo la prima volta che entrammo nella nostra nuova casetta.
Ricordo l'entusiasmo di mia madre nello scegliere le tendine per abbellire le finestre,
l'impegno con cui mio padre, si occupava della sistemazione delle stanze, dell'imbiancatura delle pareti, e la messa a punto di impianto elettrico e idraulico.
E poi, le uscite tutti e quattro insieme per scegliere quelle poche cose da acquistare per l'arredo.

Per i successivi dieci anni, trascorremmo lì le nostre vacanze estive, integrandoci con la gente del posto, imparando a conoscerne i segreti come se fosse il nostro luogo nativo, vivendo il resto dell'anno in trepidante attesa dell'estate.
Vacanze estive che, essendo noi studenti e i miei, lavoratori autonomi, erano spesso anche piuttosto lunghe.
Mio padre si dedicava al suo sport preferito : la pesca,
e non era raro scorgerlo in cima al molo dare la caccia alla sua preda : l'orata.
Quando la pesca era fortunata, rientrava felice in casa, ripuliva il pesce dalle interiora e consegnava quella prelibatezza alla cuoca mia madre, che cucinava dei pranzi memorabili.
Noi ragazzi avevamo il nostro gruppo composto perlopiù da forestieri che possedevano la casa, e per questo ci ritrovavamo ogni anno, affiatandoci tantissimo e trascorrendo le vacanze più belle e divertenti della nostra vita.

Col passare degli anni, le occasioni per andare a trascorrere qualche giorno alla casa al mare, aumentarono.
Così, spesso, ci congedavamo dai nostri amici, alla fine dell'estate, dandoci appuntamento per la pasqua successiva e, talvolta, anche per il capodanno.
La casetta all'isola divenne presto il mio rifugio, così iniziai a frequentarla anche d'inverno, da solo.
Con la scusa di ritirarmi in un isolamento forzato per studiare nei periodi vicini a qualche esame, mi godevo in realtà la solitudine di un posto che mi rilassava e nel quale mi sentivo a mio agio.
Ben presto mi resi conto che non riuscivo a stare lontano da quei luoghi troppo a lungo, e un bel giorno di primavera, durante un weekend all'isola con la mia ragazza,
cogliendo al volo un'offerta da parte di un conoscente del posto, accettai un lavoro stagionale e di lì a due mesi mi trasferii all'isola per 5 mesi, da maggio a settembre,
per lavorare come bagnino in una spiaggia privata.
Mesi intensi, ricchi di emozioni, nuove amicizie, giornate infinite, gioie, passioni, delusioni, senso di libertà, divertimento, impegno, amori ...

Dopo la vendita della casa, provai a tornare in vacanza all'isola, prima in campeggio, poi in affitto, ma, pur amando quei luoghi e pur frequentando la stessa compagnia di persone, non mi sentivo più a mio agio.
Mi sembrava quasi di essere come uno straniero nella mia terra.
Non avevo più il mio rifugio dove rinchiudermi a fine giornata, dove riposare e dormire bene come mai da nessun'altra parte nel corso della mia vita.

Così non c'ero più tornato e con notevole sforzo, negli anni a venire, riuscii anche a superare la forte nostalgia che avevo degli anni trascorsi in quella casa.
Le mie vacanze estive si erano ridotte a due sole settimane e le trascorrevo in luoghi di mare ogni anno differenti, fino al giorno dell'invito.

Ricevetti una telefonata da parte di un vecchio amico.
Faceva parte del gruppo estivo dell'isola e non lo vedevo, né sentivo da diversi anni.
Mi chiedeva entusiasta che fine avessi fatto e, come a voler rigirare il coltello nella piaga, mi spiegava che lui aveva sempre la casa all'isola e ci tornava ogni estate da sempre.
Dopo avermi aggiornato rapidamente su quelle che lui riteneva le novità di rilievo del vecchio gruppo e, dopo avere intuito dal mio mutismo dall'altra parte della cornetta, che non ero interessato ai suoi aggiornamenti, venne al punto.
Stava organizzando un raduno dei vecchi componenti della compagnia estiva e sperava anche nella mia presenza.
Risposi che ci avrei pensato, che avrei dovuto dare un'occhiata ai miei impegni e avrei fatto sapere in tempi brevi la mia decisione.
Conclusa la telefonata, fui pervaso da una sensazione di fastidio.
L'invito al raduno aveva rotto quel fragile equilibrio che avevo raggiunto nel tempo e tutta insieme, con forza, mi assalì una feroce nostalgia .
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni, per cui ero fortemente tentato di accettare l'invito e approfittare di questo raduno senza senso per fare ritorno all'isola.
Provai il desiderio incontenibile di respirare quella che era stata per anni l'aria di casa mia, di camminare per strade a me familiari, salutare amici e conoscenti, farmi una nuotata, stendermi al sole su una delle spiagge a me care e poi cenare in quel posticino caratteristico che così spesso mi aveva visto seduto
al tavolo sulla terrazza con vista sul mare.

Decisi poi di non partecipare al raduno, senza la mia casa mi sentivo nudo e non mi sentivo più parte del gruppo.

Era però giunto il momento di andare a salutare i miei luoghi.
Organizzai così, un fine settimana di inizio estate, una gita all'isola.
In compagnia di mia moglie e di mio figlio, pernottammo in un agriturismo nella campagna a pochi km dal mare.

Fu emozionante presentare la mia famiglia a quei luoghi sacri della mia esistenza.
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Daniela Micheli
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   06/04/09, 11:08 pm

Salve, PDG del martedì, ci sei.
In bocca al lupo Wink

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Da usarmi con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
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turirubino
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 06:03 am

Ciao PdG e ciao a tutti.
"Invito al passato" è una pagina di diario scritta in tono colloquiale, con stile molto semplice, quasi elementare (perdonami il termine...). Questo, se da un lato ne fa un testo poco "letterario", dall'altro, via via che si va avanti con la lettura, finisce col renderla efficace, col suscitare interesse e genuina simpatia per il protagonista della vicenda (immagino te!).
Due parole anche sul contenuto.
Mi è molto piaciuto lo "straniero nella sua terra". Quel passaggio, quella situazione, mi sembra "il cuore" del racconto e, anche se molto stringato, funziona bene. Il finale, viceversa... secondo me è tutto da rivedere No . Così com'è precipita in una sorta di frettoloso e dissonante rendiconto. Io mi fermerei, possibilmente approfondendo un po' il lavoro introspettivo, al "Decisi poi di non partecipare al raduno, senza la mia casa mi sentivo nudo e non mi sentivo più parte del gruppo". Rimarcheresti il significato più importante del tuo scritto e il piano emozionale che lo accompagna.
Ciao PdG e, come sempre quando sono un po' "criticone", perdonami e... apprezza sincerità e buone intenzioni. Smile

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Turi
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Mario Malgieri
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 07:20 am

Buongiorno a tutti, a Daniela un caffè e a Turi un caffè senza zucchero, che mi soffia sempre il primo posto, ecco!
Concordo sul linguaggio lineare, sulla semplicità che rende fresca la lettura. E concordo, purtroppo, sul finale che sembra affrettato, come se ci fosse ancora quel senso di disagio a parlare di quell'isola e di quella casa che tento avevi amato, e volessi tagliare la storia al più presto.
Ed è un peccato, ci si potevano imbastire una decina di racconti, magari sulla pesca, sugli amici, sugli amori giovanili, su qualche personaggio pittoresco... ma forse lo farai con calma, più avanti, vero?
Per ora un grazie per la lettura, comunque molto gradevole.

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Ci sono più cose, Orazio, in cielo e in terra, che in tutte le vostre filosofie (W. Shakespeare)
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Natascia Prinzivalli
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 08:01 am

Buongiorno Pdg.

Buongiorno a Tutti.


Il protagonista si sente defraudato, come se la casa potesse conservare in egual misura sia i ricordi che l'appartenenza al luogo.

Il brano è saltellante, con un forte divario tra la prima e la seconda parte, che tende a scollarsi.

Perdonami, ma non so mentire.

Grazie.

_____nat

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"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
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Martino Giusti
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 08:21 am

Salve Pennisti
Salve PDG.
Concordo coi precedenti commenti. La prima parte, fluida ed evocativa, stride un pochino con la seconda e con la conclusione. Sembra quasi che la pdg fosse arrivato al limite delle battute concesse per cui ha dovuto chiudere in fretta.
E' un peccato perchè questo brano è proprio bello; crea una sensazione di aspettativa e poi ti lascia con un palmo di naso.
Però, signori, qui 'a malincunia si fa sempre più forte. Non vorrei naufragare dolcemente in quel mare.

Buona giornata


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mi sono perso e non so tornare
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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 08:21 am

turirubino ha scritto:
Ciao PdG e ciao a tutti.
"Invito al passato" è una pagina di diario scritta in tono colloquiale, con stile molto semplice, quasi elementare (perdonami il termine...). Questo, se da un lato ne fa un testo poco "letterario", dall'altro, via via che si va avanti con la lettura, finisce col renderla efficace, col suscitare interesse e genuina simpatia per il protagonista della vicenda (immagino te!).
Due parole anche sul contenuto.
Mi è molto piaciuto lo "straniero nella sua terra". Quel passaggio, quella situazione, mi sembra "il cuore" del racconto e, anche se molto stringato, funziona bene. Il finale, viceversa... secondo me è tutto da rivedere No . Così com'è precipita in una sorta di frettoloso e dissonante rendiconto. Io mi fermerei, possibilmente approfondendo un po' il lavoro introspettivo, al "Decisi poi di non partecipare al raduno, senza la mia casa mi sentivo nudo e non mi sentivo più parte del gruppo". Rimarcheresti il significato più importante del tuo scritto e il piano emozionale che lo accompagna.
Ciao PdG e, come sempre quando sono un po' "criticone", perdonami e... apprezza sincerità e buone intenzioni. Smile


buongiorno a tutti
buongiorno Turi,
il tono è molto colloquiale
quando ho letto la proposta per questo round
ho subito pensato che per me sarebbe stato il modo per togliermi quel sassolino dalla scarpa e non ho avuto voglia di creare una storia, ma di fare proprio così :
una chiacchierata con voi cercando di rendervi partecipi
così come se fossimo seduti a tavola e ognuno raccontasse qualcosa di sè.

è vero
il finale forse è un pò tirato via
non l'ho riletto molto prima di inviarlo e non volevo che diventasse troppo lungo

grazie per il commento sincero
ho molto apprezzato
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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 08:26 am

mariovaldo ha scritto:
Buongiorno a tutti, a Daniela un caffè e a Turi un caffè senza zucchero, che mi soffia sempre il primo posto, ecco!
Concordo sul linguaggio lineare, sulla semplicità che rende fresca la lettura. E concordo, purtroppo, sul finale che sembra affrettato, come se ci fosse ancora quel senso di disagio a parlare di quell'isola e di quella casa che tento avevi amato, e volessi tagliare la storia al più presto.
Ed è un peccato, ci si potevano imbastire una decina di racconti, magari sulla pesca, sugli amici, sugli amori giovanili, su qualche personaggio pittoresco... ma forse lo farai con calma, più avanti, vero?
Per ora un grazie per la lettura, comunque molto gradevole.


buongiorno Mario,
riguardo al finale, hai ragione, e la risposta l'ho data a Turi.
è verissimo che avrei potuto approfondire e imbastire decine di racconti
ma altro che duemila battute ... avrei scritto n volume ...
con calma, più avanti lo farò proprio volentieri.
in questo giro avrei rischiato davvero di perdermi tante erano le cose che avevo in testa e che volevo dire !

grazie Mario per il commento sincero
dal quale c'è sempre da imparare qualcosa.
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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 08:29 am

Natascia Prinzivalli ha scritto:
Buongiorno Pdg.

Buongiorno a Tutti.


Il protagonista si sente defraudato, come se la casa potesse conservare in egual misura sia i ricordi che l'appartenenza al luogo.

Il brano è saltellante, con un forte divario tra la prima e la seconda parte, che tende a scollarsi.

Perdonami, ma non so mentire.

Grazie.

_____nat



si Natascia
chi racconta è molto legato a quei luoghi
e la casa ne è l'elemento legante.
scusate per il finale
non mio ero reso conto che fosse così
ma adesso che me lo fate notare, ne convengo.
lo rivedrò con calma alla fine.

grazie per il commento sincero.
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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 08:31 am

noncelafopiù ha scritto:
Sembra quasi che la pdg fosse arrivato al limite delle battute concesse per cui ha dovuto chiudere in fretta.
E' un peccato perchè questo brano è proprio bello; crea una sensazione di aspettativa e poi ti lascia con un palmo di naso.
Però, signori, qui 'a malincunia si fa sempre più forte. Non vorrei naufragare dolcemente in quel mare.

Buona giornata



è proprio così :
ero arrivato alla fine delle battute concesse
ma pensavo di avere concluso in maniera meno stridente.

grazie per l'apprezzamento e per l'attenta lettura.
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Luca Macutan
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 09:20 am

sì il testo non si risolve, ma mi pare la costante di questa tornata, forse la nostalgia non è mai risolta. cmq si legge con piacere.
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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 09:24 am

Grazie Goccia
per la lettura e il commento.
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Luca Macutan
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 09:28 am

lo so, i miei commenti sono gocce. ma assicuro che i testi li leggo con attenzione, in questo caso piacevole
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Daniela Micheli
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 10:53 am

Buongiorno pdg e buongiorno a tutti pausa sigaretta e sbirciata per me, poi torno durante il dopo pranzo. Solo per dire che sono felicemente sopravvissuta al giro di boa! Baci sparsi.Smile

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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 11:40 am

baci
a dopo !
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Giuseppe Buscemi
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 12:15 pm

Ma forse manco io ci sarei andato, pdg. Certe rimpatriate possono anche andare. Altre, come questa, si evitano.
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Rosalba Signorello
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 12:16 pm

Forse sei un neofita ma in questa pagina c'è la traccia di chi è poco abituato a usare la lingua per esprimere fatti e sensazioni, a selezionarli, sintetizzarli e trasmetterli, a usare la lingua per scrivere, insomma.
Anche certi aggettivi sono troppo consueti, retaggio di letture fatte più che elaborate, e la punteggiatura a volte è imprecisa. E strano: sembra vi sia l'urgenza del cimento, e insieme l'impazienza del riscontro. Ma il quadro comunque ispira tenerezza. Auguri dunque per altri cimenti e ulteriori progressi.

Homo mundus minor
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Emma Bricola
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 12:23 pm

Nemmeno io ci sarei andata, diffido delle rimpatriate , sono sempre dolorose e deludenti.
Un bacio
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PDG Lunedì
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 01:50 pm

Rosalba Signorello ha scritto:
Forse sei un neofita ma in questa pagina c'è la traccia di chi è poco abituato a usare la lingua per esprimere fatti e sensazioni, a selezionarli, sintetizzarli e trasmetterli, a usare la lingua per scrivere, insomma.
Anche certi aggettivi sono troppo consueti, retaggio di letture fatte più che elaborate, e la punteggiatura a volte è imprecisa. E strano: sembra vi sia l'urgenza del cimento, e insieme l'impazienza del riscontro. Ma il quadro comunque ispira tenerezza. Auguri dunque per altri cimenti e ulteriori progressi.

Homo mundus minor


non so che rispondere onestamente a questo commento
ci rifletto e spero di migliorare anche e soprattutto grazie alle tue parole.

spiacente di ispirarti tenerezza
non era questo il mio obiettivo

grazie della pazienza e del commento
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Daniela Micheli
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 02:05 pm

Mi hai messo una tale malinconia addosso, PDG...
Forse perchè inviti al passato come il tuo, mi arrivano quasi come un volere ma non volere ricordare.
Perchè quella casa era casa nel momento in cui ti apparteneva, era la tua casa, il tuo rifugio e nessun'altra abitazione avrebbe potuto sostituire ciò che per te rappresentava.

Citazione:
Decisi poi di non partecipare al raduno, senza la mia casa mi sentivo nudo e non mi sentivo più parte del gruppo.


da qui, la chiusa si fa frettolosa e sarebbe stato bello leggere di come avresti presentato a tua moglie e a tuo figlio del perchè non partecipasti.

una pagina di diario, come tutte quelle che abbiamo letto fino ad ora e tante ancora ce ne saranno, che mi è piaciuto leggere, per entrare ancora un poco di più dentro a voi, Penne.
e non per curiosità... per altro.

sulla punteggiatura ci sono sì delle sbavature, ma dovute inevitabilmente alla fretta di spedire il plico...

un bacio, PDG

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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 02:17 pm

Daniela Micheli ha scritto:
Mi hai messo una tale malinconia addosso, PDG...
Forse perchè inviti al passato come il tuo, mi arrivano quasi come un volere ma non volere ricordare.
Perchè quella casa era casa nel momento in cui ti apparteneva, era la tua casa, il tuo rifugio e nessun'altra abitazione avrebbe potuto sostituire ciò che per te rappresentava.

Citazione:
Decisi poi di non partecipare al raduno, senza la mia casa mi sentivo nudo e non mi sentivo più parte del gruppo.


da qui, la chiusa si fa frettolosa e sarebbe stato bello leggere di come avresti presentato a tua moglie e a tuo figlio del perchè non partecipasti.

una pagina di diario, come tutte quelle che abbiamo letto fino ad ora e tante ancora ce ne saranno, che mi è piaciuto leggere, per entrare ancora un poco di più dentro a voi, Penne.
e non per curiosità... per altro.

sulla punteggiatura ci sono sì delle sbavature, ma dovute inevitabilmente alla fretta di spedire il plico...

un bacio, PDG



si Daniela
è proprio così
è una sensazioneun pò controversa
a metà tra il voler ricordare e non volerlo fare perchè fa male.
è vero che tante cose sarebbero state da approfondire
e ne avrei avuto anche voglia
ma avrei sforato abbondantemente il limite massimo.

grazie per il passaggio anche a Gibbi e a Emma
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cinzia tomassini
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 02:52 pm

mi ha colpito molto questo legame fra la casa e il luogo, la non casa e il non luogo.... un brano interessante
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 02:57 pm

cinzia tomassini ha scritto:
mi ha colpito molto questo legame fra la casa e il luogo, la non casa e il non luogo.... un brano interessante


grazie Cinzia

c'è un legame molto forte tra la casa e il luogo

grazie per il passaggio
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Giuseppe Buscemi
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 03:16 pm

C'è un posto dove ho fatto le vacanze da bambino, sei, sette anni di seguito. Lì, per esempio, prima ho imparato ad andare in bici senza rotelle, e poi ho avuto il primo, tenero innamoramento (corrisposto, fortunatamente).
Ci torno, di tanto in tanto. Ora volentieri. Ma le prime volte, dopo una lunga pausa, fu traumatico. Ero geloso ('E chi sono quelli? Mai visti.'), indispettito, sconcertato (perché tutto è diverso, anche se è uguale o quasi. E tu cercavi le sensazioni di ieri, ma ovviamente non sei quello di ieri).
Oggi accetto persino che la casa della mano nera, quella diroccata, dei fantasmi e delle sortite notturne dei più intrepidi, sia divenuta un ristorante agrituristico dei più qualunque.
Se avessi partecipato al round, avrei scritto anche di quella casa. Ma in fondo l'hai già fatto tu, pdg.
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Rosalba Signorello
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MessaggioOggetto: Re: INVITO AL PASSATO   07/04/09, 03:27 pm

Scusami: sono stata io stessa frettolosa e non mi sono spiegata fino in fondo.

Volevo dire che spesso il linguaggio che usiamo non è bello come il nostro mondo interiore. Per "bello" intendo profondo e risonante, come può essere un vecchio pozzo ancora in uso, a cui attingere in abbondanza. Esempio:

"Per i successivi dieci anni, trascorremmo lì le nostre vacanze estive, integrandoci con la gente del posto, imparando a conoscerne i segreti come se fosse il nostro luogo nativo, vivendo il resto dell'anno in trepidante attesa dell'estate".

Questo è un bel passo ma - a parte la punteggiatura - se si sostituissero certi termini, usati più che altro per abitudine, con altri più aderenti e personali, sarebbe ancora più incisivo.
In fondo è questo il lavoro dello scrittore "navigato" - alimentarsi uno stile - e solo in questo senso ho usato il vocabolo "neofita" nel precedente commento.

Altro mio errore: l'uso improprio del termine "tenerezza". Volevo invece dire che il tuo cruccio e il tuo desiderio insieme avevano suscitato un mia certa qual solidarietà, a prescindere dal tuo stile un po' impersonale.

Ciao

Homo mundus minor
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